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Serie A, il commento alla 28° giornata con Ferretto Ferretti (Nuovo Calcio)

Abbiamo contattato Ferretto Ferretti, direttore di Nuovo Calcio, rivista di calcio che insegna il calcio, come ospite della nostra rubrica volta ad analizzare la stagione appena conclusa. Ferretto Ferretti è anche docente di metodologia dell’allenamento ai corsi allenatori Uefa A e Uefa Pro a Coverciano, preparatore atletico professionista, allenatore Uefa B e direttore sportivo. https://www.buoncalcioatutti.it/wp-content/uploads/2024/03/2024-03-12T18_02_27Z.m4a?_=1


Anzitutto complimenti per la sua rivista, direttore, perché per chi vuole sapere come funzionano gli allenamenti e come ci si deve comportare tatticamente, le spiegazioni sono veramente esaurienti. Se le seguissero tutti, farebbe sicuramente bene. Ma veniamo al campionato: l’Inter è come la RedBull in Formula Uno?

L’Inter è come la Red Bull in Formula 1? Sì, devo dire che l’Inter quest’anno ha un passo importante, una condizione fisica invidiabile. Questa è determinata da un ottimo lavoro di Simone Inzaghi, che io ho avuto anche il piacere di allenare alla Sampdoria e ai corsi a Coverciano, e dal lavoro dello staff. Ormai il lavoro non si può considerare riservato soltanto ad un area, come quella fisica o quella tecnica. Il lavoro è complessivo, generale. Quindi complimenti al gruppo di lavoro capitanato dal mister, che ha distribuito molto bene i carichi, ha alternato i giocatori e si vedono i risultati. Ogni campionato è a sé. Quest’anno l’Inter, che ha ammazzato il campionato, ha anche goduto del fatto che il Napoli non sta andando benissimo, la Juventus pure e il Milan ha avuto qualche mese fa un rallentamento che gli ha fatto perdere terreno. Questo non vuole sminuire il grande lavoro e l’importante di ciò che ha fatto l’Inter“.

Milan e Juventus sono già sicuri di partecipare alla prossima Champions?

Non si è mai sicuri di niente fino alla fine. La partita termina quando l’arbitro fischia. In questo caso i verdetti verranno definiti l’ultima giornata con ogni probabilità, tranne la vittoria dell’Inter che ha un vantaggio quasi incolmabile. Come sempre nel calcio c’è un po’ di scaramanzia, ma a volte questi vanno oltre la scaramanzia. Poi il discorso della retrocessione e dei posti in Champions si giocherà verso le ultime giornate“.

L’Italia è attualmente prima nel ranking UEFA e ci sono tante squadre che sperano che il prossimo anno possano partecipare cinque squadre. Tu ci credi?

Sì, ci credo sì. Tutto sommato l’anno scorso siamo arrivati in finale di Champions, quest’anno abbiamo ancora tante squadre all’interno delle competizioni europee. Ci stiamo risollevando e stiamo facendo vedere che anche da noi si gioca un bel calcio. All’interno può sembrare che giocare con le italiane non sia così complicato giocare con le squadre europee, però le coppe dimostrano il contrario. Io non solo ci credo, ma ci spero. Per il movimento calcistico avere cinque squadre in Champions è una bella cosa“.

La Salernitana ha un piede e mezzo in B. Poi chi vedi meglio tra Udinese, Verona, Cagliari, Lecce, Empoli, Frosinone e Sassuolo? Sono tutte in quattro punti…

È difficile dire chi vedi meglio. Sarà una lotta durissima. Sempre per gli stessi numeri dell’Inter, diventa per la Salernitana davvero difficile raggiungere la salvezza, ma la matematica ha l’ultima parola. Rimarrebbero altri due posti: sono tante le squadre che devono lottare per evitare di cadere in questi ultimi due posti. Domenica il Sassuolo, che ha cambiato allenatore e si trova lì in maniera inaspettata perché non è abituata a lottare per la retrocessione, è stata fortunata perché il Frosinone ha sbagliato un rigore. Questi due punti che ha ottenuto in più sono manna dal cielo secondo me. Il Verona ha vinto, l’Udinese lo stesso. Abbiamo una lotta serrata fino alla fine. Con i tre punti, averne anche tre di vantaggio conta veramente poco“.

Il VAR funziona o no?

