Nel dopogara della sfida tra Genoa e Sassuolo (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi ai microfoni di DAZN. Ecco le sue dichiarazioni. “Sono felicissimo, anche se stremato per questa partita. Sorrido a fatica, ma dentro ho un vortice di emozioni positive, perché era una vittoria da ottenere in qualsiasi maniera. Penso che abbiamo fatto una buona partita nel primo tempo, anche se pure il Sassuolo è stato pericoloso e ha giocato molto bene. Nel secondo tempo ce la siamo un po’ complicata, più nell’intervallo che nel secondo tempo, ma siamo stati bravi come squadra a mantenere un po’ di ordine, a non rischiare troppo. Sarei stato quasi contento di pareggiarla, perché dovevamo fermare l’emorregia. Abbiamo perso due partite, una a Torino, che forse ci può stare, e una con l’Udinese in maniera veramente immeritata. Alla fine sono usciti fuori due giocatori che per noi sono tanto importanti e abbiamo portato via questi tre punti che sono d’oro.
Mister, le chiedo cosa è cambiato quando si è dovuto giocare dieci contro dieci rispetto a un grande primo tempo che avete fatto? E poi una battuta. Ieri in conferenza stampa ha detto che per le strade di Genova tutti quanti la salutavano. E lei diceva loro che magari tra due o tre settimane mi vorrete meno bene, se i risultati non vanno come devono andare. Adesso siete a +9: le vorranno ancora più bene…
“Io non parlavo dei Genoani o genovesi, parlavo in generale del calcio. Adesso c’è un’atmosfera super positiva, c’è un grandissimo affetto. I risultati cambiano in fretta. Ho visto allenatori come Di Francesco a Roma fare la semifinale di Champions League e l’anno dopo essere contestato. È vero che poi ci sono piazze più o meno particolari, che si rigirano con grande facilità. Ma questo è il destino nostro come allenatori e di chi difende i colori di gente che ama. Il risultato sarà sempre tanto importante. La mia era una battuta, non volevo dire che fossero dei voltagabbana i tifosi del Genoa. Intanto godiamoci questo momento che è positivo. Ci siamo tirati un po’ lontani, un po’ più fuori da quella zona bollente, ma ancora non è finita né matematicamente né mentalmente”.
“La partita è cambiata in dieci contro perché abbiamo dovuto adattare qualche giocatore. Non volevo levare un attaccante e rimanere completamente senza. Vitinha è quel giocatore jolly che puoi mettere dappertutto. Puoi fare una partita offensiva, di ripartenza, puoi fare tutto con lui, è molto disponibile. Abbiamo gestito male il possesso palla. Secondo me c’era un momento in cui in 10 contro 10, quindi in parità numerica e non in inferiorità, potevamo palleggiare facendo la classica “U” avanti e indietro. Loro sembravano non prenderci. Anche se è una cosa che odio, stavolta gli abbiamo chiesto di giocare in maniera molto scolastica avanti e indietro perché a noi andava bene quel risultato. Abbiamo perso un paio di palloni, abbiamo perso un po’ di lucidità, è venuto il gol. Sicuramente lì poi ho iniziato a prevalere anche la voglia di non perderla”.
Non sarebbe bello cambiare questa mentalità e che tu inizi un percorso in questa società? Credo che quando si vede il Genoa di oggi, si vede anche il Genoa De Rossi, gente che gioca calcio, che ha qualità. Ho visto un primo tempo stupendo sia da parte della tua squadra che da parte del Sassuolo: un ottimo inizio a cui dovrebbero ispirarsi anche altre società…
“Avete fatto bene ricordare il fatto che di solito quando gioca bene una squadra, l’altra gioca male. Che di solito quando fa un bel primo tempo il Genoa, il Sassuolo subisce. Invece è stata una bella partita il primo tempo ed ero contento perché vedevo due squadre che sapevano cosa fare col pallone. Dall’altra parte c’era mio amico, una persona che io stimo in maniera incredibile, professionalmente e umanamente. A parte questo, penso che sia sempre stato fondamentale dare continuità al lavoro degli allenatori. Ovviamente i risultati rimarranno sempre a fare oscillare la permanenza dell’allenatore o meno in qualsiasi squadra, varrà così anche per me, ma credo che a dare continuità – negli anni l’abbiamo visto – le squadre che vincono o comunque arrivano vicine a vincere sono quelle che hanno lo stesso allenatore da tanto tempo e riescono su quella lunghezza d’onda a migliorare gli errori fatti l’anno prima, i giocatori che vanno cambiati, i giocatori che vanno tenuti. Penso che la continuità che ci ha dimostrato l’Inter con Inzaghi o lo stesso l’Arsenal, che un giorno vince perché ha tenuto un allenatore che nei primi due anni è arrivato, mi sembra ottavo e quinto. Qui in Italia lo avrebbero tirato forse dal finestrino. Dopodiché bisogna essere anche bravi allenatori, bravi giocatori, società forti economicamente, organizzate, ma credo che la continuità dia tempo agli allenatori e ai giocatori stessi di conoscersi meglio e di trovare la via giusta per andare poi a fare i risultati che tutti vogliamo fare, che tutti vogliono fare”.
Serie A | De Rossi e Grosso prima volta contro in Genoa-Sassuolo – LIVE DALLE 12.30

