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Grifone, è una partita da tre C: cuore, corsa e carattere senza errori

Nel gioco del pallone si vive di algoritmi, si fanno tutte le analisi possibili e i numeri sono chiari in questo girone di andata che finirà fra cinque giorni per il Genoa.

Il Vecchio Balordo ha sofferto troppi blackout in fase di non possesso difensivo e, in fase di possesso, le reti incassate e quelle sbagliate hanno causato cali di tensione. L’ultima sconfitta in casa della Roma ne è la prova, dopo aver regalato tre reti.

Con il Pisa il popolo genoano non vuole in anticipo oro, incenso e mirra, ma una Befana che porti carbone bianco e non nero in campo, da consegnare al Vecchio Balordo, senza altri errori grossolani e non di natura tecnica o tattica.

Dopodiché, il campionato racconta che ci sono ancora 21 giornate da giocare, 63 punti a disposizione e ci sarà il tempo per cercare di ribaltare la situazione vista nel girone di andata.

La missione della società, dell’allenatore e del direttore sportivo è quella di rimontare: i punti da recuperare non sono molti per raggiungere posizioni più consone. Il cambio di passo diventa obbligatorio e la variabile più attesa è il mercato di riparazione.

Per i tifosi la vecchia pubblicità è all’ordine del giorno: “la vogliamo calda e subito”. Per la società, invece, l’analisi sarà ponderata alla ricerca di qualcuno che faccia la differenza. Non saranno quattro o cinque i prossimi ingaggi, ma solamente alcuni mirati, in particolare nel cuore del gioco. Il centrocampo viene considerato, nel calcio attuale, uno dei punti più nevralgici di tutto il collettivo, quello il cui comportamento spesso determina la vittoria o la sconfitta.

Con questo termine viene definito il reparto comprendente giocatori che, in linea di principio, dovrebbero agire come difensori non appena il pallone entra in possesso degli avversari e come attaccanti non appena è la loro squadra a entrare in possesso. Tutto questo al Genoa non succede da molto tempo, con il play in campo o senza, perché tutti i mediani hanno lo stesso passo e difficilmente riescono a passare tempestivamente alle azioni corrispondenti, per mancanza di grande abilità tecnica e tattica. È la velocità, meglio se in profondità, che influisce sulle due fasi di gioco e non il passaggio laterale o all’indietro al portiere, cercando la partenza dal basso avendo pochi mezzi a disposizione per ottenere il risultato sperato.

È importante non scoraggiarsi dopo la gara con la Roma e dalle voci che circolano sul calciomercato. Il Vecchio Balordo, con l’arrivo di De Rossi, ha fatto il meglio che poteva fare. La forza di De Rossi e del suo staff è far capire che non si può perdere la fiducia acquisita.

Il Vecchio Balordo non sarà mai solo: è importante che continui, non solo al Ferraris, la cura delle tre C: cuore, corsa e carattere per tutta la durata della gara. La formazione domani alle 14 su Buoncalcioatutti.

Il Pisa, nell’ultima gara di campionato, per 65 minuti ha fatto inciampare la Juventus. I cambi di campo di Spalletti hanno confezionato la differenza, come il muso cortissimo dopo il 2-0 per mantenere il risultato.

Gilardino ha messo in crisi la Signora facendola attaccare dentro un imbuto. Preso coraggio, in un quarto d’ora di fuoco ha colpito due legni, costringendo Spalletti a fare i cambi, e i toscani non hanno avuto la forza di reagire dopo il gol, subendo anche la seconda rete. Yildiz spettatore non pagante fino a quel momento.

Il Pisa è quasi la fotocopia del Genoa: buone prestazioni che non hanno portato risultati per errori nelle due fasi di gioco, singoli o collettivi.

Il Pisa nel suo carnet ha solo una vittoria, otto pareggi e otto sconfitte, 24 reti subite e 12 realizzate, una sola rete segnata tra le mura amiche.

Gilardino ha provato a concentrarsi sul gioco offensivo con giocatori pronti ad attaccare in profondità e veloci come Meister, il più talentuoso, pronto a creare spazi con le verticalizzazioni, assente nelle ultime gare.

Tutto però è pendente come la Torre di Pisa, perché nelle 17 gare giocate difficilmente è migliorata la finalizzazione, per difficoltà a giocare negli spazi stretti. Pisa d’attacco, ma il rovescio della medaglia mostra limiti difensivi, soprattutto in inferiorità numerica, non utilizzando bene la pressione individuale.

Non avendo concretezza in avanti e nell’equilibrio difensivo, Gilardino e il suo staff giocano con moduli flessibili partendo dal 3-4-2-1 o dal 3-5-2, cercando la costruzione dal basso ma adattandosi parecchio all’avversario da affrontare, puntando su attaccanti non di peso, non come giocava lui, come Tramoni e Moreo, sempre in movimento ma con limiti evidenti sotto rete.

Formazione Pisa: grazie all’eliminazione dell’Angola di Nzola, Gilardino avrà a disposizione il centravanti. Non ci sarà il centrocampista Akinsanmiro, impegnato con la Nigeria nel girone di qualificazione. Assenti Cuadrado e Stengs per infortunio. Sotto la Torre pendente sperano di recuperare Meister. Anche per il Pisa formazione alle 14 di domani.

Arbitro Chiffi di Padova, classe 1984, internazionale dal 1° gennaio 2022, esordio in Serie A l’11 maggio 2014 al Ferraris in Sampdoria-Napoli 2-5. Il Ferraris porta bene al direttore patavino, che ha raggiunto le 100 partite in Genoa-Fiorentina, ottobre 2024.

Se il Ferraris porta bene al patavino, al Vecchio Balordo è il contrario: su 14 gare dirette una sola vittoria, in casa del Pisa in Serie B, 3 pareggi e 10 sconfitte. L’ultima, la sconfitta alla seconda di campionato 2025/26 nel Tempio con la Juventus per 1-0, con Ellertsson fatto uscire dal terreno di gioco per infortunio, recuperato al 73’ con ingresso dei medici non richiesti dall’arbitro, e gol di Vlahovic su calcio d’angolo, dimenticato in area per una scalatura sbagliata giocando in dieci. Con il Pisa: 9 gare, 4 vittorie, 1 pareggio, 4 sconfitte.

Primo assistente Peretti (Verona), secondo Colarossi (Roma), quarto Calzavara (Varese), VAR Mazzoleni (Bergamo), AVAR Nasca (Bari).

Diffidati Genoa: Østigard. Diffidati Pisa: Canestrelli.


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