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A Genova sfregiato anche il murales per Claudio Spagnolo

 A subire un duro atto di vandalismo, nella nottata tra mercoledì 28 e giovedì 29 novembre, è stato anche il murales dedicato a Claudio Spagnolo, macchiato con vernice nera e marchiato da una svastica. L’opera, dedicata allo storico tifoso del Genoa ucciso con una coltellata da un tifoso del Milan il 29 gennaio 1995, si trova in via Milano tra gli uffici comunali del Matitone e a pochi passi dalla sede del Circolo ARCI “30 Giugno”. Dopo qualche ora di lavoro, tutte le opere sono state ripulite e riportate alla normalità.

Ma non solo il volto di “Spagna” è stato macchiato di nero. Tra le opere colpite, in un’azione su cui sta indagando la Digos, anche quella dedicata a Don Andrea Gallo, tifoso del Genoa nonché storico parroco in San Benedetto al Porto deceduto il 22 maggio del 2013.

Questa la replica dell’ANPI: “Una svastica sul profilo di Don Andrea Gallo, il volto di Claudio Spagnolo «Spagna» imbrattato, la croce celtica sul murale che rievoca il 30 giugno 1960. Sono ignobili e ridicoli, questi emuli del Duce che attaccano i simboli antifascisti, così com’è avvenuto la notte scorsa con il raid contro i murales tra Sampierdarena e Mura degli Angeli, nel Municipio Centro Ovest. Se i murales, un’opera di arte popolare, sono già stati ripristinati a cura dell’Assemblea Antifascista, resta immutata la condanna di Anpi verso chi crede che i comportamenti neofascisti siano ormai moneta corrente. Per questo è necessario che Marco Bucci, sindaco di Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, esca dal suo silenzio di fronte all’ennesima provocazione registrata in questi mesi: la Costituzione, grazie alla quale è stato democraticamente eletto, condanna ogni ricostituzione del partito fascista e l’uso dei suoi simboli. Basta con l’equidistanza e gli atteggiamenti tiepidi verso le celebrazioni della Rsi e la concessione delle sedi a chi si rifà a quei disvalori, condannati dalla storia oltre che dalla legge: Genova è e resterà antifascista. E chi la amministra deve riconoscersi in questi valori”.

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