Nel dopogara della sfida tra Genoa e Udinese (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.
“Questa partita è stata abbastanza direzionata verso un andamento che a noi piaceva, la sensazione era che anche il pareggio ci andasse stretto. Ma questo è il bello e il brutto del calcio, si va avanti. Non abbiamo segnato per una questione di centimetri, quindi non è una questione di errori o di poca freddezza: sono state belle azioni o belle giocate. C’è l’orgoglio di aver visto un’ottima squadra in campo, che ha fatto una prestazione sulla falsariga di quella fatta con la Roma e meglio di quella con il Verona. Molto simile a quella con il Torino, quando era arrivato subito il gol. Con la Roma abbiamo fatto una partita diversa, ma con la stessa intensità e gli stessi meriti. Lo diciamo sempre, siamo stati molto bravi ma dobbiamo essere perfetti nelle aree di rigore che è dove si vince la partita“.
Per mantenere questa grinta da parte della squadra dovrai lavorare anche un po’ dal punto di vista psicologico? Non è facile perdere una partita così…
“Sì, ma ci siamo già passati. Quest’anno abbiamo perso tante partite dove non meritavamo di perdere. Hanno sempre dimostrato di rialzarsi. Il vantaggio che ho è che sono lucido nell’analizzare le partite e non mi faccio condizionare dal risultato e dall’emotività dell’aver vinto o perso. Anche quando si vince senza fare bene glielo dico chiaramente. Oggi a fine primo tempo ho fatto loro i complimenti e glieli ho confermati anche a fine partita. Ho detto di staccare la spina, pensare alla Nazionale e alla famiglia perché sono stati encomiabili. Ora devono staccare quattro o cinque giorni. Hanno guadagnato quel premio che ci eravamo giocati, poi si ripartirà forte come sempre fatto“.
Nei primi sessanta minuti forse è stata una delle migliori partite al Ferraris, quanto ha inciso l’episodio del rigore?
“Siamo rimasti padroni del campo anche dopo l’episodio, ma c’era più elettricità. Poi è difficile calmare i ragazzi in campo, anche nello stadio c’era più elettricità. É un’elettricità che a me piace, ma era più diretta verso la sensazione di ingiustizia anche per i ragazzi in campo. Un pochino di lucidità forse si è persa. Non abbiamo perso per quello, l’Udinese può creare un’azione o un contropiede e sono stati bravi a fare gol e poi a chiudersi in area. Abbiamo avuto una reazione, non molto lucida o composta, ma abbiamo creato qualche occasione e messo la palla in area. Forse è mancata la zampata. Quell’episodio ci ha un po’ distratto, ma non ci ha tolto dal campo come successo al campo“.
Oggi all’ingresso in campo guardavi sempre la Nord, sembravi un po’ rapito. É anche spuntato un bandierone con scritto ‘Daniele De Rossi uno di noi’…
“É bello far parte di questo gruppone e questa famiglia, ringrazio chi ha fatto il bandierone. Io sono contento soprattutto perché mi sento fortunato per la squadra che alleno e per la società che mi supporta e mi sostiene. La cosa più rara nel calcio è trovare tifosi che analizzano e apprezzano con lucidità, rendendoti omaggio anche dopo una sconfitta. Non è la prima volta che lo fanno, vorrei smettere di perdere partite che meritiamo di vincere. Vorrei smettere di fare i complimenti per la sportività che hanno, ma ogni volta che lo fanno devo dirlo. Non è stato così con il Pisa, che avevamo fatto una partita meno bella e ci hanno fischiato. Per tutti i cento minuti c’è sostegno e a fine partita c’è incredibilmente un’analisi molto lucida da una tifoseria molto calda. Ci chiedono di combattere e questi giocatori lo hanno sempre fatto“.
Si aspettava un dispendio fisico del genere?
“Sono contento di come abbiamo tenuto botta e tenuto il campo. Giocare una partita così fisica e farla da padrone contro una squadra come l’Udinese, con giocatori che avevano i crampi e si rialzavano facendo sessanta minuti di scatto, ti fa ben sperare per il futuro. Puoi lottare contro chiunque. Mi aspettavo questa partita, temevo i loro contropiedi e la loro forza. Salvo un paio di occasione, soprattutto alla fine, li abbiamo tenuti a bada molto bene. La partita è stata fatta bene“.
Su Marcandalli: “L’ennesima partita incredibile, nel primo tempo si è sganciato molto e nel secondo tempo ha tenuto in piedi la baracca insieme ai compagni di reparto. Contro giocatori molto veloci lui faceva il giro intorno e prendeva la palla. Cresce molto, anche dal punto di vista tecnico. Non mi stanco di ripetere che ha un’attenzione, un motore e una cilindrata che lo fanno rientrare tra quei giocatori che possono giocare a livelli altissimi. Deve aggiungere sempre di più, non accontentarsi e mettere sempre più dentro pulizia di passaggio, giro-palla e lettura di alcune situazioni. Sono molto colpito da lui“.
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Anche oggi si sono visti gli esterni a piede invertiti, una soluzione che state cercando indipendentemente da chi gioca. Cosa può darvi?
“A me piace da sempre, magari un giorno riusciremo ad avere esterni offensivi. Alla Roma avevo preso Soulé per farlo giocare anche quinto e avere giocatori sulle fasce che tornassero a difendere, ma che potessero puntare superiorità. Non necessariamente devono essere per forza terzini adattati. Ci sta dando vantaggi, è nata come una soluzione per liberare di più Norton-Cuffy visto che aveva fatto un po’ di partite in cui veniva tanto al centro e secondo me lo sta interpretando bene. Oggi l’ho visto bene, soprattutto nel secondo tempo quando ha tirato fuori giocate interessanti. Lavoriamo tanto anche sul sinistro, quando giochi sulla fascia opposta devi imparare a farlo senza perdere un tempo di gioco. Lavoriamo anche sul piede debole e stanno lavorando molto bene, sia lui che Ellertsson, Sabelli e Martin, che ci darà una grande mano perché è quello che crossa meglio di tutti“.
Oggi avete provato a trovare il gol in tanti modi: lo schema su corner, la punizione, conclusioni dalla distanza. State lavorando su quello…
“Lo schema su calcio d’angolo mi uccide (ride, ndr). L’avevamo trovato ieri ed eravamo convinti che riuscisse. Francesco Checcucci ci fa le nottate a vedere queste soluzioni, è un peccato perché è uscito di pochi centimetri, ma è venuto perfetto come lo avevamo immaginato. Dobbiamo creare soluzioni, la fisicità dell’Udinese è importantissima e se non hai soluzioni fai fatica ad arrivare in porta. I ragazzi sono stati bravi, si sono mossi nell’ultimo spicchio di campo. C’è mancato poco, se dovessimo continuare così continueremo a fare tanti gol come fatti fino ad ora“.
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