Site icon Buon Calcio a Tutti

Canta l’Inter, non intonato il Genoa!

Inter-Genoa 2 a 0, non è stata una Waterloo. DDR trasformato in panchina nel Duca di Wellington è rimasto male perché non è riuscito in pieno a forgiare il carattere della squadra, in particolare nel primo tempo.

L’ha fatto capire in conferenza stampa al termine della gara dichiarando che: “L’Inter è la squadra più forte, ma non sono soddisfatto della nostra prova“.

Ha ragione per aver stonato davanti alla porta di Sommer, buone occasioni, neanche una parata del portiere interista, con almeno 4 buone occasioni per impensierire.

Ha ragione DDR perché gli errori in fase difensiva e di non possesso sono stati sfruttati in modo chirurgico dai solisti di Chivu, con parate di Bijlov importanti.

Oppure in occasione del gol di Dimarco non capire pallone coperto e scoperto, con Milhitaryam marcato a 5 metri di distanza e Dimarco servito con un assist al bacio, con Ellertsson distante dal goleador e il Capitano Vasquez che sbaglia il fuorigioco.

Quando si marca a zona dentro la zona si può e si deve marcare a uomo in occasioni particolari. Marcare a zona il difensore dipende da se stesso, nella marcatura ad uomo dipende dall’avversario e qualche interista marcato a uomo non si esalta.

L’equilibrio contro l’Inter è mancato dalla fase difensiva, fase di non possesso e DDR con il suo staff dovranno continuare a lavorarla bene, tramite azioni individuali o collettive.

Senza essere maghi già alla vigilia si era previsto che ci fosse una Inter con Dimarco e una senza.

L’equilibrio del Genoa nel primo tempo non si è ottenuto al meglio curando il lato debole, quello destro, non coprendo da parte dei calciatori gli spazi in quella zona di campo.

Il Bodo ha fatto vedere contro l’Inter che danno equilibrio i giocatori che sono in grado velocemente di partecipare ad una transizione positiva o negativa.

Nel secondo tempo sotto di un gol e merito dei cambi altro Genoa, Dimarco non è stato più protagonista attaccato da Ellertson con il difetto di continuare dentro l’area avversaria ad accedere luci al Led e non al neo, sbagliando occasioni non facendo sporcare neanche i guantoni di Sommer.

Nel momento quasi più bello del Grifone l’errore di Amorin che concedeva un rigore che non aveva neanche bisogno di essere certificato dal Var.

Il Genoa torna al Pio Signorini con altro bicchiere mezzo pieno guardando al sole del futuro anche se la metà vuota non potrà più essere per colpa di errori in fase di non possesso e in quella di possesso dentro le aree avversarie: i punti persi potevano essere rigeneranti non solo per la classifica.

Il Genoa ha la forza di allontanare la caotica zona rossa, alla luce di altre gare giocate in precedenza. DDR e lo staff saranno consapevoli a undici giornate dal termine della stagione che il tempo scarseggia, hanno bisogno di un colpo in casa e fuori casa, per godere e far gioire il popolo genoano.

Baldanzi ha fatto quello che ha potuto, dimostrando che per giocare al calcio l’abilità tecnica è il prerequisito fondamentale.

Ci stava la sconfitta con il Biscione, adesso tutti insieme bisogna cercare di illuminare il Tempio già con la Roma domenica prossima alle ore 18.


Inter-Genoa | Le parole di De Rossi dalla sala stampa

Exit mobile version