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Olympique Lione 3-4 Genoa, risultato ribaltato con Ghiglione, Hiljemark e Kouamè

Chiudono le rispettive fasi di ritiro sia Genoa che Lione e lo fanno affrontandosi in amichevole allo stadio “Jean Laville” di Gueugnon, in Borgogna. I rossoblu di mister Andreazzoli si mettono alle spalle dodici giorni di lavoro intenso in Val Stubai e completano un trittico di amichevoli in crescendo con una sfida di assoluto prestigio. Dal canto suo il Lione, come vi abbiamo raccontato ieri sera, è qualificato alla prossima Champions League e sta intraprendendo un ambizioni progetto tecnico sotto la guida di mister Sylvinho, subentrato all’ormai ex Bruno Gènèsio.


NOTIZIARIO

All’arrivo, intorno alle ore 15, è un forte caldo afoso quello che si abbatte su chi bazzica dalle parti di Gueugnon: si registrano sino a 34 gradi. Il contesto è di campagna, con una schiera di campi coltivati e lo stadio che appare come una cattedrale nel deserto circondata da pascoli e canali. Il tempo che riaccompagna qui è bello, ma presto si rovina e già a due ore e mezza dalla sfida incomincia a piovigginare. Non una pioggia intensa, ma comunque fastidiosa: e le previsioni annunciano precipitazioni nelle prossime ore. Il terreno di gioco dello Stade “Jean Laville” si presenta così:

Il dispiegamento di forze di polizia è notevole per una gara amichevole: sono attesi centinaia di supporter del Lione, che hanno iniziato ad affollare i bar del centro cittadino di Gueugnon (7300 abitanti) già dal primissimo pomeriggio. Intorno alle 17,30 fa il sopralluogo in campo la formazione del Lione, mentre il Genoa, che ha svolto una breve rifinitura nei paraggi di Gueugnon, non è ancora sceso sul rettangolo verde. Il pullman rossoblu arriverà alle ore 18 scortato dalla Gendarmeria e il primo a fare capolino in campo, al telefono, è il direttore sportivo Stefano Capozucca. A dieci minuti dal fischio d’inizio arriva la tifoseria organizzata del Lione, anche se la cornice di pubblico è già buona da diversi minuti. Non si vedono per il momento tifosi rossoblu. In tribuna Juninho Pernambucano, storica bandiera del Lione, oggi dirigente del club francese. Lo stadio registra più di 7mila accessi per questa sfida amichevole.


FORMAZIONI UFFICIALI 

LIONE (4-3-3): Lopes; Tete, Yanga Mbiwa, Denayer, Rafael; Jean Lucas, Thiago Mendes, Diop Papè; Gouiri, Terrier, Kitala.  Allenatore: Sylvinho. A disposizione: Traorè, Depay, Ndiaye, Dubois, Racioppi, Lenny Pintor, Tatarusanu, Louisierre, Fofana, Augarreau, Titouan Thomas, Drame.

GENOA (4-3-1-2): Jandrei; Biraschi, Romero, Zukanovic, Criscito; Romulo, Radovanovic, Lerager; Pandev; Pinamonti, Kouamè. Allenatore: Aurelio Andreazzoli. A disposizione: Marchetti, Vodisek, Barreca, Jaroszynski, Rizzo, El Yamiq, Schafer, Ghiglione, Zennaro, Rovella, Hiljemark, Cassata, Sanabria, Favilli, Gumus, Jagiello.


LA PARTITA

La gara comincia con qualche minuto di ritardo dovuto ad un minuto di raccoglimento: il Genoa attacca in tenuta rossoblu da sinistra verso destra. Arbitro della sfida il signor Willy Delajod.

