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Serie A, cosa ci ha detto la 27° giornata

Col medesimo ritmo realizzativo che fu di inizio campionato nell’agosto 2019, trentadue gol segnati hanno accompagnato la prima giornata completa di Serie A, che ieri sera si è conclusa con Atalanta-Lazio e Roma-Sampdoria. Cinque successi esterni, tre vittorie casalinghe e due pareggi. Qua e là “tributi” ai tifosi con cori virtuali e audio non originali in occasione dei gol, soprattutto se si è guardata la partita attraverso il tubo catodico.

Questo ci ha restituito la prima giornata completata di Serie A durante l’emergenza Covid-19 assieme a decine di nuovi infortuni da contare: Criscito, Mandragora, Correa, Cataldi, Lapadula, Alex Sandro, De Sciglio, Pisacane sono solo alcuni dei nomi che la 27esima giornata ha mandato anticipatamente ai box. Tutti infortuni medio-lunghi – o da valutare nelle prossime ore – che iniziano già a rimescolare le carte nelle varie rose. Un elenco che non considera chi si era infortunato durante gli allenamenti, da Sanabria a Balotelli passando per Tonali, Pau Lopez, Quagliarella, Musacchio, Ibrahimovic, Sensi, Baselli e via dicendo.

Le misure di sicurezza sfiorano il ridicolo. Dieci persone sedute in tribuna a distanze di decine e decine di metri tra di loro a fronte di uno stadio desolatamente vuoto; ingressi in campo a distanza tra le due squadre; arrivi differiti sui pullman per entrare in spogliatoi resi doppi dalle società per assicurare maggiore distanziamento; i saluti col gomito proprio nel mondo di chi, per obblighi di protocollo, si sottopone a test costanti ogni 72 ore; il divieto di toccarsi e dopo qualche minuto strattonarsi, spingersi, andare muso a muso, darsi la mano per tirarsi su da terra nell’espressione del vero gioco del calcio.

Se qualcuno dei giocatori e dello staff fosse positivo, anche asintomatico, lo avrebbe dovuto accertare prima delle gare. Se diventa positivo 24 ore prima della gara, il risultato si saprebbe dopo 48 ore con tampone, in molto meno tempo con un test sierologico. Questo è quello che abbiamo capito durante la clausura di 70 giorni. Solo fumo negli occhi, anche se questa volta non è colpa del calcio.

Insomma, è tornato il campionato di Serie A con tutti gli squilibri e gli inconvenienti precedenti e molti altri acquisiti solo ora che lo riconducono rapidamente verso uno sport dai connotati molto diversi, perché senza la spinta del pubblico e del fattore casa cambia molto. Davvero molto.

Il campionato è tornato rimarcando che sole poche squadre hanno ricominciato da dove si erano fermate. Su tutte l’Atalanta “dormigliona” dei primi minuti di partita concede alla Lazio, imbattuta da 21 turni, il primo tempo, poi rientra in partita, la pareggia e, senza più sorpresa, la ribalta definitivamente.

La Juventus non è mai stata così distante dalle squadre di sarriana memoria, tuttavia capitalizza al massimo le occasioni che ha e vince a Bologna con Ronaldo e Dybala, allungando a +4 sulla Lazio. L’Inter illude andando avanti due volte, ma nei momenti decisivi la diga non regge quasi mai e il pareggio col Sassuolo, meritato per De Zerbi, potrebbe essere deleterio per la corsa scudetto, già compromessa prima della ripresa.

Hanno ripreso coi tre punti anche Parma, Milan e Napoli, lasciando le briciole a Genoa, LecceHellas Verona. Juric ha addolcito la sconfitta coi partenopei vincendo il recupero col Cagliari. Lo stesso Cagliari tornato a vincere dopo sei mesi e mezzo sul campo della Spal, che ha ripreso esattamente da dove aveva finito: pochissima concretezza sottoporta ed ennesima sfida in cui viene punita oltre il 90esimo.

Restano tutte da decifrare le parabole di squadre come Fiorentina, Udinese, Brescia, Roma e Sampdoria. Queste ultime due si sono affrontate ieri sera in una gara che, aperta dall’assist di Diawara a Gabbiadini per la rete del vantaggio blucerchiato, ha visto tornare a segnare una doppietta Edin Dzeko, l’attaccante che tutte le squadre oggi vorrebbero, capace di risolvere le partite anche quando sbloccarle o raddrizzarle sembrerà difficilissimo. Oltretutto il bosniaco è diventato ieri sera il quinto migliore marcatore della storia della Roma raggiungo Pedro Manfredini a 104 gol segnati.


Serie A, Dzeko show: Samp beffata a Roma. Atalanta in rimonta sulla Lazio

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