Altra gara da Grifoni domani dentro il Tempio, con una prestazione da ripetere come quella offerta alla Scala del calcio nel turno infrasettimanale. Il Grifone è tornato. Il Genoa c’è e non ha dimenticato quanto fatto dall’arrivo di DDR.
De Rossi non si era smarrito, come qualcuno aveva iniziato a credere: è stato bravo a difendere tutti nei momenti di difficoltà e pronto a risalire sulla barca genoana quando le onde rischiavano di diventare burrascose, con il Libeccio (non caldo, viste le temperature) che portava mareggiate inaspettate dopo il suo esordio sulla panchina rossoblù.
Domani un altro test importante, non solo sul prato verde ma anche dal punto di vista tattico, nel preparare la gara come successo alla Scala del calcio.
Un Genoa organizzato, come piace al Mister, con la squadra chiamata ad attaccare con creatività, valorizzando gli esterni e la difesa in fase di possesso, tutti pronti all’aggressione immediata per non lasciare seconde palle ai sardi.
Contro il Cagliari di Pisacane il primo obiettivo dovrà essere quello di aprire il più possibile gli avversari con l’ampiezza, i cambi di campo e il possesso palla nella loro metà campo. L’uomo davanti alla difesa, più Ruslan che Frendrup, deve partecipare molto alla manovra: dai suoi piedi devono partire le aperture sulle fasce, lasciando i contrasti ai compagni di reparto.
Formazione e tattica domani sera: è la terza partita a distanza ravvicinata e al Pio Signorini si valuta chi ha recuperato meglio. Turnover difficile e rosa corta: a tutto ciò dovrà pensare il mercato di riparazione.
Il Cagliari, in questo girone di andata, ha dimostrato di essere la squadra che ha raccolto più punti da situazione di svantaggio: undici. Mister Pisacane ha rimediato nel secondo tempo alle falle difensive viste contro la Cremonese, avanti 2-0, con cambi e variazioni tattiche: fuori Mina per Obert in difesa, Mazzitelli per Prati a centrocampo; in attacco panchina per Gaetano e Luvumbo, dentro Esposito e Kilicsoy. Inaspettato il gol del giovane Yael Trepi, al posto di Zappa: italo-francese, conosciuto bene da Pisacane per aver vinto lo scorso anno il campionato Primavera, ventenne in gol dopo quattro minuti dal suo ingresso.
Dopo la vittoria del campionato Primavera il presidente Giulini ha creduto in Pisacane, ma il girone di andata 2025/26 non gli ha ancora dato pienamente ragione, anche se i sardi hanno 19 punti, sei in più della zona rossa, frutto di 4 vittorie, 7 pareggi e 8 sconfitte, con 21 reti realizzate e 27 subite.
In questo girone di andata Giulini ha venduto il 20% delle azioni del club a un gruppo di quattro holding statunitensi. Giulini pensa a un modello “cantera” stile Barcellona, con Pisacane al timone della prima squadra, ma i risultati non lo premiano nemmeno nel campionato Primavera 1, dove i sardi sono sedicesimi dopo 18 giornate. Pisacane, al di là dei risultati altalenanti, cerca una sua visione tattica: gioco difensivo solido e fase di possesso aggressiva.
Il Cagliari di Pisacane, al di là della forma, appare attento soprattutto alle distanze tra i reparti. Accetta di pressare pur di mantenere la squadra corta e aggressiva, con linea medio-alta, pronta a creare “gabbie” per recuperare palla, evitando di soffrire il palleggio avversario e di ripiegare troppo nella propria area.
I moduli variano: dal 3-5-2 per rendere la squadra più aggressiva e valorizzare la qualità del centrocampo, al 4-4-2, 3-5-1-1 o 3-4-2-1-1, come visto a Cremona prima dell’intervallo. Quando gira bene, il protagonista è Matteo Prati, che con la tecnica supplisce a un fisico non strutturato. Fuori dall’isola il Cagliari cerca di sfruttare le corsie laterali con Palestra, vera rivelazione, efficace sia da terzino sia da esterno, e con Idrissi, giovane proveniente dalla Primavera. In avanti si è messo in luce Kilicsoy, attaccante turco di 20 anni: al Besiktas, in 17 presenze tra campionato e coppe, aveva realizzato 16 reti.
Pisacane vorrebbe costruire dal basso, ma i segnali non sono sempre incoraggianti. In trasferta utilizza spesso i piedi del portiere Caprile, non sempre precisi, e l’assenza di Piccoli penalizza la capacità di difendere palla nella metà campo avversaria.
In Sardegna si rumoreggia perché a inizio stagione Giulini ha lasciato partire il DS Bonato, definito il “re del mercato invernale” per aver portato in passato Mina, Gaetano e Caprile. Ai box per infortunio: Belotti, Deiola, Felici, Folorunsho. Anche per la formazione sarda pesano gli impegni ravvicinati, compresi andata e ritorno sul continente.
Arbitra La Penna di Roma, classe 1983, avvocato. Esordio in Serie A il 19 maggio 2013. Rimasto nei ruoli arbitrali anche in questa stagione, dopo 12 anni era vicino al ritiro, ma è stato promosso VMO europeo.
94 gare dirette in Serie A, 8 in stagione, tra cui due del Genoa: sconfitta a Napoli e pareggio contro il Cagliari, gara in cui annullò un gran gol di Colombo per un presunto fuorigioco precedente di Ekuban, che non toccò il pallone né partecipò all’azione.
Bilancio con il Genoa: 9 gare, 2 vittorie, 3 pareggi, 4 sconfitte. Con il Cagliari: 15 gare, 3 vittorie, 5 pareggi, 7 sconfitte.
Assistenti: Laudato (Taranto), Cocon (Rovere). Quarto uomo: Sacchi (Macerata). VAR: Nasca (Bari). AVAR: Maresca (Napoli).
Diffidati Genoa: Østigard. Diffidati Cagliari: Prati ed Esposito.
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