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Genoa, Nicola: “Ci siamo, ma dobbiamo migliorare tanto. Partita ancora lunga” – AUDIO

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L’allenatore del Genoa, Davide Nicola, si è presentato nella sala stampa del “Ferraris” per commentare la sfida di campionato contro il Cagliari, vinta dal Grifone per 1-0. Di seguito le dichiarazioni di Nicola, che poco prima aveva affidato ad Instagram un breve pensiero: “Il fatto è che noi questa sfida la vogliamo vincere. Perché siamo il Genoa. E quindi non molliamo. Chiaro il concetto…?.

Oggi abbiamo visto una squadra compatta ed è esattamente come abbiamo visto lei in campo

“Sì, non attribuirei troppi meriti a questo aspetto, anche se la figura dell’allenatore ha la sua importanza. È anche vero che bisogna riconoscere che quando un gruppo di lavoro come il nostro inizia pensare assieme è molto probabile che si possano fare dei risultati. Ci sono delle qualità che facciamo ancora fatica a tirare fuori, le qualità sono soprattuto mentali, di resilienza e di lettura della partita. La partita di oggi è iniziata con le intenzioni di controllare il gioco cercando di arrivare sulle punte per poi attuare delle giocate che si era preparato con mezze ali ed esterni. In realtà lo abbiamo fatto, non così veloce e come piace ancora a me. E’ anche vero che la disposizione tattica del Cagliari è diversa da quella dell’Atalanta, che ti apre gli spazi, il Cagliari lavora di reparto, è molto abile a mantenere la palla a terra e veloce. Non siamo stati così abili ad arrivare velocemente al tiro in porta.

L’infortunio di Ghiglione ci ha permesso già di poter far qualcosa su cui stiamo lavorando, come l’utilizzo sistematico dei tre attaccanti come era già accaduto contro la Roma. Quando utilizziamo il 3-5-2 i ragazzi escono senza pensar molto e quindi diventano più veloci e più efficaci. Con questo modo di stare in campo l’ampiezza sul giro palla avversario diventa più complesso per i due centrocampisti, che magari devono fare più strada e non sempre riusciamo ancora a lavorare in maniera equilibrata.  Ciò non toglie che questa squadra ha anche delle risorse, è giusto lavorare su altri modi di stare in campo. Nel secondo tempo potevamo mettere la partita su un binario diverso trovando il secondo  gol, cosa che avrebbe spostato gli equilibri anche dal punto di vista emotivo per quanto riguarda il Cagliari. Invece abbiamo permesso al Cagliari di rimanere in partita fino alla fine, e si poteva anche pareggiare. Di fatto c’è ancora molto da fare, noi lo sappiamo questo, loro lo sanno: non voglio che nessuno si rilassi e voglio che abbiamo l’esatto specchio di quello che sarà da qua fino alla fine. Forse oggi l’abilità nostra è stata quella di capire che in un momento di difficoltà essere squadra significa esserlo ad altezze di campo diverse: per 5/6 minuti abbiamo dovuto tenere un baricentro basso. Io sono dell’idea che tenere un baricentro basso non significa essere più qualitativi dal punto di vista difensivo perché ci si tende a deresponsabilizzare un po’ dal punto di vista della marcatura. Dobbiamo essere abili a contenere un baricentro più alto, lavoreremo sicuramente per questo.”

Sugli infortuni di Ghiglione e Schone?

“Ghiglione pare sia un infortunio, mentre per quanto riguarda Lasse è stato un discorso anche precauzionale: aveva un fastidio e non volevano rischiarlo, è stato bravo anche lui a far notare questa cosa. I cambi anche oggi sono stati obbligati, alla fine bisogna valutare su alcuni giocatori non al top: Pinamonti era quello che soffriva un po’ di più e abbiamo optato di coprire la mediana con l’inserimento di una mezzala. Sono contento di quello che i ragazzi stanno facendo. Mi piace il fatto che la squadra voglia proporre il proprio gioco, ma sono anche consapevole che per arrivare a far tutto questo con continuità dobbiamo crescere sotto tutti i punti di vista. Uno su tutti riguarda i messaggi al tabellone: noi moduliamo lo stato emotivo. Non mi interessa niente degli altri, dobbiamo fare la corsa su noi stessi. Paradossalmente in una partita del genere uno si aspettava di guadagnare su quella che ci precede, io lavoro all’opposto: abbiamo tirato gente più dentro rispetto a quello che sembrava prima. quindi forse qualcuno che sta davanti inizierà a fare un pensiero anche a quelli dietro.”

Un Genoa diverso rispetto a prima, dove ha esordito bene Soumaoro

“Questa è stata un’intuizione del presidente, l’ho visto tramite dei video accurati: lo abbiamo visionato con grande attenzione. Era il capitano del Lille, non uno sconosciuto. Dovevamo capire se era pronto per il nostro campioanto: pur essendo pronto dal punto di vista fisico, i campionati sono diversi: ha una lettura difensiva da giocatore navigato, è irruente quanto serve e attendista quando invece bisogna esserlo. Non era facile per lui, non tanto esordire in uno stadio, ma farlo dopo una settimana di lavoro con noi, ma io ero nella condizione di dover anche rischiare qualcosa.”

Ha fatto una scelta coraggiosa quando ha inserito Pandev

“Si, ma non è che dò messaggi ai giocatori: fanno quello che proviamo in settimana. Non farò mai occupare il campo in un modo in cui non abbiamo provato. Devo essere responsabile di quello che faccio e se sbaglio mi devo assumere le responsabilità. Nonostante il fatto che io lo comprendo benissimo, questa è sicuramente una piazza diversa, e so quanto mi piò dare dal punto di vista emotivo, però so anche che può spostare gli equilibri in bene e in male. Sappiamo benissimo che il nostro pubblico è straordinario, lo dobbiamo prendere nel bene e nel male così com’è.”

Pandev è un giocatore fondamentale, anche forse per dare coraggio e spinta

“La carriera di Goran è straordinaria, così come lui. Per me è un giocatore fondamentale e i numeri lo dimostrano. Ci può stare che possa iniziare dal primo minuto oppure no. Fossimo andati a Bergamo contro l’Atalanta a giocare così, come abbiamo giocato con il suo inserimento, avremmo sicuramente fatto più fatica. Lavoriamo, sembra un ritornello scontato ma non credo ci siano altre squadre per poter far credere a questi ragazzi e a questo ambiente che la partita è ancora molto lunga: avere raccolto tre punto oggi è un segnale che mandi anche agli altri. Ci siamo, ma dobbiamo migliorare tanto.”

Il Genoa ha trovato un assetto anche nelle partite casalinghe 

“Credo che l’assetto sia funzionale ai principi di gioco: vogliamo esprimere velocità di gioco, voglio vedere un calcio verticale con palla a terra, ogni tano l’attacco della profondità alzando il pallone. La capacità di lettura della partita in funzione degli avversari è trovare squadre che tolgono più spazio e te ne concedono di più, quindi l’assetto per me tattico è funzionale a questi principi. Dobbiamo continuare a lavorare su risorse diverse perché ogni giocatore ha caratteristiche diverse: non vedo l’ora di avere tutti a disposizione al 100% perché ho possibilità di avere più scelta. Quello che stanno dando i ragazzi al Genoa è qualcosa che dobbiamo difendere perché sappiamo che hai ottenuto due vittorie in seri parte, tre risultati utili consecutivi, e non con squadre che non valevano niente. Andiamo avanti senza esaltarci troppo: quando ci si concentra sul percorso di lavoro non ha bisogno di scusanti”.


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