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Genoa | Tra arbitri e VAR quattro errori in 40 giorni ammessi dall’AIA

Non c’è assolutamente fallo. Qui c’è una semplice presa di posizione, un contatto accidentale. Gli tocca il piede, ma è un’azione di dinamica normale calcistica da parte del difendente che ha tutto il diritto di muoversi. Non c’è alcuna imprudenza, alcuna punibilità“, con queste parole il componente della CAN, Dino Tommasi, è intervenuto alla trasmissione Open VAR in merito al rigore concesso al Napoli nel finale di partita contro il Genoa, ammettendo l’errore dell’arbitro Massa, del VAR Di Bello e dell’AVAR Fabbri.

In una stagione discussa e discutibile per il rendimento della classe arbitrale e per l’operato del VAR, sempre meno lineare e sempre più di difficile interpretazione, il Grifone ha pagato oltremodo diverse decisioni arbitrali che si sono rivelate sbagliate, come confermato dagli stessi vertici dell’AIA nelle varie puntate della trasmissione in onda ogni settimana su DAZN.

Solo negli ultimi 40 giorni i vertici arbitrali hanno confermato ben quattro decisioni errate ai danni del Genoa: il pugno in faccia di Svilar ai danni di Østigard a Roma, il rigore non concesso a Vitinha contro il Bologna, quello in favore della Lazio per il tocco di mano non punibile di Martin e il penalty al Napoli per il ‘contatto’ Cornet-Vergara. A questi andrebbe aggiunto almeno anche il mancato doppio giallo a David Neres nella partita d’andata sempre contro la squadra di Antonio Conte, quando sul punteggio di 0-1 in favore del Grifone il brasiliano – già ammonito – fermò Sabelli rischiando parecchio l’espulsione. Le seconde ammonizioni, però, non sono soggette all’intervento del VAR.

Come raccolto dalla nostra redazione, la dirigenza rossoblù ha fatto più di un passaggio con i vertici arbitrali e della FIGC per chiedere chiarimenti dopo gli ultimi episodi sfavorevoli. Inoltre, nel pomeriggio di oggi è stato pubblicato anche un comunicato stampa (clicca QUI per leggerlo).

Vediamo nel dettaglio gli ultimi quattro episodi a sfavore del Genoa, come detto avvenuti in soli quaranta giorni, andando anche a riprendere le parole e i dialoghi arbitrali trasmessi ad Open VAR.

Quattro episodi sfavorevoli – di cui tre consecutivi – nel giro di pochi giorni hanno inserito ancor di più il Genoa nel dibattito sul rendimento negativo della classe arbitrale, che probabilmente sta vivendo una delle peggiori stagioni degli ultimi anni.

Nel mirino delle critiche finisce sempre più l’utilizzo del VAR. E sembra passata un’eternità rispetto ai primi anni dall’introduzione, quando la classe arbitrale italiana era considerata una delle migliori a livello internazionale: a testimonianza di ciò, la designazione di Massimiliano Irrati e Daniele Orsato per la finale del Mondiale 2018, la prima con il Video Assistant Referee.

Nelle ultime stagioni le cose sono pian piano cambiate, fino ad arrivare a quella in corso, contraddistinta da numerosi errori e da decisioni che sembrano essere diverse di settimana in settimana. La sensazione è che i cambi di protocollo e di regolamento abbiano messo in grave difficoltà la classe arbitrale, che appare come un neopatentato alla guida di un’auto da corsa.

Ed è probabilmente da questa poca comprensione delle decisioni che nascono le parole di De Rossi nel post gara (clicca QUI per leggerle integralmente): “Ormai è tutto cambiato, è agghiacciante il non conoscere e riconoscere il limite di “chiaro errore”. Quand’è chiaro errore? Chi lo dice ai giocatori? Quand’è? È tutto molto frustrante“. E ancora: “Io ho vissuto un’epoca dove il VAR forse qualche rapina in meno me l’avrebbe fatta subire, ma penso che gli stiamo dando un potere molto pericoloso. Non si torna più indietro. Adesso è difficile tornare indietro. Contatti ce ne saranno sempre, ma avremo un gioco che cambierà”.

Le dichiarazioni del tecnico rossoblù hanno trovato il sostegno anche di altri personaggi di spicco del calcio italiano. “Penso che noi come allenatori abbiamo bisogno di radunarci e fare sentire anche un po’ la nostra voce nel mondo del calcio perché la penso esattamente come Daniele De Rossi e tutti gli allenatori che sento. Non è possibile questo tipo di calcio: non piace a noi, ma probabilmente non piace neanche al pubblico”, ha commentato Gian Piero Gasperini. Si è detto d’accordo anche Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, che prima della partita contro l’Inter ai microfoni di Sky Sport ha detto: “Ha ragione De Rossi, così si rischia di rovinare il gioco. Bisogna fare delle riflessioni“.

Senza citare direttamente il tecnico del Genoa (per altro suo ex calciatore alla Roma), anche Luciano Spalletti ha sollevato la questione dopo la sfida contro la Lazio: “Ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole che ci sono. C’è sempre l’interpretazione, quello che non vede nessuno: bisogna sempre valutare la situazione, non si può generalizzare. Anche stasera in campo eravamo in ventidue più uno, quello non professionista era l’arbitro. Va fatta una riforma, perché sono gli unici precari dello stadio. Tutti devono essere professionisti“.


 

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