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Apache

Per la prima volta nella storia del Club più antico d’Italia in campo domani sera andrà un Genoa a Stelle e Strisce. Per i Genoani manca una stella in quella bandiera, quella che da lungo tempo vuole conquistare il Vecchio Balordo.

Il Genoa domani sera dovrà continuare a crescere. Ballardini con una rosa a disposizione da 23 giorni, neanche tutta, dovrà continuare coi suoi step come in tempi di preparazione estiva per portare la squadra a buon livello tattico e fisico.

Anche con tutte queste precisazioni, il Vecchio Balordo dovrà stare in campo da Grifone ma ci vorrà anche l’aiuto di tutto il Ferraris. Il Genoa in questo momento fa fatica a far girare al massimo il suo motore non per colpa del gioco, ma delle individualità. Non c’è da stupirsi, ma da preoccuparsi perché domani sera si gioca la sesta giornata di campionato considerato che alcuni giocatori, in una squadra rifatta alla fine del calciomercato, arrivavano quasi tutti da periodi di inattività .

Anche a Bologna il processo di crescita del Genoa si è visto. Ballardini ha dovuto provare situazioni per vedere tutti all’opera in gare ufficiali e delle risposte, anche buone, ci sono state.

Adesso è importante che la mega rosa che si allena al “Pio Signorini” capisca che in questo  momento i risultati possono arrivare, se giocheranno da squadra in campo, in panchina e in Tribuna. Devono calarsi in questa mentalità perché avere un potenziale non basta. Dimenticandosi mai che al Genoa nessuno regalerà nulla.

Contenti tutti di questo sbarco americano a Genova, non in Normandia. Domani da Ballardini  ai calciatori passando per i tifosi e per il popolo genoano, tutti Apache e bisogna vincere. Meglio avere meno tuono in bocca e più fulmine nella mano (e nei piedi): Geronimo capo Apache.

Per descrivere il Verona, invece, bisogna fare un commento sulla partita vinta con la Roma e su quella pareggiata in casa della Salernitana. L’Hellas dopo aver lasciato al palo Mourinho alla sua prima sconfitta pensa di essere uscito dalla crisi dei risultati negativi  consecuti fatti con Di Francesco in panchina. Tudor in pochi giorni ha trasformato gli scaligeri in squadra? Qualcosa non quadra e bisognerebbe domandarlo ai calciatori il perché. Non è cambiato il modulo 3-4-2-1 di mister Di Francesco con l’unica mossa Bessa, mai utilizzato da Di Francesco, al posto di Tameze: si ha così un doppio play con Ilic.

Sarà fortuna, ma al tecnico esonerato è mancata pur essendo la squadra produttiva, feroce, in grado di costruire gioco ma di non tirare in porta. Attaccandosi ai numeri, Tudor potrebbe aver scelto di giocare con Barak alle spalle di Caprari e Simeone, tutto da decifrare considerato il moto perpetuo di Caprari, Barak, Lazovic e Faraoni tornati padroni delle corsie laterali e i contrasti non più molli con l’allenatore precedente.

Per Tudor, come negli altri debutti a Udinese, buona la prima. Tudor dopo l’esperienza con Pirlo alla Juventus si è arrabbiato, non ha capito il licenziamento di Pirlo con Coppa Italia vinta e zona Champions conquistata. Arrabbiato e tradito da Pirlo che non l’ha considerato come suo secondo allenatore mettendolo alla pari di Baronio, amico del tecnico, ma non allenatore .

A Salerno mercoledì sera Tudor e l’Hellas  non sono riusciti a conservare un risultato di 2 a 0 confezionato nel primo tempo contro una Salernitana colpita a freddo e in ambasce. Un pallone inattivo frutto di una incertezza di Günter che ha rimesso in moto i campani.

Tudor all’Arechi ha fatto un mini turnover in difesa con Magnani dal primo minuto, Hongla  mediano camerunense arrivato dall’Anversa che per la prima volta ha giocato una partita intera dopo essere entrato o uscito nelle quattro precedenti. In avanti Kalinic, tornato al  gol con doppietta e con un palo al posto di Simeone.

L’Hellas nel primo tempo ha approfittato della mancanza di qualità della Salernitana e delle maglie campane troppo larghe. Nel secondo tempo Tudor e compagnia hanno patito la carica granata  non avendo più la possibilità di gestire facilmente la fase difensiva e ripartire con buone geometrie in spazi larghi. Quando alla squadra di Tudor mancano brillantezza e palleggio nel cuore del gioco fa fatica.

Tudor ha ridato quell’intensità ai gialloblu che sembrava smarrita con Di Francesco, anche se nel secondo tempo in Campania  si è rivisto l’errore con il precedente tecnico, l’incapacità di gestire un risultato soffrendo non le qualità tecniche, ma la grinta dell’avversario. Tudor ha provato a rimettere in piedi la squadra con le cinque sostituzioni, ma l’operazione non gli è riuscita permettendo alla Salernitana di fare il primo punto in campionato.

Le formazioni come sempre a domani alle ore 20.

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