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Il pallone è rotondo e si gioca 11 contro 11. Se…

Prima di giocare contro la Juventus, un ritornello per capire e far capire che non si parte battuti potrebbe essere che al pallone si gioca undici contro undici, il pallone è rotondo, se per una volta  cadesse qualche … in mare qualcosa potrebbe anche succedere. Tutto questo viene detto alla vigilia non solo dal Vecchio Balordo: quando stai per entrare allo Juventus Stadium, alzando gli occhi non per la bellezza della struttura, appare come a Dante e Virgilio la visione psichica: “lasciate ogni speranza, o Voi che entrate“.

Il Genoa domani sera non dovrà avere paura di entrare nel Paradiso bianconero, ma piuttosto dovrà prepararsi a giocare lasciando ogni esitazione e titubanza e trasformando questo Paradiso in un Inferno rossoblu.

La gara con Madama è una chiamata alle armi per tutti quelli che giocheranno, una battaglia dove non ci sarà nulla da perdere, ma solo da dimostrare giocando alle ore 18 sotto gli occhi di una buona fetta di chi segue il calcio nel mondo.

Siamo in difficoltà nel capire come giocherà Juric contro la Juventus. Sono stati due soli gli allenamenti – di cui uno è la rifinitura di oggi – con tutta la rosa a disposizione o quasi. Juric, più che strategie tattiche o numeri di moduli che potrebbero non servire contro la Juventus, tenterà di inculcare i concetti fondamentali del suo calcio da giocatore e allenatore: aggressività,  viste le difficoltà ad avere il possesso pallone, e ricerca di un Grifone compatto con  determinazione nel difendere per poi attaccare rapidamente. Quello che si vede in tante gare internazionali dove si sono dimenticati di Guardiola e Sarri.

Tutto allo Stadium sarà difficile, ma l’aggressività e la determinazione non fanno parte dei moduli di calcio, dipendono solo dai calciatori. Per fare tutto bene il Genoa, non solo con la Juventus, dovrà provare a cercare la superiorità numerica in ogni zona del campo sacrificandosi con la corsa e già dentro lo spogliatoio avere l’ansia, non la paura, di fare di tutto per spingere al massimo.

Juric è carico come una molla: gli piace allenare e vorrebbe restituire al popolo rossoblu questo divertimento. Contro la Juventus non è annunciato il 3-4-3 alla Juric ma potrebbe essere anche inutile il 3-5-2 invocato da tutti. Se potesse, Juric andrebbe a Torino a giocarsela ripetendo nella sua testa una frase del compagno Tudor: “non pensare molto, divertiti e sfrutta il momento“.

La Juventus ha dimostrato di non avere punti deboli in questo campionato, perciò senza alchimie tattiche e senza eccesso di tatticismo, Juric proverà a mettere il bastone tra le gambe delle zebre non permettendo loro di ragionare e di ripartire negli spazi.

Le speranze, con il Genoa di mezzo, sono sempre tante in qualsiasi partita (anche con la Juventus) e per rianimare tutti basta ricordare il 2 a 2 di Malesani. Gol di Marco Rossi e di Caracciolo: era il 22 ottobre 2011, ottava giornata di campionato. Bello sarebbe vedere Piatek prendere a pistolettate CR7.

La  formazione è difficile metterla in piedi, come detto in precedenza, visto il primo allenamento collettivo ad un giorno dalla gara e viste le condizioni di coloro che arrivano dalle gare internazionali, valutabili solo dallo staff tecnico e dai preparatori.

Capitolo Juventus. Parlare della formazione bianconera è come dire le tabelline a memoria fino al due. Difficile sbagliare. Dopo 7 scudetti consecutivi, la Madama del calcio italiano ha quasi in tasca l’ottavo dopo 8 giornate di campionato non tanto per l’ingaggio di Cristiano Ronaldo, ma perché tutti gli avversari hanno iniziato a giocare il campionato 2018/2019 con un solo obiettivo, al di là delle dichiarazioni di facciata: il secondo posto oppure giocarsi la zona Champions.

La Juventus in questo campionato ha giocato più volte male che bene alla luce del materiale a disposizione, però ha sempre vinto aiutata dalla qualità dei singoli e dai cambi tattici in corso di Allegri. Anche il Campionato italiano per merito della Juventus si è trasformato in un monologo come in Francia o Germania con corsa solitaria.

