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Genoa, Stellini: “A Salerno l’aria è calda. Quel rigore nel 2006? Pesantissimo”

Dopodomani il Genoa affronterà una partita di quelle che Cristian Stellini hai già affrontata a Salerno. Con la mente torno al giugno 2006, quando mi sono girato dall’altra parte mentre lui andava sul dischetto. “È stato un momento difficile – racconta Stellini – Era una partita che stavamo perdendo 2-0, una storia già raccontata più volte. La cosa particolare di quel momento è che non c’era in campo il rigorista designato, ovvero Ciccio Grabbi, quindi il rigorista ero io. Dante Lopez, quello che poi ha segnato uno fra i gol più famosi, si è avviato per andare a battere il calcio di rigore. Mi sono detto: ‘No, non può tirarlo lui, devo batterlo io’. In una partita così importante non poteva batterlo lui, dovevo batterlo io. E allora ho preso la palla e ho detto: ‘Lascia, lo tiro io: non ti preoccupare’. Il resto lo dicono le immagini, dentro sentivo un grande senso di responsabilità. Era pesante quel rigore. Rigore contestato? Certamente non meritavamo di perdere 2-0, avevamo avuto qualche opportunità e una situazione in cui andò a terra un nostro giocatore e non fu dato un calcio di rigore. Rossi fu furbo e scaltro a cercare il contatto, diciamo che ne abbiamo visti non fischiati di peggiori”. 

Stellini, goleador della promozione, segnò una rete decisiva anche al ritorno, sotto la Gradinata Nord. “Alcuni di noi, della squadra che aveva raggiunto la A prima della retrocessione, avevano deciso di restare e di sposare quel momento: oltre a me, anche Tedesco, Baldini, Gazzoli, Marco Rossi ricorda Stellini. “Mi piace ricordare che se la respinta della traversa arrivò su un tiro di Grabbi, l’assist a Ciccio l’ho fatto io di schiena andando a pressare un avversario. La palla si è impennata e lui ha fatto un controllo incredibile, magistrale, che solo un giocatore come lui avrebbe potuto fare. Sulla respinta arriva Dante e credo si ricordi ancora benissimo quella palla. Nessuno, dopo il colpo di testa e il boato, riuscì più a sentire niente. Dopo quella giornata ce ne sono state altre di memorabili nella storia del Genoa. Ci sono state le notti di Europa League con Gasperini e tante altre partite da ricordare”. 

A Salerno il Grifone troverà un ambiente ostile. Così Stellini: “I giocatori del Genoa devono vivere con entusiasmo il momento. Sono partiti un po’ in ritardo, ma da quando la squadra si è formata stanno facendo buon cammino. L’ultima partita è stata una partita da Genoa, giocata a viso aperto senza esclusione di colpi: giocatori sempre attenti a ripartire e attaccare. Se gioca con quell’entusiasmo e con quella foga, questo Genoa è più pronto della Salernitana. Ma a Salerno l’aria è calda, quindi dovranno vivere un’altra partita come quella vissuta in Serie C”. 

Si è chiusa da pochi giorni la lunga presidenza Preziosi, che non ha mai avuto dubbi su Stellini e sul fatto che sarebbe diventato un grande allenatore. “Noi oggi siamo un ottimo staff e stiamo lavorando molto bene. Oggi bisogna andare avanti a lavorare, ma sono due cose diverse sentirsi pronti e avere l’ambizione e la speranza di allenare un giorno il Genoa. Questo è certamente un sogno che rimane, ma il nostro staff oggi è importante ed è bene non scioglierlo. Peccato essere fermi oggi, perché stavamo facendo un ottimo lavoro. E il sogno di allenare il Genoa rimane”. 

Su Ballardini: “Lo vedo molto coinvolto. Ho visto l’ultima partita con attenzione e ho notato che ha partecipato tantissimo, era molto presente in panchina. Lo vedo molto coinvolto, anche visto il cambio di proprietà che ha chiuso la storia recente del Genoa. Tante pagine sono state scritte da Ballardini, anche per lui si è chiusa una parte importante di storia e mi è piaciuto tanto come ha partecipato alla partita e in generale a questo momento storico. Secondo me è un uomo giusto e importante in questa fase di transizione”. 

Su Cambiaso, negli Allievi con Chiappino nei due anni trascorsi da Stellini alla guida della Primavera. “Andrea è stata una vera sorpresa, perché in Under 17 era un ottimo giocatore ma non fra i titolari. Come spesso accade, giocatori che devono formarsi mangiando posizioni e rubacchiando dai più bravi, alla fine diventano più bravi di quelli più bravi. Grandi complimenti a Cambiaso. È cresciuto partendo dalla Serie D, ha anticipato di un anno l’uscita dal settore giovanile ed è stato veramente bravissimo. Oggi la sua è una bellissima realtà”.


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