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Carnevale e domenica non grasse per Genoa e Cremonese

La domenica di Carnevale, definita “grassa”, è stata in realtà poco paffuta per Cremonese e Genoa in classifica. Il punto conquistato ha contribuito a mantenere a distanza di tre lunghezze la Fiorentina, in attesa della gara del Lecce di stasera.

Nicola e De Rossi mercoledì non potranno certo mettere le Ceneri su questo Carnevale del calcio italiano, visti risultati inaspettati come Como-Fiorentina. Come si voleva dimostrare, i viola, in un modo o nell’altro, alla lunga verranno tirati fuori dalla mischia.

Il Carnevale, però, è diventato serio per Nicola e De Rossi: alla fine della partita entrambe le squadre si sono tolte la maschera, con un pareggio dignitoso, ma consapevoli che servirà lottare fino all’ultimo per centrare la salvezza.

Una partita giocata a scacchi. Nicola cambiava gli attaccanti per aumentare peso e centimetri; De Rossi inseriva forza fisica con Ekuban ed Ekhator. DDR faceva entrare Martin, mentre Nicola rispondeva cambiando l’esterno destro: fuori Zerbin, dentro Floriano Mussolini, più difensore.

Primo tempo a favore del Genoa, con parate importanti di Audero: il Grifone avrebbe potuto osare di più. Secondo tempo con occasioni nate quasi episodicamente: Thorsby e Bonazzoli di testa, poi la clamorosa traversa colpita proprio da Bonazzoli all’ultimo minuto, il castigatore dell’andata, toccando praticamente un solo pallone.

Il punto ha un sapore più dolce per il Genoa che per la Cremonese, che non vince dal 7 dicembre: undici gare e soltanto tre gol segnati.

La partita ha raccontato che le occasioni più pericolose sono arrivate attaccando la profondità e non attraverso il possesso palla dei genoani in maglia bianca.

L’ingresso di Baldanzi ha mostrato quanto serva un giocatore capace di dare strappi e attaccare l’area avversaria con personalità.

Amorim ha giocato pochi minuti, pur avendo disputato tutte le gare nel campionato portoghese. Potrebbe agire da play: le sue mansioni sono varie e molteplici, e da buon brasiliano non gli manca la qualità. Bravo nel palleggio, rapido nel passaggio, gioca a testa alta. Qualcosa che oggi manca al centrocampo del Genoa, per evitare un film senza regista. Con questi due calciatori in campo sarà interessante capire come De Rossi potrà modificare l’assetto tattico.

Fondamentale sarà l’equilibrio, quello cercato e talvolta mancato da Vieira nelle prime gare stagionali nel tentativo di alzare la qualità. Ai due nuovi innesti va aggiunto lo stato di grazia di Messias.

Il problema per De Rossi e il suo staff è il tempo: in questa fase del campionato ce n’è poco per costruire un nuovo “giocattolo”.

Bravi se, già negli allenamenti e nelle gare in famiglia, riusciranno a trovare giocatori capaci di bilanciare il gioco: quelli che dettano i tempi, scelgono se attaccare sul lato forte o spostarsi su quello debole, sfruttando le catene laterali o le percussioni centrali.

L’equilibrio lo danno i calciatori capaci di partecipare rapidamente alle transizioni, positive e negative, non solo con la corsa ma con una gestione intelligente del pallone, corta o lunga, alla ricerca della profondità.

Toccherà a DDR e al suo staff individuare le soluzioni migliori in base agli uomini a disposizione. Nelle ultime gare è stata premiata la flessibilità di Ellertsson, che ha relegato Martin in panchina: scelta probabilmente corretta, anche se non vediamo il lavoro settimanale.

Il rovescio della medaglia contro i grigiorossi sono stati gli undici calci d’angolo battuti in modo simile e con scarso successo, senza il piede assist di Martin.

Contro il Torino, domenica all’ora di pranzo, servirà fame di punti: il calendario, poi, sarà spietato, con Inter al Meazza e Roma al Ferraris, gare che esalteranno la band di DDR come già accaduto contro altre big, puniti però da evidenti errori arbitrali.

Anche senza striscioni e bandiere, il popolo genoano con la voce ha sovrastato quelli cremonesi sugli spalti. Non si è capito chi abbia deciso di punire soltanto una delle due tifoserie.


GENOA H24 | Il commento a Cremonese-Genoa

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