La Nazionale italiana guidata dal ct Gennaro Gattuso non centra la qualificazione al Mondiale. Alla fine dei tempi regolamentari, con Donnarumma che ci mette i guantoni in almeno tre nitide occasioni per dire “no” alla Bosnia, la gara termina 1-1 per l’Italia grazie alla rete di Kean ad inizio primo tempo su errore in disimpegno della difesa bosniaca. Destro di prima intenzione su assist di Barella, palla all’incrocio. Nella ripresa, con l’Italia in dieci per l’espulsione di Bastoni a fine primo tempo, il pareggio di Tabakovic.
Il risultato non cambia neppure ai supplementari, motivo per il quale sono necessari i calci di rigore. Per l’Italia subito un errore di Pio Esposito dopo la rete bosniaca di Tahirovic. Segneranno poi Tabakovic, Tonali, Alajbegovic, sbaglierà nuovamente Cristante e poi segnerà Bajraktarovic la rete che manderà la Bosnia al Mondiale. Niente da fare: per il dodicesimo anno consecutivo la Nazionale italiana non andrà al Mondiale. In una Zenica che attendeva gli Azzurri dallo scorso giovedì per cercare di tendere una trappola a Donnarumma e compagni, il piano è perfettamente riuscito e l’Italia calcistica esce con l’ennesima debacle.
Non è bastato neppure il ct Gennaro Gattuso a far cambiare rotta all’Italia, che macina record negativi su record negativi e, ancora una volta, costringerà tifosi e tifose di tutte le età a guardare il Mondiale dal divano. Inutile dire – ma lo si dice comunque – che mai come ora un azzeramento dei vertici federali è necessario, se non dovuto.
Un triplice fallimento del genere, in un quadro sportivo complessivo italiano che vive una delle sue fasi di maggiore floridezza e bellezza, dal tennis alla pallavolo passando per sport invernali e chi più ne ha più ne metta, è inconcepibile oltre che inaccettabile. E, soprattutto, non è casuale.
Il Presidente Gravina faccia un passo indietro immediatamente perché la ricostruzione dell’Italia calcistica, visti anche i buoni risultati che le Under azzurre stanno raccogliendo, non deve tardare un secondo. Perché se a livello giovanile si denota una crescita, è evidente che il problema sia il massimo campionato, che senza regole per l’utilizzo di giocatori italiani e giovani non potrà fare grandi passi avanti neppure nel prossimo futuro. Qui, oltre alla Lega Serie A che ha le sue responsabilità, è chiaro che un ruolo chiave lo avrebbe dovuto giocare la Federazione.
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