Il Genoa e il Lione, in questi primi 5′ di gioco, si studiano lungamente. I rossoblù, in particolare modo, cercano spesso sbocco sugli esterni dove Criscito e Biraschi spingono e quando possono verticalizzano a ricercare le punte, Pinamonti e Kouamè. Pandev agisce alle spalle dei due attaccanti, Radovanovic davanti alla difesa, Romulo e Lerager le due mezze ali: esattamente quanto provato giovedì scorso a Neustift nell’allenamento pomeridiano. Le prime due conclusioni verso lo specchio di Anthony Lopes sono di marca genoana: prima Radovanovic, poi Pandev. Conclusioni termineranno alte sulla traversa.

Al 10′ di gioco vantaggio del Lione che dopo un’azione insistita sul versante sinistro dell’area di rigore trova Thiago Mendes, nuovo acquisto prelevato dal Lille, che scarica un potente sinistro che prima sbatte sul palo alla sinistra di Jandrei, poi si deposita in rete. L’azione nasce da una ricerca del possesso pallone da parte del Genoa a ridosso della propria porta, con errore in uscita da parte della difesa rossoblu con Romero e successiva conclusione del numero 12 avversario.

Il Genoa prova a rispondere: al 12esimo potrà battere il primo calcio d’angolo dalla sinistra con Romulo, che disegna una traiettoria bassa che trova soltanto il velo di Pandev. La difesa del Lione spazza il pericolo. Al 14esimo Kouamè si guadagna calcio di rigore per una trattenuta maldestra di Yanga Mbiwa: dal dischetto si presenta Criscito che spiazza Lopes e riporta la gara in parità.

Al 21esimo è bravo Jandrei ad intercettare centralmente un tiro di Terrier, il numero 7 del Lione che agisce da punta centrale affiancato da Kitala e Gouiri. Al 25esimo gli risponde il collega Lopes, che chiude miracolosamente su conclusione di Pinamonti deviata da Denayer.

Al 28esimo l’arbitro Delajod, stoppando il cronometro, concede il cooling break, mentre circa 150 tifosi del Genoa entrano allo stadio “Jean Laville” esponendo un paio di striscioni a tinte rossoblu. Lancio di fumogeni da parte dei tifosi francesi, che costringono ad allungare la pausa per abbeverarsi un po’ più a lungo e salutano a modo loro l’ingresso dei tifosi rossoblu. La partita comunque riprende senza problemi: il tifo alza però notevolmente i propri decibel. Esposto subito e ben visibile lo striscione “Preziosi Vattene”.

Al 32′ primo cartellino giallo della gara: Criscito atterra sulla sinistra il numero 36 Kitala e viene sanzionato dal direttore di gara. Sarà punizione dal vertice destro dell’area per il Lione. Pinamonti libererà dal pericolo di testa.

Al 38esimo primo cambio per mister Andreazzoli: fuori Romulo, dentro Jagiello. Il cambio ci viene comunicato non essere previsto prima del fischio d’inizio, soprattutto a pochi minuti dal termine del primo tempo. Al 39esimo giallo anche per Lerager che entra duro a centrocampo su un avversario. A pochi istanti dal 41esimo, invece, un destro di Gouiri finisce ancora una volta tra i guantoni di Jandrei: l’esterno d’attacco del Lione si era liberato centralmente, tutto solo, con una finta di tacco. L’ultima occasione del primo tempo sarà al 45esimo con una punizione dai 25 metri, da posizione centrale, calciata da Terrier: pallone che sfilerà sul fondo. A questo punto l’arbitro Delajod decreta la fine del primo tempo.

Alla ripresa, il Genoa non cambia tutta la formazione, ma esegue solamente alcuni cambi. In porta va Marchetti, mentre Biraschi, El Yamiq e Criscito compongo la linea difensiva. Si passa al 3-5-2 e il centrocampo, da destra verso sinistra, è composta da Ghiglione, Jagiello, Radovanovic, Cassata e Barreca. Kouamè rimane in campo affiancato da Sanabria. Nè Favilli, né Gumus prenderanno parte alla seconda frazione.

