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Genoa | Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo terreno di gioco del “Signorini”

Il centro sportivo è, dallo scorso sabato, oggetto di una completa rizollatura dei quasi 14mila metri quadrati di terreno di gioco sui quali la squadra di mister De Rossi si allena. “Fino a sabato mattina prossimo la squadra rimarrà a Roma, ma già da lunedì il campo davanti alla tribuna del centro sportivo sarà pronto. Tre o quattro giorni dopo lo sarà anche quello di fronte a Villa Rostan – ha raccontato ai nostri microfoni il DG Ricciardella, che supervisiona da vicino la rizollatura.

Siamo di fronte a un intervento da oltre mezzo milione di euro. Un evento che ricalca quello di due anni fa, nel febbraio 2024, quando il Genoa era da poco ritornato in Serie A, e che segue la ricucitura di qualche mese fa, avvenuta sotto la guida Vieira. In quel caso erano state inserite alcune fibre plastiche all’interno dell’erba naturale per migliorare la tenuta del campo.

Per fare chiarezza, in questi giorni è in corso un intervento riconducibile, nelle dimensioni, a quello del febbraio 2024, ma profondamente diverso negli obiettivi e nel manto erboso utilizzato, che concretizza un’uniformità di terreni di gioco tra Pegli e il Ferraris.

Rizollare un campo di allenamento è qualcosa di fondamentale per migliorare il livello e la sicurezza degli allenamenti e assicurare sempre un luogo di lavoro, per i calciatori e gli staff, più performante possibile. Altrettanto importante è sapere che la squadra si allena sullo stesso “green carpet” dove giocherà la partita casalinga.

Lo stimolo per questo intervento sono stati gli infortuni, anche se il Genoa, secondo Transfermarket, è quarto per minor numero di partite perse da giocatori infortunati in questa stagione? La società è chiara: “È un intervento legato più che altro al fatto che, impegnando i campi così tanto ed essendo una superficie estesa, entrambi vengono usati per fare in modo che possano resistere fino al termine della stagione. La motivazione della rizollatura è data dall’avere qualcosa di più performante, che ci possa permettere di avere condizioni migliori e di avere un terreno che resista a tutti gli allenamenti che ci saranno da qui a fine stagione” spiega ancora il DG Ricciardella, che sintetizza così: “È un investimento per rendere ancora più performante il luogo dove tutti i giorni i nostri calciatori si allenano. Ultimamente i calciatori sono più attenti al campo, al tipo di terreno, e sicuramente i campi devono essere adeguati alle tipologie di allenamento“.

Ad entrare ancor più nei dettagli è l’agronomo Nicola Zeduri, la persona che coordina la squadra di Viridia Green Keeping che sta intervenendo in questi giorni al Ferraris. Un team esperto nei settori del calcio e del golf. “Stiamo cambiando solo la pelle del campo, nel senso che il substrato che è stato fatto 7-8 anni fa rimane valido. Sotto cosa c’è? C’è un sistema drenante che risponde alle specifiche del sistema USGA (United State Golf Association), che ha definito alcune linee guida sulla produzione dei sottofondi drenanti. Sotto abbiamo tubazioni di drenaggio, ghiaia grossa, ghiaia fine, fino ad avere il substrato su cui viene posato il manto erboso. In questo intervento è stato scorticato il tappeto erboso vecchio: una scorticatrice graffia, fino a tirare via, una parte di fibra plastica e tutto il substrato di terreno, che aveva creato delle condizioni di impermeabilità al punto che diventava scivoloso”. 

Lasciato alle spalle il passaggio della scorticatura, quale nuovo manto erboso verrà posato al “Signorini”? Si è scelto di riposare un tappeto che fosse il più simile possibile a quello che attualmente viene gestito al Ferraris, in modo da ricreare le condizioni che poi la squadra trova nel momento in cui agonisticamente si trova al centro dell’attenzione – spiega l’agronomo – Quello che c’è al Ferraris è un prato armato, con una componente sia plastica sia naturale. Noi abbiamo scelto un manto già utilizzato in passato, che ha consentito la disputa di 100 partite al Ferraris ed è stato cambiato dopo 120 partite”.

