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Canta Napoli, strilla il Genoa

Genoa-Napoli 2 a 3. Canta Napoli, strilla il Genoa.

Totò, nella partita tra rossoblù e napoletani, avrebbe detto: “Il Genoa nessuno vuole farlo fesso… non c’è bisogno”. La frase iniziale di Totò calza a pennello per Genoa-Napoli.

Per non essere piagnucoloni, il Genoa ha perso perché dentro, anche fuori (vedi Lazio e, in precedenza, Atalanta in casa), il Tempio urla, spinge e tutti in campo pensano di essere Giambattista Perasso, “Che l’Inse”, ormai un marchio di fabbrica del Genoa, ma è una ribellione che ad oggi non ha portato pareggi utili alla salvezza, anche se alla portata di mano.

Partita da combattimento, difficile da raccontare. Le implicazioni psicologiche, anzi sentimentali, potrebbero distrarre. Io cercherò di tenerne conto per non offendere la suscettibilità di De Rossi e Conte.

De Rossi nel primo tempo ha commesso l’errore tattico da squadra ingenua, in particolare con la marcatura di Malinovskyi su McTominay. Il primo gol partenopeo è arrivato dopo che lo scozzese aveva tirato in porta in 10 minuti (12’, 19’, 22’) tre volte: due gol, senza che nessuno gli prendesse le giuste misure per tre volte. A tutto ciò bisogna aggiungere le marcature non preventive, ma a uomo, non pervenute davanti all’area di rigore.

Conte insegue l’Inter, non si illuda con quella difesa che ha regalato due gol al Grifone, in particolare Buongiorno, beffato dal rientro di Vitinha dal fuorigioco sul primo gol e, dopo, regalando il pallone a Colombo per il pareggio.

Colombo, sesto gol in campionato, ha raggiunto il suo record. Colombo deve cominciare a saltare sui lanci del portiere: su 7/8 pervenuti, pur combattendo nei corpo a corpo, non è riuscito una volta a superare l’avversario.

Rigore giusto a vista d’occhio con il VAR Di Bello che ha richiamato Massa al VAR. Giusto il giallo a Meret: la nuova normativa, non regola, ha prescritto che i falli da rigore dei portieri non devono essere sanzionati con il rosso anche se ultimi uomini nei 16 metri dell’area di rigore.

Ellertsson nel primo tempo sembrava disoccupato, Martin preoccupato di Gutierrez, mai visto uno dei suoi cross. Non era meglio mettere Ellertson a marcare ad uomo anche nello spogliatoio McTominay? Oppure far giocare l’islandese terzino e alzare Martin?

Nel secondo tempo l’uscita dello scozzese per infortunio, con lo spostamento di Elmas a centrocampo, ha rivitalizzato Malinovskyi, che non doveva più preoccuparsi dell’avversario più pericoloso, inventando gioco e spinta. Uscito Ruslan, peccato: rosso a Juan Jesus per doppio giallo. I suoi piedi sarebbero serviti in superiorità numerica.

Grifone alla carica, Ciuccio che ragliava e Conte, non tanto con i cambi ma con il cambio di modulo passando alla difesa a quattro, un 5-4-1 o un 4-4-1, ha messo in crisi il Vecchio Balordo, non riuscendo a farlo giocare in ampiezza, allargando il gioco offensivo, giocando da una fascia all’altra per aprire la linea Maginot di Conte. Pochi i pericoli per Meret, come quelli creati dalle sostituzioni di De Rossi.

Non capito il ricorso a Cornet per Vitinha all’89’. Cornet, sfortunato, entrato nei finali di gara, ha fatto perdere tre punti al Vecchio Balordo, sbagliando un rigore e commettendone un altro.

Rigore che Massa aveva giudicato bene, coadiuvato dal primo assistente Meli: lo step on foot di Cornet su Vergara è un normale contrasto di gioco.

Con tutta la panchina partenopea in campo, ha accettato di andare davanti alla TV su invito di Di Bello di Brindisi. Si è sollevato come Ponzio Pilato dalla responsabilità della decisione che un internazionale come lui doveva prendersi, anche se il giorno dopo le cronache TV e giornalistiche del Sud lo avrebbero messo in croce, come successe a Maresca.

Perdere per una “supercazzola con scappellamento a sinistra” brucia al popolo genoano per un lancio di 50 metri in avanti al 91’, con il solo Østigard, tra i migliori in campo, fregato dal rimbalzo del pallone su un Ferraris da rizollare. Corner per il Napoli, sbaglia l’intervento Lobotka, sfera a Vergara, l’unica giocata in tutta la partita, sempre in campo, Conte lo spiegherà ai tifosi, e presunto rigore concesso dal VAR alla stregua del presunto “extra movimento del braccio verso il pallone”.

De Rossi è consapevole che il Genoa deve giocare per salvarsi. Nel calcio puoi arrivare dove vuoi, basta mantenere l’equilibrio in una partita. Il calcio è una fotografia che, per essere nitida, ha bisogno di luci e ombre nella giusta misura.


Genoa-Napoli | De Rossi: “Agghiacciante il non conoscere e riconoscere il limite di “chiaro errore”

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