Alla Juventus gli scudetti sono arrivati con Marotta. Sui direttori sportivi si è sempre parlato di magie di cui si ricordano solo le plusvalenze e non i flop-pagati a caro prezzo sul mercato. Tutto questo non è stato detto di Marotta per gli ultimi cinque anni in bianconero. I superficiali dicono che con il budget a disposizione sarebbe facile per tutti, ma Marotta ha fatto anche qualche colpo a parametro zero come Pirlo vicino ai grandi acquisti Higuain, Barzagli, Dybala, Pogba, poi veduto per 100 milioni di euro. La Juve vince perché funziona tutto come un orologio: ognuno fa un lavoro che deve finire non nel calderone della programmazione ma nella pianificazione preparata da tempo per raggiungere l’obiettivo, senza che nessuno della concorrenza abbia pensato o pensa  di imitarla.

Marotta lascerà dopo cinque giorni dall’aver giocato con il Genoa e qualcuno ha paura che possa lasciare il segno. Allegri non è né Sacchi, né Trapattoni: uno stile unico quello di non avere mai avuto bisogno di fare il replicante di qualche altro tecnico di moda, questo per spiegare  che è difficile raccontare la Juventus con i numeri perché non sai come affrontarla.

CR7 si è inserito perfettamente nei meccanismi della Juventus e non ha avuto nessuno periodo di adattamento. Non ha fatto gol nelle prime giornate, ha fatto assist-gol. È stata la Juventus ad adeguarsi intorno a lui, non solo cedendo Higuain ma con i movimenti ad inizio e in corso di gara di Dybala, Mandzukic e Douaglas Costa, che rientra contro il Genoa. Loro si giocano il posto in ogni gara.

Allegri prima di ogni gara, a qualsiasi livello, più che dare i numeri dei moduli dentro lo spogliatoio si concentra sulle opportunità tattiche di quelli che ha disposizione in base alle caratteristiche degli avversari. L’unico rebus tattico nelle gare giocate fino alla sosta è stato Dybala: contro il Grifone, con l’argentino arrivato non bene dalla trasferta con la nazionale, non avrà neanche questo problema. Contro il Genoa andranno ai box per infortunio Khedira, Rugani e Spinazzola. Nessuno squalificato.

Allegri tiene molto agli equilibri dello spogliatoio e sul campo e penserà anche alla gara che la Vecchia Signora dovrà giocare dopo alcuni giorni contro il Manchester di Mourinho.  Potrebbe far rifiatare coloro che arrivano dagli impegni internazionali per la Nations League, su tutti Chiellini e Matuidi. Ballottaggio anche sulla corsia di sinistra tra De Sciglio, che vuol giocare e riprendersi la nazionale, e Alex Sandro. A scalpita per giocare c’è anche Perin.

Per tutti Allegri è a caccia di altro record: le tredici gare consecutive vinte per eguagliare Capello al Milan e arrivare intanto ad undici, superando Rudi Garcia alla Roma. In realtà non è vero. La  sua voglia è scappare in campionato conservando le forze per vincere la Champions League, l’unico trofeo mancante nella bacheca bianconera. Non vincendola con Cristiano Ronaldo sarebbe un flop che non migliorerebbe il bilancio dell’ottavo scudetto.

Federico La Penna di Roma 1 dirigerà Juventus-Genoa. È un avvocato 35enne. Tra i promossi in Serie A  di quest’anno appare il più pronto, più scafato. Le sezioni di Roma 1 e 2, considerato che ci sono almeno 5 arbitri che dirigono in serie A, hanno la tendenza ad amministrare, in particolare quando arbitrano le grandi di serie A. Risultano 10 le gare dirette in Serie A: nessuno rigore, un espulso. Terzo gettone nella stagione in corso, zero rigori concessi. Un rosso a Zajc dell’Empoli contro il Sassuolo. Le altre sette gare suddivise dagli anni 2013/2014 allo scorso campionato. Mai dirette in campionato né Juventus né Genoa, ma il Grifone in Coppa Italia contro il Lecce nel settembre scorso.

Primo assistente Marrazzo (Frosinone), secondo assistente Bottegoni (Terni). Quarto uomo Ros (Pordenone). Al VAR Calvarese (Teramo), all’AVAR Tolfo (Pordenone).


Piatek: “Genoani, che calore! Juventus? Tutto è possibile” – FOTO

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