Alla ventiduesima giornata l’Inter scappa: 5 punti di vantaggio sul Milan, 9 sulla Roma, 10 sul Napoli e sulla Juventus.
Per lo scudetto potrebbe essere il Diavolo a impensierire Chivu, anche se la Champions potrebbe incidere. Per la zona Champions, concentrarsi solo sul campionato potrebbe favorire il Como di Fabregas, vera squadra rompiscatole.
Alla Coppa dalle grandi orecchie hanno abdicato Atalanta, Bologna e Lazio: resta la consolazione di Europa League e Conference.
Nella parte destra della classifica, i colpi di Genoa e Cagliari hanno rimescolato le carte sopra la zona rossa, così come le sconfitte “tennistiche” di Pisa, Torino e Parma, tutte con almeno due reti di scarto, senza dimenticare la Cremonese dopo la partenza sprint.
In zona rossa quattro squadre racchiuse in quattro punti: Lecce, Fiorentina, Verona e Pisa.
Trentadue le reti realizzate nel turno, una sola gara finita 0-0.
Arbitri nel mirino: Maresca per il rosso al portiere bolognese, decisione corretta per negligenza, imprudenza e vigoria sproporzionata. Piangono soprattutto i quotidiani emiliani, sportivi e politici, contro arbitro e VAR, dimenticando come il Bologna vinse l’andata al 98’ grazie a un rigore per il famoso “extra movimento del braccio verso il pallone”.
Inter-Pisa 6-2
Luci spente a San Siro per Gilardino e la sua truppa dopo l’illusione di un vantaggio inaspettato di 2-0. Poi l’Inter accende la luce e ribalta tutto in dieci minuti, tra fine primo tempo e inizio ripresa. Una mazzata non digerita dai pisani, travolti negli ultimi dieci minuti dagli uomini di Chivu, entrati in campo con la testa già alla gara di Champions ma svegliati bruscamente dallo 0-2 dopo 23’. Basta un cambio a Chivu, l’ingresso di Dimarco, per asfaltare la corsia destra di Gilardino. Il Biscione guarda sereno i risultati del weekend; Pisa fanalino di coda insieme al Verona.
Como-Torino 6-0
Toro abbattuto da un Como stellare che sale a quota 40, scavalca la Juventus per una notte e si porta a due punti dalla zona Champions. Risultato pesantissimo per un Torino in piena crisi, ai margini della zona salvezza. Fabregas non aspetta rinforzi dal mercato, Baroni sì, ma Cairo lo conferma nonostante 8 sconfitte in 11 gare e il rebus irrisolto dei quattro centravanti.
Fiorentina-Cagliari 1-2
Finito l’effetto Commisso: la Fiorentina non può più essere considerata un malato immaginario. Resta solo il tempo per tentare la salvezza, sperando che la quota si abbassi. Il Cagliari, dopo aver battuto la Juventus, espugna anche Firenze: tre tiri nello specchio, massima concretezza e risultato conservato grazie all’imprecisione viola. Sardi ora ai margini della parte sinistra della classifica.
Lecce-Lazio 0-0
Pareggio senza reti nel Salento: poche emozioni, tanto nervosismo. Meglio il Lecce di Di Francesco, sospinto dal pubblico, contro una Lazio mai realmente pericolosa e distratta anche dai risvolti societari, con giocatori in campo con la valigia in mano e poi tolti dal mercato, come Romagnoli.
Sassuolo-Cremonese 1-0
Sorride Grosso: dopo due mesi torna la vittoria. Non ride Nicola: per ora fuori dalla zona retrocessione, ma i passi da gambero devono finire, in classifica e nelle prestazioni. Sveglia tardiva.
Atalanta-Parma 4-0
Altro poker della Dea contro un Parma frastornato: pomeriggio da incubo per Cuesta. Palladino si risolleva dopo il ko in Champions, torna al gol in Italia Raspadori.
Juventus-Napoli 3-0
Spallata di Spalletti a Conte. Test importante per la Signora, che conferma i progressi della cura del filosofo di Certaldo. La rivalità tra i due tecnici dà ragione a Locatelli e compagni. Conte, falcidiato da nove assenze, si consola con il rientro di Lukaku e con l’innesto di Santana Giovane dal Verona, arrivato al posto di Neres, ko per tre mesi.
Roma-Milan 1-1
Meglio la Roma di Gasperini ai punti contro il solito muso corto di Allegri. Rossoneri nascosti nel primo tempo, poi nella ripresa il gol di De Winter mette in difficoltà il “Doc” del calcio italiano. G&G con le polveri bagnate nonostante le occasioni. Un punto a testa per continuare a pensare alla zona Champions.
Verona-Udinese 1-3
Friulani vincono al Bentegodi, non per colpa del freddo ma di un Verona indebolito dalla campagna cessioni, con l’ultimo talento partito verso Napoli. Non un’impresa per l’Udinese, superiore fisicamente e tecnicamente: raggiunge la Lazio a quota 29 e guarda all’Europa. Hellas ultimo, quarta sconfitta casalinga consecutiva. Difficile che Sogliano riesca in sette giorni di mercato a rifare 8/11 dei titolari come in passato.
Genoa-Bologna 3-2
Nella folle sfida del Tempio vince De Rossi e vincono i numeri: 13 gare, 4 vittorie, 5 pareggi, 4 sconfitte, 19 gol fatti e 17 subiti. Dati che danno fastidio ma avvicinano la salvezza, sempre con i piedi per terra. Il Vecchio Balordo è in serie positiva da cinque giornate grazie a un atteggiamento più continuo e alla ricerca degli attacchi nello spazio. La chicca sarebbe una mezzala da doppia fase negli ultimi giorni di mercato.
Il Grifone vola quando la squadra è corta, organizzata, pulita nell’uscita del pallone e aggressiva per quasi 100 minuti. Vittoria firmata dai solisti Malinovskyi, Ekuban e Messias, ma costruita dal gruppo dopo un primo tempo anonimo e uno svantaggio di due reti.
Curiose le pagelle dei quotidiani nazionali: voti migliori ai felsinei che ai genoani.
La strada è tracciata. DDR va avanti con perseveranza e coraggio: la sua medicina. Trovare la propria via, seguirla senza paura, senza guardare ossessivamente la classifica. Nel calcio, alla lunga, paga.
Genoa | Cominciata rizollatura del “Signorini”: i dettagli e quando rientrerà la squadra

