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Realtà romanzesca al Ferraris

Nel raccontare la gara persa dal Vecchio Balordo ieri sera esiste una logica del paradosso, che non vive soltanto nello scherzare dei comici, degli umoristi. È questo il lato paradossale di Genoa-Udinese: che il Genoa ha quasi costantemente fatto gioco e l’Udinese ha vinto.

Dopo un primo tempo di marca rossoblù in technicolor, con la squadra che cercava di attaccare con creatività, valorizzando esterni e terzini spingenti, mentre in fase di non possesso era concentrata sull’aggressione immediata o sull’organizzazione di duelli individuali per recuperare il pallone, il Vecchio Balordo ha colpito due traverse, ha fatto vedere una strategia con la battuta di un calcio d’angolo, sbagliando due reti a porta spalancata.

Al contrario l’Udinese telefonava il primo tiro al portiere genoano al 38’ di gioco, svegliandosi solo nel minuto di recupero. Friulani sopraffatti per coesione di squadra e articolazione dei reparti, non erano riusciti a contenere neanche in modo prudente con la loro linea di giganti davanti al portiere, non riuscendo a giocare in contropiede, occasioni che difficilmente gli sono state offerte dalla De Rossi & company.

L’unico aspetto positivo per i friulani i falli fisici e le entrate che l’arbitro Collu, in Serie A dal novembre 2023 con 22 gare nel curriculum, cercava e voleva gestire all’inglese applicando spesso il vantaggio che si trasformava in svantaggio.

Bello il Grifone che, in fase di non possesso, senza laboriosa preparazione cercava sempre di concludere i suoi attacchi in area frequentatissima anche con tiri da fuori, lasciando da parte il non mai abbastanza deprecabile gioco orizzontale, innescando i giocatori più offensivi per un attacco immediato, sbagliando anche transizioni e stop facili.

Il secondo tempo iniziava sempre sulla stessa musica e i friulani da subito cercavano la “melina” perditempo; altro tiro di Messias alzato da Okoye sopra la traversa, stop facili sbagliati da calciatori genoani in area friulana con palloni da battere a rete.

Al 49’ di gara Collu assegna un rigore al Genoa per fallo di gomito di un friulano. Accerchiato da 6/7 zebrette, il regolamento dice che solo il capitano può chiedere notizie, viene richiamato al Var da Aureliano di Bologna, già poco benevolo con il Grifo che, senza avere immagini precise evidenti dalle immagini TV, convince il cagliaritano ad annullare la massima punizione che aveva fischiato sul campo, assegnata da ottima posizione.

Collu per la seconda volta in campionato, prima a Bologna con un rigore sempre assegnato dal Var Maggioni al 97’, dimostra di avere poca personalità togliendo punti ai rossoblù a quarti. Peraltro inventandosi motivazioni assurde: nel rigore concesso al Bologna l’infelice frase fu per “extra movimento” di un pallone rimbalzato da Ekuban su Carboni. Ieri sera, dopo aver fischiato il rigore, dichiara “movimento regolare del braccio”: allora perché prima lo ha concesso vedendo il colpo di gomito di Kabasele aumentare il volume e dopo ritirare il braccio dietro la schiena, avendolo giudicato dal campo giustamente?

Al 60’ esce Messias, entra Baldanzi subito messo ko da Davis con un pestone. Al 66’ il primo pallone toccato da Zaniolo con cross perfetto per la testa di Ekkelenkamp che Østigard non è riuscito ad anticipare e sul quale Bijlow non è stato pronto ad uscire: gol al primo tiro in porta friulano.

De Rossi cambia subito Colombo per Ekuban ed Ekhtator per Vitinha; all’83’, in pieno forcing, fuori Frendrup per Amorin e Martin per Ruslan. Operazioni non andate in porto come tante altre precedenti in altre gare.

Dopo il rigore revocato in campo più confusione e nervosismo fino al doppio vantaggio di Davis con altro pallone rubato di testa a centrocampo da Ekkelenkamp e il capocannoniere friulano in gol con 10 reti, con 40 metri di campo senza nessuno a contrastarlo, tutti in avanti giustamente.

Presentando la gara abbiamo scritto che vincere aiuta a vincere. Al termine non vincere aiuta a convincere del lavoro fatto da De Rossi. La sconfitta di Roma non è da paragonare con quella con i friulani, ha mostrato il cammino corretto nelle altre gare giocate; quella con l’Udinese fa riflettere DDR e il suo staff nel fare l’analisi degli ultimi 40’ di gioco compreso il recupero.

Genoa-Udinese, così è andata con i sortilegi. Il Genoa ha fatto gioco e prestazione, l’Udinese ha vinto mettendo in soggezione anche il suo tecnico in conferenza stampa finale.


Genoa-Udinese | De Rossi: “La sensazione era che anche il pareggio ci andasse stretto”

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