Nel corso della puntata di Open VAR pubblicata oggi si è tornati sugli episodi arbitrali che hanno contraddistinto la 30° giornata di Serie A. Uno di questi è stato il fallo di mano giudicato inizialmente da rigore dall’arbitro Collu in Genoa-Udinese, con successivo richiamo del VAR Aureliano.
Ecco come è stato analizzato in studio da Mauro Tonolini, membro della CAN. il tocco di braccio di Kabasele.
“Io vedo il braccio largo, perché il braccio è andato largo” dice dal campo Collu, che dovrebbe avere la migliore posizione, in campo, per giudicare l’episodio. Dalla Sala VAR parlano di un tocco di pancia, dalla videocamera frontale, e la visuale che lascia più dubbi è quella che riprende Kabasele da dietro. Quel che emerge dagli audio è una posizione definita “congrua” del braccio. Si sceglie la videocamera in dinamica e Aureliano continua a suggerire che il braccio sia in posizione naturale.
“Per noi è corretta l’on field review proposta a Collu che porta alla giusta revoca del calcio di rigore – ha dichiarato il membro della CAN Tonolini – Il punto di contatto avviene in un momento in cui il braccio è assolutamente aderente al corpo, quindi corretto valutarlo come non punibile. C’è un movimento di Kabasele verso il pallone, ma rimane in un’area di non punibilità? Sì, rimane tale. Consideriamo che Kabasele parte addirittura con le braccia dietro la schiena, poi il movimento che voi citate è dovuto proprio alla torsione del corpo ad andare a cercare di andare probabilmente ad intercettare il pallone col fianco. Se Kabasele non avesse messo prima le braccia dietro la schiena e avesse toccato il pallone dove lo tocca effettivamente, nulla sarebbe cambiato: parleremmo di non punibilità. È aderente lungo il corpo”.

