Inizia una nuova corsa, frenata dagli errori arbitrali delle ultime due gare, ma non soltanto da quelli. A Cremona bisognerà ritrovare i giusti binari, la pista, la via che DDR ha tracciato dal suo arrivo.
Le lezioni delle ultime due partite, segnate anche dal VAR, non dovranno diventare alibi. Nello spogliatoio saranno state certamente analizzate: gli errori tecnici sono stati sempre gli stessi. Contro il Napoli, inaspettati anche sul piano tattico e delle marcature, dimenticando che talvolta un punto può valere la salvezza.
La gestione del mercato di riparazione, chiamato a correggere gli errori estivi e i troppi doppioni, per ora non ha dato i frutti sperati, anche perché non hanno ancora giocato coloro che dovrebbero far girare la squadra e inserirvi quella qualità capace di fare la differenza.
Essere competitivi anche allo Zini significa esserlo nelle due fasi e, soprattutto, nel passaggio tra esse: l’aspetto fondamentale in Serie A. Quando hai palla e la perdi, e quando non ce l’hai e la riconquisti.
Prima della gara con il Napoli, De Rossi aveva parlato di un maestro dal quale ha tratto insegnamenti: Luciano Spalletti. I concetti base del tecnico di Certaldo sono due: “chi ha il pallone lo gioca e va avanti” e “il pallone va dato sempre a un compagno in movimento”.
Nozioni che DDR dovrà imprimere nella testa dei suoi uomini, anche perché a Cremona sarà difficile giocare con palloni lunghi, vista la fisicità degli avversari.
Alla salvezza bisogna crederci tutti. Non per regali altrui o per risultati confezionati dagli arbitri, ma incanalando la rabbia di DDR nelle 14 gare da giocare, con parole semplici, al di là di tecnica e tattica.
Chi era presente ricordi la gara persa il 29 ottobre 2025 al Ferraris contro la Cremonese: errori tattici, occasioni facili mancate e Nicola pronto a mettere a nudo problemi tecnici e strategici degli avversari.
Fu anche la partita in cui Abisso non diresse male, ma il VAR Dionisi intervenne su un fuorigioco millimetrico e non chiarissimo, convalidando il gol dei grigiorossi.
Domani pomeriggio le motivazioni dovranno essere altissime per buttare il cuore oltre l’ostacolo, con grinta, determinazione e voglia di ripartire verso l’obiettivo, sprigionando l’energia di un DDR “orso in gabbia”.
De Rossi ci crede. Devono crederci anche i sedici calciatori che scenderanno in campo nella “Città del Torrone”, che morbida non sarà.
Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati. Bello festeggiarlo domani alle 17, con la marea rossoblù presente allo Zini, pronta a dimostrare ancora una volta il proprio amore per questi colori. Formazione attesa domani alle 14.
La Cremonese non è più quella vista nelle prime sedici giornate, quando aveva raccolto 5 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte, diventando la squadra rivelazione. Nelle ultime 8 gare, invece, sono arrivati 2 pareggi e 6 sconfitte: un evidente passo del gambero. Nella fase offensiva hanno pagato dazio: appena 3 reti segnate in 8 partite. Non vincono dal 7 dicembre.
Giacchetta e Nicola, vista la crisi, sono ricorsi al mercato invernale con l’obiettivo salvezza, missione già riuscita a Nicola con Crotone e Salernitana, date per spacciate a metà stagione.
Innesti di peso ed esperienza: in attacco Djuric, il gigante che dovrebbe liberare Vardy; in difesa Luperto dal Cagliari, fisico e centimetri; a centrocampo Maleh, reduce da una buona Coppa d’Africa; soprattutto Thorsby, ingaggio last minute voluto per dare sostanza ed esperienza a un centrocampo che aveva bisogno di cambiare passo, anche nel gioco aereo.
Nicola si conferma allenatore preparato per organizzazione, equilibrio e cura tattica. Chiederà esperienza ai nuovi arrivati, unita a quella di Baschirotto, Bianchetti, Ceccherini e Terracciano in difesa, e di Bondo e Grassi a centrocampo, per rilanciare soprattutto Sanabria.
Contro l’Atalanta (sconfitta 2-0) ha schierato un 3-5-2 con centrocampo quasi nuovo, viste le assenze di Collocolo, Vandeputte e Bondo. Dentro Thorsby, Maleh e Grassi.
L’Atalanta ha dominato il primo tempo con velocità e movimento senza palla. Nel finale la Cremonese ha reagito: gol di Thorsby in pieno recupero e brividi negli ultimi minuti. Nicola non molla mai.
È mancato Vazquez, fantasista tornato al Belgrano in Argentina, e si è fatto male Ceccherini. Nicola ha alternato quattro attaccanti – Bonazzoli e Vardy prima, Djuric e Sanabria poi – senza però riuscire a trovare un tiro in porta. La formazione resta condizionata dagli infortuni di Bianchetti, Ceccherini e Faye in difesa, e di Bondo, Collocolo e Vandeputte a centrocampo, difficili da recuperare.
Arbitro Sozza di Seregno, classe 1987, internazionale dal 2023. È considerato tra i top della categoria, carriera rapida, già designato per big match italiani e gare europee. Qualche problema recente con il VAR. In stagione: 10 gare di Serie A (tra cui Genoa-Parma) e 6 competizioni europee. Con la Cremonese: 2 gare, 2 sconfitte. Con il Genoa: 7 gare, 4 vittorie e 3 pareggi. Con il Genoa Primavera 6 gare, 5 vittorie e 1 pareggio.
Assistenti Vecchi (Lamezia Terme) e Mastrodonato (Molfetta). Quarto uomo Rapuano (Rimini). Al VAR Mazzoleni (Bergamo) e AVAR Gariglio (Pinerolo).
Diffidati Cremonese: Vardy. Diffidati Genoa: Masini e Marcandalli.

