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Genoa Primavera | Mister Sbravati commenta la vittoria contro la Lazio – VIDEO

Il tecnico del Genoa Primavera, Jacopo Sbravati, commenta la vittoria della sua squadra contro la Lazio, nella 27° giornata del Campionato Primavera 1. Un successo che mancava da un mese e mezzo, troppo rispetto a quanto fatto vedere dai rossoblù in campo nelle ultime settimane. Ecco le sue parole.

Continua la corsa ai playoff e sono convinto, come ci ha confermato anche il vostro Responsabile del settore giovanile, che voi possiate avere anche qualche 2006 o 2005 dalla prima squadra per raggiungere questo obiettivo

“I complimenti intanto li rigiro ai ragazzi e allo staff che lavorano in maniera davvero esemplare e non mi nascondo mai nel dirlo. Anche quando è arrivato qualche risultato in meno, c’era piena soddisfazione di quanto facessero e di come si comportassero. Il focus, però, non lo metto sui playoff, ma sul far crescere più possibile questi ragazzi in questi ultimi tre mesi. Questa è la priorità più grande che mi do insieme allo staff e che ci dà anche la società come responsabilità”.

“I playoff sono una cosa fittizia. Se capita l’occasione? Bisogna avere grande equilibrio, perché perdi settimana scorsa a Bergamo, sei quattordicesimo e sembra che devi guardare solo la quartultima. Poi vinci oggi e sembra che devi guardare i playoff. Si farebbe un errore gigante a spaventarsi sette giorni prima ed esaltarsi oggi. Noi siamo qui per dare equilibrio ai ragazzi, perché l’equilibrio è uno step importante per la loro crescita e, nell’equilibrio che si deve avere, bisogna avere anche pazienza per quelle che sono le fasi di crescita”.

Gibertini oggi è decisivo. Settimana scorsa lo è stato e poteva esserlo ancora di più se riuscivamo ad andare in vantaggio su quella palla clamorosa a inizio ripresa. A inizio anno è stato più penalizzato e oggi è un esempio di quelli che sbocciano qualche mese dopo, con qualche allenamento in più, con qualche partita giocata in meno. Questa è la soddisfazione più grande che c’è oggi. Altri come Gibertini lo hanno fatto prima, altri lo faranno, quindi noi il focus ce l’abbiamo sul dare più strumenti possibile da qua alla fine ai ragazzi. Per i risultati collettivi a cinque dalla fine ci guardiamo, ci mettiamo lì con la società e ci diciamo “cosa facciamo? A quanti punti siamo dai playout? A quanti punti siamo dai playoff?”. Ci proviamo o va bene così?”. Ma priorità assoluta per la nostra società mantenere la categoria. Priorità assoluta“.

Quando abbiamo visto le distinte abbiamo visto sei calciatori del 2006 e uno del 2005: praticamente c’era mezza squadra che si allena con la prima squadra della Lazio. C’era qualche pensiero…invece avete fatto un primo tempo stupendo. Mancava solo il gol…

“C’era parecchia differenza anagrafica oggi nelle distinte. Loro sei del 2006 e un 2005, addirittura fuori quota, noi con qualche 2008 anche subentrante e con molti meno del 2006 rispetto agli anni passati, dove anche a noi capitava di avere qualche squadra un po’ più vecchia. Quest’anno non è il caso, siamo tra le più giovani. Questo è un grande orgoglio per la società. Come un grande orgoglio è aver visto l’esordio di Nuredini, aver visto la panchina di Doucoure la settimana scorsa e, probabilmente, anche alla prossima partita. Vedremo. Queste sono le soddisfazioni più grandi e chiaramente vincere le partite poi ti fa lavorare bene, ti fa stare felice, i messaggi che arrivano lo fanno con un altro tipo di emozione. Queste cose qua vanno alimentate ed è nostro dovere farlo”.

