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Scudetto 1914/15, Fondazione Genoa: “Costretti a replicare alla Lazio per larghe inesattezze”

La Fondazione Genoa, attraverso il proprio sito ufficiale, torna a rispondere alla Lazio in merito allo scudetto 1914/15. Come già anticipato questa mattina all’interno della nostra rassegna stampa, il Comitato Scientifico rossoblu ha rilevato con una nota stampa come, “ancora una volta, si cerchi di mistificare la documentazione storica proprio in un momento così drammatico del nostro Paese, si trova suo malgrado costretto a replicare alle larghe inesattezze e alle valutazioni del tutto superficiali apparse in questi giorni su prestigiosi quotidiani sportivi a tiratura nazionale e su alcuni siti web di matrice laziale“. All’introduzione della risposta, la Fondazione Genoa ha aggiunto anche un novero di riflessioni e chiarimenti in merito alla vicenda dello scudetto 1914/1915, che la Lazio continua a ribadire vada assegnato ex aequo col Grifone.

“In riferimento alla notizia secondo cui sull’Almanacco Italiano del Calcio 1926/27 ci fosse la “prova finale “in base al quale nel campionato 1914/15 il primato assegnato al Genoa fu limitato solo al Girone Settentrionale, il Comitato, invitando a leggere i testi nella loro interezza e senza omissioni di sorta, precisa quanto segue:

  1. L’Almanacco Italiano del Calcio 1926/27 indica senza mezzi termini che il “campionato di 1° Categoria, a sistema regionale, si è svolto fra 36 squadre divise in sei gruppi“indicando solo e soltanto le squadre del Nord Italia, senza far riferimento alcuno ai campionati del Centro e del Sud. Ciò prova ancora una volta quanto dal Comitato da sempre sostenuto, ossia che all’atto dell’assegnazione del titolo italiano si prese in considerazione esclusivamente il campionato del Nord Italia, per le note e comprovate ragioni di netta superiorità tecnica.
  2. Lo stesso almanacco afferma che “il girone semifinale (del campionato di 1° Categoria, n.d.r.) si è disputato tra 16 squadre “e che “ il girone finale ( del campionato di 1° Categoria, n.d.r.) fu disputato, dal Torino, dall’Internazionale, dal Milan e dal Genoa, ma, con lo scoppiare della guerra con l’Austria, fu sospeso alle sue ultime gare. Venne, dopo la guerra, attribuito al Genoa Club (del campionato di 1° Categoria, n.d.r.).

Il Comitato Storico Scientifico della Fondazione Genoa 1893, sottolinea:

1) la F.I.G.C. aveva sotto la propria giurisdizione il movimento calcistico dell’intera Penisola, con competenza assoluta sul massimo campionato e delegata ai comitati regionali per gli altri.

Il quadro degli avvenimenti delineato da parte laziale, a livello decisionale tra la Lega del Nord e la Lega del Sud, si venne a determinare a partire dal Campionato 1922/23, dopo aver caratterizzato quello precedente nella “scissionista” Confederazione Calcistica Italiana;

2) conseguentemente la decisione federale di assegnare il titolo a una squadra (nella fattispecie, il Genoa) senza ulteriori specificazioni territoriali aveva valore per tutta l’Italia;

3) il Campionato Meridionale ebbe l’annullamento delle due partite dell’aprile 1915 per irregolare tesseramento di due giocatori della stessa squadra (l’Internazionale Napoli) e venne sicuramente ripreso in forma ufficiale il 16 maggio 1915;

4) se da parte laziale si vuole chiedere oggi un titolo che, all’epoca dei fatti, mai la Lazio rivendicò, appellandosi alla mancata disputa delle finali centro-meridionali ed eventualmente nazionali, ossia la concessione del titolo nazionale ex aequo con il Genoa, lo si deve fare nel rispetto della veritiera e completa ricostruzione storica dei fatti”.


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