Alla fine della ventunesima giornata di campionato si è parlato, discusso e si sono fatti sondaggi per capire se siano meglio i “giochisti” o i “risultatisti”: un falso problema. Nel calcio non esistono più tempi barbari e in nessuna squadra mancano principi tattici. Rispetto al passato, gli allenatori sanno perfettamente chi mandano in campo, conoscendo nei minimi dettagli, grazie alla tecnologia, l’avversario.
Le squadre della parte destra della classifica hanno preso le misure alle big proprio grazie alla tecnologia: basta guardare i risultati giornata dopo giornata, che non sono più una sorpresa, anche con un solo tiro e un gol. Come accadeva semplicemente in tempi lontani, con due termini oggi tornati d’attualità: catenaccio e contropiede, marcature a uomo, che non sono mai stati il peggiore dei mali, visto che così si sono vinti anche scudetti.
L’Inter è la più forte per rosa a disposizione e per la pragmaticità di Chivu, che non svolazza tatticamente e, quando deve difendere il risultato, non si fa problemi a schierare cinque difensori. Il Milan di Allegri è il più bistrattato, pur avendo vinto sei scudetti. In entrambe le squadre la differenza la fanno i bomber.
Il Napoli di Conte, qualcuno dice, “pianga se stesso”: gli infortuni sono tanti perché giocano sempre gli stessi? Il mago Gasperini ha vinto senza centravanti e ora sembra averlo trovato: non mollerà la Champions. Spalletti e la Juve, senza un centravanti, faranno fatica: ha abdicato alla corsa scudetto, non alla Champions, aspettando fino al 2 febbraio il colpo degli Agnelli.
Da oggi inizia un altro campionato: Champions League, Europa League, Conference League. Incideranno sui risultati?
Non solo in fondo alla classifica, ma dal quindicesimo posto (23 punti) al terz’ultimo (17 punti) ci sono sette squadre: può succedere di tutto con sei punti di differenza. Due vittorie consecutive annullano il gap, viceversa due sconfitte.
Capitolo arbitri: meno caos sui campi grazie alla scelta di far arbitrare sempre gli stessi “titolati”. Rocchi, il designatore, nell’ultimo confronto con Lega e FIGC ha raccomandato di non perdere la bussola, lasciando meno spazio ad arbitri e VMO spesso alle prese con errori evidenti.
L’AIA è nel caos dopo che il presidente Pacifici ha ricevuto 13 mesi di inibizione per aver favorito Orsato e Braschi alle poltrone della Serie C, indicati da molti come futuri designatori della Serie A.
Pisa-Atalanta 1-1
La Dea ha fatto quasi nulla per vincere, solo spocchiosa e sicura dei risultati arrivati con Palladino e delle tre vittorie consecutive. Il coraggio, la voglia e i cambi di Gilardino hanno fatto la differenza. Palladino, come altre squadre scese sotto la Torre Pendente, non ne ha approfittato quando il Pisa è andato all’arrembaggio per poi calare. Dea salvata da Carnesecchi e da Hien. Illusione atalantina con il gol di Kristovic durata solo cinque minuti, prima del gol di Durosinmi, che mancava al Pisa in casa da tempo.
Udinese-Inter 0-1
Il graffio è del solito Lautaro su assist del bomber Pio Esposito, terzo servizio vincente per il capitano. Risultato portato a casa grazie all’intelligenza di Chivu, che si copre con una difesa a cinque per contrastare il ritorno dell’Udinese nel rush finale, senza rinunciare al contropiede. Il Biscione prova a scappare. Friulani a 26 punti, tra alti e bassi.
Napoli-Sassuolo 1-0
Dopo tre pareggi consecutivi Conte torna alla vittoria con un gol di Lobotka. Ciuccio con i cerotti e altri infortuni in corsa: Politano ed Elmas. Sono già dieci gli infortuni muscolari. Conte dovrebbe interrogarsi: tutta colpa del fatto che giocano sempre gli stessi? Sassuolo sempre in partita con una dozzina di tiri e parate di Milinkovic-Savic.
Cagliari-Juventus 1-0
Festa Cagliari con un solo tiro in porta e gol. Perin in ritardo? Diciotto calci d’angolo per la Signora, 78% di possesso, un palo, parate di Caprile, ma zero gol. Confermata la mancanza di un centravanti: l’assenza di Vlahovic pesa per Spalletti, che ha dato un gioco che fatica a concludere se non ci pensa Yildiz. Sardi a 22 punti.
Bologna-Fiorentina 1-2
La Viola vince la prima trasferta nel nome di Commisso. Partenza forte dei gigliati, Bologna spento e Italiano sbaglia formazione, cambiandone quattro all’intervallo. La Fiorentina resiste e sale a quota 17, terz’ultima in coabitazione con il Lecce.
Torino-Roma 0-2
“Datemi un martello”, cantava Rita Pavone. Date un centravanti a Gasperini e la Lupa azzanna la zona Champions. Debutto di Malen, subito decisivo, rigenerando anche Dybala. Toro frastornato, pressing finale sterile punito dalla Joya.
Milan-Lecce 1-0
Tante critiche ad Allegri, ma sono 20 risultati utili consecutivi. Tutti giocano con il “muso corto”, la differenza la fa la gestione: Modric preservato. Il Lecce ben messo ma con il solito difetto sotto porta. Allegri cambia Pulisic con Fullkrug: il panzer tedesco decide dopo quattro minuti.
Cremonese-Verona 0-0
Punto che piace più alla Cremonese che al Verona. Gara bloccata, protagonisti Audero e Montipò. Scaligeri forse meritevoli di qualcosa in più.
Lazio-Como 0-3
Fabregas, senza centravanti e con attacco mobile, manda in crisi il sarrismo. Buturina e Nico Paz dominano. Como a due punti dalla Juve, Lazio fuori dall’Europa. Giovani contro squadra datata: lezione ignorata dal calcio italiano.
Parma-Genoa 0-0
Non è vero che il pareggio sia giusto se il migliore in campo è stato Corvi, autore di tre grandi parate, e dall’altra parte Colombo. Il Genoa nel primo tempo ha messo in affanno la difesa ducale. De Rossi ha letto bene il gioco spagnoleggiante di Cuesta.
Nel secondo tempo DDR è in ritardo nel rispondere al passaggio al 3-5-2, il centrocampo soffre l’arrembaggio. Dopo i cambi, l’occasione migliore è del Vecchio Balordo. Tempo e spazio, l’ABC del calcio che il Genoa cerca anche sul mercato. Ha debuttato Nuredini, mentre Venturino è rimasto fuori.
Ora il popolo genoano aspetta la stessa strategia vista con Milan e Cagliari contro il Bologna. Si attendono notizie dal mercato: come sempre tutto succederà nell’ultima settimana.
Einstein diceva che “la realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente”. A Villa Rostan non sono illusioni: è attesa di fatti. Intanto è arrivato il portiere del Feyenoord.
Serve risolvere il problema a centrocampo. In questa Serie A dominare il cuore del gioco è decisivo. Il Genoa ha trovato contromisure difensive, ma la rosa va rinforzata. In avanti toccherà a De Rossi e allo staff, come in farmacia: agitare bene prima dell’uso.
Rassegna Stampa | Genoa, i dettagli dell’operazione Bijlow. Arriva anche il 2007 Latif Ouedraogo