In che cosa consiste questo manto? C’è un carpet, un tappeto plastico traforato, su cui vengono montate delle setole alte circa tre centimetri e mezzo. Questo viene poi caricato, seminato e allevato in un vivaio. È, quindi, un tappeto assolutamente naturale, reso più solido dalla presenza di questo tappeto sintetico e dalle fibre plastiche che rimangono posizionate in verticale. Che vantaggio danno? Una planarità e una giocabilità immediata. Una volta che vengono messe giù le zolle, appena finito l’intervento, la squadra può giocare perché queste zolle vengono posate in rotoloni molto lunghi e pesanti. Il grosso vantaggio deriva da quello: si ha immediatamente un tappeto performante, in grado di sostenere l’allenamento della squadra in totale sicurezza visto che quello precedente stava diventando pericoloso”. 

I tempi tecnici sono uno dei fattori chiave di questi interventi perché nel calcio, a stagione in corso, le squadre si allenano ogni giorno e Pegli ha solo due terreni di gioco. Il fattore “tempo”, insomma, è decisivo. “In questo caso la sfida è un po’ più grossa, perché stiamo parlando di 13.900 metri di tappeto erboso e li stiamo gestendo in una settimana in cui i fattori climatici rischiano di essere molto condizionanti” prosegue Zeduri. “Parliamo pur sempre di qualcosa di vivo. Spesso per noi il timing è dettato dalle esigenze della squadra, dalle esigenze del calendario, eccetera. Ma è ovvio che lavorando con qualcosa di vivo, di vegetale, dobbiamo fare comunque i conti con i fattori climatici. In ogni caso, dal campo e dallo stadio ci aspettiamo davvero un esito totalmente performante”.

Un esito performante che è frutto di continua manutenzione e, anche, dell’ausilio di strumentazioni specifiche. Strumentazioni che, però, non sempre possono essere utilizzate a Pegli così come verrebbero utilizzate al Ferraris. “Ci sono, soprattutto allo stadio, degli strumenti che utilizziamo. C’è un regolamento in Italia per cui le squadre di Serie A, fatta eccezione per quelle che sono al Sud, necessitano di uno strumento come il riscaldamento del campo. Per questo ci sono strumenti come gli apparati fotoilluminanti che aiutano a stimolare la vegetazione del tappeto erboso. Questi strumenti su Pegli e sul centro di allenamento non possiamo averli perché, di fatto, la struttura viene utilizzata quotidianamente e ci vogliono diverse ore per montare gli apparati fotoilluminanti, quindi bisognerebbe montarli e smontarli di continuo“.

Fatte queste doverose distinzioni sulla gestione dei terreni di gioco, va sottolineato un altro aspetto: questo intervento indirizza verso un’uniformità di manto erboso fra i due terreni di gioco del centro sportivo. Altro aspetto non irrilevante. “Ha centrato una delle forti obiezioni che ci trovavamo di fronte in passato. In passato sono stati fatti gli interventi, in momenti diversi, e sostanzialmente c’erano addirittura tre prodotti diversi. Poi è stato provato a fare una cucitura del campo inserendo delle fibre di plastica lunghe trenta centimetri all’interno di un tappeto erboso naturale e questa lavorazione non ha dato un esito stupefacente. L’omogeneità è una cosa importantissima e prima non c’era, ma ora andremo nella direzione di un’omogeneità e, in aggiunta, ci sarà questa quasi totale corrispondenza tra il manto erboso del centro di allenamento e quello del Ferraris“.

“Rimangono comunque condizioni ambientali molto diverse tra Pegli e Marassi” – ci tiene a precisare, in conclusione, l’agronomo – “Al Ferraris il tappeto è all’interno delle mura dello stadio e lo stesso materiale performa in un modo diverso. E tenete conto che c’è un utilizzo completamente diverso. Al Ferraris, tra un evento e l’altro, in tempi normali, passa una settimana. Settimana in cui il tappeto riposa, si possono fare le manutenzioni e, se serve, si concime. A Pegli questo non avviene mai, nel senso che quotidianamente la squadra lavora mattina o pomeriggio e il tappeto è utilizzato molto più“.

Una routine, quest’ultima degli allenamenti, che in questi giorni ha “traslocato” tra squadra e staff una sessantina di persone nella Capitale, ma che dal prossimo lunedì (sabato e domenica la squadra riposerà, ndr) si ritroverà su un campo di gioco totalmente rinnovato e sempre più in linea con il terreno di gioco casalingo. Un altro segnale positivo, un altro passo avanti, in attesa di capire se presto il centro sportivo potrà estendersi in altre aree.


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