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Idi di marzo da Grifoni

Idi di marzo 2026 colorate di rossoblù a quarti in volo da Grifoni, verso l’obiettivo prefissato.

Una partita vista da fuori né carne né pesce per 47’. DDR ha confermato di leggere le gare in un modo più che buono, ottimo.

Contro l’Hellas, altra strategia studiata in anticipo, la prima parte della partita è stata una ricerca consapevole di non subire le ripartenze avversarie in contropiede e sui palloni lunghi.

Il calcio degli scaligeri, con i suoi significati emblematici di istinti primordiali dell’uomo, ha dato fastidio e fatto la differenza per chi cercava il gioco.

L’orgasmo virile dei veronesi, subire tanti troppi falli senza reagire nei confronti del Direttore di gara di Ostia Mare, stesso luogo di nascita del tecnico genoano che ha provato ad arbitrare all’inglese senza fischiare falli importanti, ha fatto vedere di avere la forza di fare propria la gara.

Al riposo non tutti saranno stati contenti i rossoblù a quarti fuori dal campo e davanti alle TV, ed anche perplessi sulla seconda parte di gara, pronti a scommettere sulla rabbia degli scaligeri, sicuri di aver messo in gabbia per 47’ anche senza impensierire Bijlow e il Grifone, con l’unico calcio di punizione diretto calciato da Ruslan alle stelle.

D’incanto i rossoblù con la croce di San Giorgio sul petto hanno ritrovato il nerbo atletico e l’abilità da giocoliere rappresentato da Vitinha, appena subentrato, che alzando la testa avrà visto Montipò ai margini dell’area di porta, beffandolo con un tiro da 35 metri.

Iniziata un’altra gara dopo il gol, Verona in crisi di identità. Il pallone di marca genoana negli spazi alla ricerca di chiudere la gara incominciava ad eseguire geometrie non più temporanee con disegno preciso, dove tutti i rossoblù si trovavano negli spazi, pronti a giocare senza pallone con schemi puntuali e precisi.

Gli schemi di DDR e lo staff d’incanto si sono trasformati in un calvario per la squadra di Sammarco e tutti i calciatori del Grifo, come S. Tommaso, prima di prendere fuoco hanno dovuto toccare di piede e darci di naso, capendo di aver messo la partita sul binario giusto.

Dopo la rete di Vitinha si sviluppa un gioco redditizio da parte di tutti, piacevole per le giocate dei singoli di qualità, con pressing, lavoro costante sulle corsie laterali, il fisico di Colombo ed una organizzazione dei difensori, tanto lavoro anche senza pallone in profondità degli attaccanti nell’occhiello fragile della difesa dell’Hellas, senza dimenticarsi delle marcature, in particolare sulle punte avversarie.

Piace la filosofia di gioco di DDR che punta ad un calcio di possesso basato su fraseggio corto ma senza affatto disdegnare la verticalità, con due elementi tattici principali: l’attacco in ampiezza e la ricerca della superiorità dietro la linea di pressione avversaria. La squadra deve mantenersi alta cercando di recuperare il pallone nella metà campo avversaria.

Proposte tattiche più aggressive e meno speculative, il modo di pensare il calcio di De Rossi valido, quando gira è vincente.

Oltre i gol, altro assist al bacio di Martin, la speranza che sia la carica giusta per Østigard, la prima punizione diretta e indiretta andata a buon segno. Bijlow un’arma in più per De Rossi perché ha nelle caratteristiche compiti di costruzione del gioco per creare una superiorità numerica e per raggiungere un compagno libero dietro la linea avversaria.

Frendrup sempre di più al centro dell’attenzione con la sua grande qualità di capire al volo le giocate avversarie, metronomo davanti alla difesa. Senza tralasciare un’abbondante sufficienza per tutti gli altri schierati. Ricordando che Messias, Eukuban in campo in tutte le gare con minutaggi importanti grazie per il lavoro dietro le quinte del personale medico, fisioterapisti e principalmente modo di allenare la compagine in settimana.

DDR ha festeggiato delle Idi di Marzo inaspettate in classifica e può segnare la storia di questo campionato con un dolce, per i tifosi rossoblù a quarti, saliti in tremila a Verona. E chissà quanti davanti a tavole apparecchiate e televisioni accese a godere!

Tutti dalla parte di un De Rossi in grado di cambiare idee di gioco in ogni gara. Per cambiare idee bisogna avere idee di ricambio. Questo è un lusso concesso esclusivamente a chi ha in mano uno spogliatoio.

Venerdì l’Udinese alle ore 20.45, tutti pronti a far tremare il Ferraris.


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