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Pazza, pazza Italia

foto Fabrizio Andrea Bertani / Shutterstock.com

Israele-Italia, una partita giusta da considerare criticamente. Invece no! Era una partita da vincere ed è stata vinta da Gattuso e dagli Azzurri. La tattica e la tecnica sono state utopie crudeli, il gioco azzurro ha fatto fatica.

Meglio Israele fino al 35’ del primo tempo, quando due nazionali di esperienza come Buffon e Bonucci, colloquiando con Gattuso, si sono resi conto – pur illusi da qualche azione italica – che Israele andasse a nozze con il presunto 4-3-3. Spostato Tonali sulla corsia di sinistra per non far sorprendere Dimarco, sempre in mezzo a due avversari.

Cambio tattico: 4-4-2 e subito gol italico con assist di Retegui e gol di Kean. Prima del gol l’autorete di Locatelli, sempre viziata dal mal posizionamento sulla corsia di destra con gli italiani saltati come birilli.

Meglio sottolineare subito che Locatelli ha causato un autogol, ma ha anche salvato un gol in un’occasione pazzesca nel secondo tempo, con Donnarumma a salvare due volte il risultato al limite dell’area azzurra, corpo per terra e porta scoperta.

Primo tempo che farà arrabbiare molto Gattuso, perché i ringhiosi li hanno fatti gli avversari: primi sulle seconde palle, falli a rompere il gioco, combinazioni in velocità che l’Italia ha subito. Tutto il contrario di quanto visto tre giorni prima con l’Estonia.

Inizio del secondo tempo: altra Italia, e a patire è stata la compagine israeliana. Con un 4-4-2 classico è stato esaltato il doppio centravanti voluto da Gattuso.

Correva il 52’ quando Solomon, sulla sinistra, con un dribbling che aggirava Politano ed evitava Locatelli, serviva un compagno che con un sinistro fulminava il capitano azzurro tra i pali. Un uppercut inaspettato, dominando il gioco.

Il tempo di battere da centrocampo e Retegui, con un velo, metteva Kean nella condizione di segnare. Non contento, il centravanti – fatto esordire da Mancini con la maglia azzurra e portato in Italia dal Genoa – dopo altri 5’ serviva un assist di tacco a Politano che ribaltava il risultato.

Israele non ci stava: cambiava tre elementi e si avvicinava al pareggio, sempre con combinazioni di Solomon sulla sinistra e cross pericolosi.

Cambi di Gattuso: dentro Cambiaso per Di Marco, Raspadori per Kean. Dopo due minuti i due nuovi entrati confezionavano il quarto gol azzurro con Raspadori.

A 8’ dal termine, gioia azzurra per il doppio vantaggio subito vanificata da altri errori difensivi: due reti subite. La prima: autorete di Bastoni, che col destro fa fatica persino a scendere dal letto. La seconda, all’89’, su punizione dalla trequarti con tutta la difesa azzurra imbambolata.

Sette minuti di recupero: se la difesa azzurra piangeva, quella israeliana non rideva. Arrivava il quinto gol di Tonali con una sciabolata da fuori area. Altri 5’ di sofferenza prima di gioire per un risultato che può rilanciare la qualificazione al Mondiale 2026.

Giudizio finale: dieci gol in due gare con Gattuso in panchina non è cosa da poco. La fase offensiva funziona, la preoccupazione sono i 4 gol subiti e le troppe occasioni concesse.

Il cantiere è aperto da una settimana: ora Gattuso dovrà trovare l’assetto tattico giusto per supportare la coppia gol azzurra.

Gattuso ha avuto maestri particolari: uno su tutti, Sacchi. Il suo gioco era soprattutto difensivo, pur con una batteria offensiva importante. La prima regola: non far tirare gli avversari in porta. È quello che Gattuso dovrà ripassare, anche se allora i difensori erano di altra pasta (Galli, Maldini, Baresi). Nei settori giovanili italiani, invece, non si insegna più a marcare, ma solo il possesso palla dal fondo.

Israele–Italia avrà fatto pompare nuovamente il cuore azzurro davanti ai televisori. Gli spettatori neutrali non saranno impazziti, ma si saranno divertiti a vedere israeliani e italiani incornarsi con furore.

La classifica dice che l’Italia è attualmente seconda: posizione che garantisce almeno i play-off a marzo per accedere al Mondiale USA-Canada. Neanche la Norvegia è sicura della qualificazione: dovrà ancora giocare con Israele e Italia.

D’accordo, non bisogna fallire in Estonia e Moldavia (ottobre/novembre), oltre a battere Israele e Norvegia in casa.

Gattuso in sette giorni ha tracciato la strada con regole chiare: motivazione, ambizione dopo due mondiali falliti, sogno di arrivare primi nel girone. Potrebbero colorare nuovamente un Mondiale di azzurro.

Partita pazza e spettacolare, senza dimenticare i drammi del Medio Oriente, dove si continua a morire. Il gruppo di tifosi italiani presenti a Debrecen lo ha fatto capire rivolgendo le spalle all’inno di Israele, mostrando striscioni con scritto: “Stop alla strage”.

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