Cosa c’è da dire su questa partita? Cosa ti è piaciuto? Raccontaci un po’ il secondo tempo che ti abbiamo visto un po’ agitato in panchina…

“Sì, bisognava tenere il nerbo bello teso. Il primo tempo davvero fatto bene dal punto di vista della proposta: siamo stati ordinati, abbiamo sbagliato poco, eravamo distribuiti bene sul campo, quando non si passava fuori si passava dentro, però eravamo abbastanza imprevedibili e molto mobili. Questo in alcune partite ci è mancato. Bravi sulle preventive perché questa era una squadra che a campo aperto poteva farti male. Poi, nel secondo tempo, nel momento in cui la partita sembrava in stallo abbiamo trovato il gol. I cambi sono stati giusti? I cambi sono entrati tutti bene, ma perché si allenano bene. Si dice che se ti alleni bene, entri bene, ed è una conseguenza di quello che fai durante la settimana. E poi perché sono uniti, perché c’è uno spirito importante. Eravamo molto frustrati quando i risultati non sono venuti nelle ultime partite perché le prestazioni sono state tutte di alto livello, sia con l’Atalanta che con il Milan. E non parliamo di quello che è successo con il Milan: rottura del ginocchio di Nuredini dopo 7 minuti, espulsione di Carbone. Altre squadre in dieci hanno sbragato prendendo 6-7 gol, noi siamo stati in partita, quindi anche dentro la sconfitta c’erano tante cose buone nelle partite precedenti. Oggi ci siamo un po’ ripreti dai quello che ci mancava”.

Avete recuperato anche Lysionok in porta, oggi molto presente anche nelle uscite…

“Si, oggi ha fatto bene Ernestas: sono contento. Abbiamo tre portieri bravi, anzi quattro perché c’è anche Enoghama e in stagione abbiamo fatto giocare Mihelsons, abbiamo fatto giocare Baccelli. Sono portieri bravi e da qui alla fine cercheremo di vederli tutti perché è giusto così e perché Lysionok penso che sia prossimo ad andare coi grandi l’anno prossimo. Sono però contento che sia tornato a fare bene”.

Quante partite mancano alla fine?

“Ne mancano undici e sono tantissime, sono 33 punti a disposizione. Qualsiasi cosa è ancora aperta, ma ripeto: il focus è cercare di dare qualcosina in più da qui alla fine perché il prossimo anno possano essere giocatori più completi”.

Come va il recupero di Grossi, che è tornato in panchina dall’ultima partita di Bergamo?

“Jacopo è rientrato con noi da dieci giorni. È un giocatore importantissimo, un giocatore forte, un giocatore CHE da qua alla fine sarà molto importante per questo gruppo e sarà molto importante per lui giocare perché, poverino, lo stop di tre mesi e mezzo è stato intanto inaspettato e, poi, complicato da accettare nell’ultimo anno. Quando sei fuori quota e ti fermi così, come per Fazio l’anno scorso, diventa dura, invece si sta allenando bene. Chiaramente deve recuperare un po’ di condizione: oggi c’era l’intenzione di metterlo dentro. Per come si era messa, era complicato subentrare, per uno che non giocava da tre mesi e mezzo, con questo nervosismo e con questo spirito agonistico che richiedeva oggi la partita. È comunque prossimo a essere dentro, è prossimo a tornare protagonista”.

Abbiamo avuto modo di seguire gli ultimi dieci minuti di riscaldamento quando calciavate in porta: c’era veramente una concentrazione che raccontava come a questa partita tenevate in modo particolare. Non so se è stato solo una mia percezione o è quello che avete notato anche voi e che sentivate…

“Sì, ci sono partite bivio come in ogni campionato, in ogni categoria. Questa era una partita bivio perché poteva rilanciarti, ma proprio a livello emozionale, non tanto di classifica. Era importante tornare a provare queste sensazioni che oggi abbiamo avuto tutti a livello emozionale, quindi probabilmente anche i ragazzi ci tenevano particolarmente, tutti quanti. Questo si vedeva già nei giorni scorsi: voi l’avete visto giustamente oggi ma, già in settimana si percepivano questa voglia e questo desiderio”.


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