Cambia molto anche nelle file del Lione, che propone tra i pali Tatarusanu. In difesa Dubois,  Yanga Mbiwa, Denayer, Auguerrau. A centrocampo confermato il terzetto del primo tempo, mentre nel tridente entrano Traorè e Depay al posto di Kitala e Gouiri. Al 51esimo la formazione francese torna avanti su sviluppo di calcio piazzato: da un angolo battuto dalla sinistra, una mischia in area di rigore – con proteste annesse da parte del Genoa – si conclude col pallone che finisce in fondo al sacco. L’ultimo tocco è di Yanga Mbiwa, salito nell’occasione per saltare di testa.

Al 57esimo è bella l’azione che il Genoa orchestra con un cambio gioco all’indirizzo di Barreca, che non si fa pregare e propone un cross col piatto sinistro. A centro area lo riceve Sanabria, che nel cercare di addomesticare il pallone se lo allunga troppo costringendo la difesa del Lione alla chiusura. Rimane il sospetto di un fallo essendoci stato l’intervento di due difensori avversari, ma per l’arbitro Delajod non c’è nulla.

A ridosso dell’ora di gioco, intanto, Andreazzoli toglie Biraschi, Criscito e Radovanovic inserendo Rizzo, Jaroszynski e Hiljemark, che giocherà un’altra mezz’ora dopo quella contro il Wacker Innsbruck. Cassata si sposta davanti alla difesa (non entrerà Rovella, ndr), con Hiljemark e Jagiello mezze ali. La girandola di cambi riguarda anche il Lione, che inserirà l’autore della rete del 3-1, Boubacar Fofana, che ci metterà pochi secondi a concludere con precisione sul secondo palo e battere Marchetti.

Al 64esimo accorcia le distanze il Genoa con un’ottima azione personale di Ghiglione, che decide di concludere a rete dai 30 metri col destro: pallone che batte Tatarusanu. Risultato sul 3-2 a poco meno di mezz’ora dalla fine.

Al 68esimo, dopo aver cambiato campo per l’ennesima volta dalla destra verso la fascia presidiata da Barreca, il Genoa va vicinissimo al pareggio con Sanabria, servito proprio dall’ex Monaco con un cross teso. Il controllo è migliore che in precedenza e la soluzione è quella di un colpo di tacco salvato solamente sulla riga di porta.  Sarà l’azione che fa da preludio al 3-3 realizzato da Hiljemark, che in inserimento trafigge Tatarusanu. Siamo al 70esimo di gioco.

La rete di Hiljemark accende l’ultimo quarto d’ora di partita con le due formazioni che non si risparmiano e giocano a viso aperto. I ritmi sono buoni allo stadio “Jean Laville” e l’arbitro concede ai giocatori, intorno all’80esimo, una seconda pausa per dissetarsi.

All’85esimo fuori Jagiello, dentro Schafer.All’86esimo Kouamè ribalta ufficialmente il risultato e lo porta sul 4-3 finalizzando il copione di tutto il lavoro fatto a Neustift nelle ultime due settimane: Sanabria riceve dalla propria metà campo e, staccandosi dalla marcatura, di prima intenzione lancia Schafer in inserimento. Il Genoa crea così superiorità numerica e il trequartista ungherese serve a rimorchio Kouamè, che dopo una leggera deviazione conclude in semi rovesciata alle spalle del portiere avversario. Ottima azione e splendida finalizzazione. 

Al triplice fischio dell’arbitro Delajod, il Genoa festeggia un successo in rimonta in un’amichevole prestigiosa. Meglio nel secondo tempo, quando il movimento senza pallone delle mezze ali ha creato notevoli problemi alla difesa del Lione, assieme all’assidua ricerca di Barreca con cambi gioco e lanci in profondità, il Genoa mette in archivio il terzo test estivo e chiude ufficialmente la prima fase del proprio ritiro. Buone indicazioni sono arrivate dai movimenti delle punte, mentre la ricerca di un possesso pallone efficace e pulito dalle retrovie è ancora da affinare, specialmente se il primo a dover ricercare il giro palla è il portiere stesso. Da segnalare che non hanno preso parte all’amichevole Favilli, Gumus e Rovella.

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