Abracadabra! All’improvviso, alle ore 20:18 del 3 novembre 2025, il Genoa ha vinto la prima partita in campionato, realizzando gol negli ultimi minuti di gioco, non per fortuna o deretano, ma giocando meglio del Sassuolo.
“Abracadabra” non come termine magico per Murgita e Criscito, che hanno fatto ritrovare il concetto di speranza nella testa di molti genoani, superando le difficoltà con semplicità e umiltà, per fungere da sprone interiore e di fiducia alla squadra verso la giusta direzione. Bravi Murgita e Criscito a capire che bisognava cambiare tatticamente, senza voler mancare di rispetto a chi credeva di avere altra strategia, tradito però dalla qualità.
Bravi i due mister genoani nell’assegnare, operando sui tre reparti, a ciascun calciatore una zona di campo ottimale: vedi Vitinha e le due corsie laterali, protette dai due mediani, permettendo a Malinovskyi di fare 5/6 cambi di campo per offendere sulle corsie laterali. Anche il vituperato Colombo, non solo in mezzo ai difensori avversari, ha tratto benefici con buone giocate: arriverà anche il gol.
Grazie alla pressione continua sul pallone, la squadra è rimasta corta e le soluzioni di sviluppo del gioco del Sassuolo diventavano prevedibili, in particolare nel primo tempo sulle corsie laterali.
Nel 3-5-2 si sono rifugiate tante squadre in crisi per ottenere una maggiore copertura difensiva, come numero, come profondità e ampiezza. I due esterni, Martin e Norton–Cuffy, hanno elevate qualità di corsa a disposizione, pronti a partecipare al gioco nelle corsie laterali di loro competenza e, appena conquistato il pallone dai compagni, pronti a proporsi in avanti, determinando in fase di possesso l’ampiezza della squadra alla ricerca del cross.
Bravi Murgita e Criscito, in 48 ore, a far capire e mettere in campo una maggior semplicità tattica, lavorando per gruppi, catene o coppie. Adesso il lavoro dei due mister dovrà concentrarsi sulla fase difensiva: se giocheranno a zona mista, sarà fondamentale far capire l’importanza della scalatura. Pinamonti, nel primo tempo, due volte di testa ha creato pericoli, perché Ostigard era davanti e non dietro, e nessun compagno aveva scalato.
Ancora più importante, sui calci d’angolo avversari, non marcare a zona ma a uomo, per non prendere gol fotocopia con avversari alle spalle del blocco difensivo. Due reti incassate da Bonazzoli, il centravanti, e dal leader del Sassuolo, Berardi, non da un terzino che arrivava da dietro.
Bravi Murgita e Criscito, in difficoltà nel secondo tempo vista la pressione dei neroverdi, a cambiare modulo passando al 4-4-2, liberando le briglie a Thorsby sulla corsia laterale sinistra, mettendo nuovamente in crisi Grosso, che ha cercato sostituzioni quasi accontentandosi del pareggio.
Murgita e Criscito devono essere confermati non solo fino alla gara con la Fiorentina: hanno nel DNA cosa vuol dire giocare per salvarsi, uno da allenatore e l’altro da giocatore, e lo staff può essere, ormai in ogni squadra, numeroso; potrebbe essere aumentato con l’innesto del mister della Primavera.
I nomi che sono circolati per prendere la panchina del dopo Vieira non lasciavano tranquilli. Probabilmente meglio Vanoli, che continua a seguire l’anima di Conte, meno De Rossi, poco legato alla salvezza: da grande calciatore, amante di un gioco propositivo, non avrebbe a disposizione giocatori tecnicamente all’altezza, come successe alla SPAL ai tempi del Vecchio Balordo nell’ultimo anno in Serie B. De Rossi, come il padre, diventerà un buon allenatore, ma deve partire da una squadra di centro classifica e farla crescere, non da una in fondo alla classifica.
Tre punti di platino, meritati, conquistati al Mapei Stadium, che colorano la classifica, anche se, per la differenza di un gol in meno realizzato rispetto al Pisa di Gilardino, fino a domenica prossima tocca rimanere in zona rossa.
Con l’aiuto di tutti, la partita con la Fiorentina dovrà essere da Grifoni sul campo e sugli spalti, con la semplicità del gioco di Murgita e Criscito: l’efficacia offensiva dipende non dal numero degli attaccanti, ma dalla razionale occupazione degli spazi. Contro la Fiorentina sarà importante non sbagliare passaggi elementari, cercando il possesso del pallone.
I due mister hanno visto la formula di lavoro di Gasperini, che continua ancora con le stesse modalità: “Se il pallone lo ha il Genoa o la squadra del Gasp e lo gestisce bene, gli altri non possono attaccarlo”. Ne hanno tenuto conto, vista la fotografia tattica del Genoa contro il Sassuolo, in particolare nei primi 45 minuti di gioco.