Aiuta sicuramente. Deve essere usato bene, però rispetto a quando non c’era ti consente di vedere anche due centimetri di fuorigioco oppure se il fallo da rigore o il gol è stato viziato da un fallo. Poi si può sbagliare siccome siamo tutti umani, ed è anche il bello del calcio. Ci possono essere degli errori, danno fastidio quando li subisci, mentre fai finta di niente quando la decisione è a tuo favore. Nell’ambito sportivo gli errori di chi giudica e di chi arbitra rientrano nei giochi. Il VAR è utile e ben venga che ci sia, consente di vedere cose che in diretta non si vedono. Io sono favorevole al VAR come in altri sport ci sono situazioni meccaniche che ti aiutano a vedere e capire meglio“.

Sei anche favorevole alla chiamata da parte delle panchine per andare a vedere al monitor una volta per tempo?

Questa è una delle modifiche che cambiano le regole, che tu possa essere favorevole o no. Un po’ come tanti chiedono di fare le sostituzioni come nel basket, dove qualcuno può rientrare. Come il time-out all’interno dei tempi. Queste sono variazioni del gioco e io lascerei le cose come stanno. Pensare che l’allenatore una volta per tempo chieda di andare a vedere le cose al VAR, quando tutto sommato c’è già chi lo fa e poi avvisa l’arbitro secondo le regole. A volte ci si chiede il perché non intervenga il VAR. Perché ci sono regole che dicono quando può intervenire e quando no. È tutto ben codificato e ci sono delle regole“.

Il campionato di Serie A è diventato un far west tra tagli della gola e testate…

“(ride, ndr) Noi sappiamo perfettamente, e non voglio giudicare nessuno, il nervosismo che c’è in panchina. Io mi ricordo quando sedevo in panchina anche da preparatore. Gli allenatori dovrebbero essere i primi a smorzare queste tensioni. Sono anche i primi, in caso di sconfitta, che ci rimettono la panchina. È difficile, ma questo non significa che non lo debbano fare. L’allenatore è sempre un esempio per tutti ed è anche l’immagine della società. una società che investe su un allenatore, si affida ad una figura e qualsiasi cosa faccia è un po’ lo specchio della società. È stato abbastanza normale, se parliamo del Lecce in questo caso, che la società abbia preso un po’ le distanze da un atteggiamento di D’Aversa – che ho allenato nelle giovanili del Milan – che si è fatto prendere un pochino da l’eccessivo nervosismo, perché non è da lui fare questo. Evidentemente era parecchio stressato. Non lo giustifico, però in parte lo capisco. Ma questo non deve avvenire“.

Palladino, Gilardino e De Rossi dovevano essere traghettatori. Invece stanno tentando di europizzare il calcio italiano strategicamente…

Devo dire che sono tre allenatori che hanno dimostrato che non è vero che dovevano fare i traghettatori e che i giovani allenatori, sempre di più, stanno crescendo. Un po’ come i giovani calciatori, devi dar loro la possibilità di dimostrare. Prima di dal loro in mano una squadra le società ci pensano. ma se fanno il pensiero giusto hanno dei risultati. Hai citato tre allenatori in rampa di lancio. Stanno dimostrando di poter essere considerati ottimi allenatori. Hanno avuto la fortuna e la possibilità di dimostrarlo“.

Gilardino sembra sia una spugna. Ha preso qualcosa da tutti i grandi allenatori che ha avuto…

Alberto è una persona veramente intelligente e aggiunge questo alle sue conoscenze calcistiche. Ricordiamo che tre di questi due sono campioni del mondo, non è un caso. È bravo nell’avere imparato dai suoi allenatori e ci ha messo del suo. È in una società con uno staff, perché mi permetto di citare Alessandro Pilati che è il preparatore del Genoa credo da ormai vent’anni. Grazie al lavoro dello staff e all’intelligenza di Gilardino sta venendo fuori una bella annata per il Grifone“.

Anche Caridi sta facendo un grande lavoro…

È il lavoro di gruppo e dello staff. L’allenatore non è più l’uomo solo al comando. È l’unico che ha la responsabilità e l’ultima parola, ma con lui c’è il concetto di staff, di gruppo di lavoro e di condivisione. Chi si sa contornare di persone valide aumenta il proprio valore e le proprie capacità. Gilardino è stato bravo a fare questo. È stato molto bravo a circondarsi e confermare quelli che erano già lì. Lui è stato giocatore al Genoa, conosceva in parte l’ambiente e questo è il risultato“.


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