Site icon Buon Calcio a Tutti

Adesso basta!

Adesso basta! È la terza volta, in 23 giornate di campionato, che al Genoa vengono assegnate tre massime punizioni non evidenti: la prima alla quarta giornata contro il Bologna, le ultime due venerdì sera a favore della Lazio.

Due dei tre rigori sono arrivati oltre il 90’ e nei minuti di recupero, e tutti e tre con la stessa motivazione: “extra movimento verso il pallone”. Una spiegazione che ha fatto sorridere tutto il mondo del calcio e che, curiosamente, non viene più ripetuta dopo il caso del giovane Collu a Bologna.

In tutti e tre i casi i direttori di gara non avevano inizialmente ravvisato il fallo, correttamente, perché non contemplato dal regolamento né dal protocollo VAR: assenza di volontarietà e nessun movimento del braccio verso il pallone.

Il primo rigore concesso alla Lazio nasce da un rimpallo tra Ostigard a terra e Martin: situazione che, da regolamento, non va sanzionata, come quando il pallone colpisce prima una gamba e poi il braccio.

Il secondo, al 95’, nasce da un “sandwich” tra Ratkov, Ostigard e il portiere Bijlow: l’intensità della spinta poteva essere giudicata solo dal campo, non dal VAR, trattandosi di un’azione continuata su respinta di Vasquez.

Il secondo rigore assegnato alla Lazio arriva dopo on-field review a distanza di due minuti. Se Collu, per inesperienza, non ha voluto sconfessare il VAR, Zufferli, internazionale dal 1° gennaio, avrebbe potuto farlo, perché la decisione finale spettava a lui, avendo inizialmente valutato correttamente l’intensità della spinta del laziale. La segnalazione è arrivata dal VAR Camplone e dall’AVAR Guida.

Camplone, VAR laureato in Scienze Motorie, dovrebbe essere un esperto nell’uso delle braccia nel calcio. Con il fischietto non è stato fortunato: dimesso per motivi tecnici il 1° luglio 2024 dopo 8 gare dirette in Serie A, promosso però il 3 agosto come Video Match Official.

Zufferli, da neo internazionale, è dovuto ricorrere al VAR per concedere i tre rigori, compreso quello di Ruslan, visibile a occhio nudo. È un arbitro valido, ma se vorrà crescere a livello internazionale dovrà assumersi la responsabilità delle decisioni prese correttamente sul campo, anche se richiamato dal VAR.

Il problema è che i falli di mano a fine stagione decideranno la classifica, mentre chi si occupa di moviola su carta stampata e TV continuerà a cavalcare queste decisioni assurde, sempre smentite e mai condivise dai calciatori-opinionisti presenti in studio.

È quanto emerso anche nell’intervista Sky a De Rossi, riportata fedelmente da Buoncalcioatutti: DDR non era d’accordo sulla massima punizione, in particolare sulla prima, senza essere contraddetto dai commentatori.

Non ho dimenticato l’analisi di Lazio-Genoa, anche se su un punto non sono d’accordo con Daniele De Rossi. Nel primo tempo la gara si è giocata a ritmi bassi. Il Genoa ha avuto almeno due occasioni nitide, la Lazio nessuna. Il Grifone però non ha insistito: la costruzione dal basso non ha funzionato, con più passaggi all’indietro che in avanti.

Il controllo del gioco è stato efficace in fase di non possesso, anche perché la Lazio non ha mai capito chi fosse il falso nove. Nessun lancio lungo del portiere genoano, pur avendone le qualità tecniche, probabilmente perché mancava chi potesse ricevere e spizzare il pallone. Thorsby resta un mistero, sempre relegato in panchina: potrebbe essere l’unico in grado di garantire questo rendimento sui rinvii di Bijlow.

Il Genoa è andato all’intervallo in vantaggio ai punti. Resta da chiedersi se, invece dello “sciroppo di rosa”, nei secondi tempi venga presa camomilla, visto il solito arretramento e gli spazi concessi agli avversari.

Servono due cazzotti per non andare KO: recuperare il pareggio e poi perdere negli ultimi minuti. Il tentativo di ripetere l’exploit contro il Bologna è costato caro. Nessuno è riuscito, nei 7 minuti di recupero, a difendere il pallone nella metà campo avversaria, andando a “fare barba e capelli” alla bandierina del corner per portare a casa un punto meritato.

Senza dimenticare gli errori individuali e collettivi nelle due fasi di gioco: il secondo gol della Lazio nasce con Martin a terra fino all’errore decisivo.

Da cronista resta comunque ottimismo sul lavoro di DDR e dello staff. Il Genoa prova a produrre gioco, soprattutto quando affronta squadre che giocano bene. Ora De Rossi dovrà lavorare anche su un contro-gioco: saper mantenere il risultato o gestire le partite quando gli avversari provano a sporcarle.

Domani ultimo giorno di calciomercato: Buoncalcioatutti sarà presente per raccontarlo. Ad oggi, azzeccati gli ingaggi del portiere e di Amorim, così come il tesseramento del giovane Zatterstrom, da far crescere. Baldanzi arriva in ritardo ma ha grande voglia di giocare. Tra Amorim e Baldanzi c’è la qualità mancante a centrocampo? Sarà il campo a giudicare, senza bocciature al primo impatto.


UFFICIALE | Genoa, riscattato Østigard dal Rennes. “Avanti insieme Leo!”

Exit mobile version