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Samp oltre le aspettative, Di Natale allo Spezia. Entella: c’è Martinho

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La Sampdoria si regala una serata da ricordare: al Ferraris il Napoli di Carlo Ancelotti è travolto per tre reti a zero, grazie alla doppietta di Defrel e al capolavoro di capitan Quagliarella. I blucerchiati non riuscivano nell’impresa di battere i partenopei da oltre otto anni: nel maggio 2010 era stato Pazzini a segnare il gol che valse la qualificazione ai preliminari di Champions League per gli uomini di Del Neri.

NOTIZIARIO – Il pubblico non è quello delle grandi occasioni, e per gli assenti resterà certamente un pizzico di rammarico, ma il minuto di raccoglimento in ricordo della tragedia di Ponte Morandi, con le due formazioni strette in un abbraccio al centro del campo, è estremamente toccante. Giampaolo presenta alcune novità rispetto alla formazione sconfitta a Udine: esordio per Tonelli al centro della difesa in luogo di Colley, mentre in cabina di regia prende posto Ekdal, con Barreto che torna al ruolo più consono di mezzala. Sulla trequarti agisce Saponara, preferito a Gastòn Ramirez. Nel Napoli, Diawara rileva Hamsik a centrocampo mentre Verdi parte titolare come esterno destro offensivo. Milik ancora preferito a Mertens.

L’avvio è di marca azzurra: al primo minuto Insigne si trova a tu per tu con Audero, ma il suo tentativo a scavalcare l’estremo difensore blucerchiato risulta debole e Andersen può sventare la minaccia. La Samp prende le misure al possesso palla del Napoli e all’11’, da azione d’angolo, scatena un veloce contropiede: Saponara serve Defrel che, dopo un controllo di petto, scarica un gran destro all’incrocio. Prima marcatura in blucerchiato per l’ex Roma. Dopo la rete subita la reazione degli uomini di Ancelotti non è veemente, così è ancora la Sampdoria a rendersi pericolosa con Quagliarella che però apre troppo il piatto da buona posizione. Al 24′ Milik insacca a gioco fermo, dopo una carica su Audero in uscita.

Poco dopo la mezz’ora, ecco il raddoppio blucerchiato: Bereszyński da destra crossa teso a centro area, dove Quaglierella è abile a controllare e a servire a Defrel un pallone che il francese deve solo scaraventare alle spalle di Ospina.
Al 35′ Saponara – ottima la sua prova – è costretto a lasciare il campo per un risentimento muscolare, al suo posto entra Ramírez. Gli esami strumentali effettuati nella giornata di lunedì hanno confermato una lesione al bicipite femorale.
Il primo tempo si conclude con i partenopei che alzano il baricentro ma senza mai rendersi davvero pericolosi.

A inizio ripresa è invece Ancelotti a cercare di dare una scossa ai suoi per una difficile rimonta, come già accaduto contro Lazio e Milan: fuori Insigne e Verdi, mai veramente pericolosi, dentro Mertens e il giovane Ounas. Il Napoli passa al 4-2-3-1 con il belga alle spalle di Milik. Il subentrato esterno algerino si dimostra subito in palla, creando alcune situazioni pericolose: al 7′ è decisiva la doppia opposizione della retroguardia su Milik e sullo stesso Ounas, pochi minuti dopo è Mertens a sprecare da posizione favorevole con un tiro debole e centrale.
Con il passare dei minuti la spinta del Napoli si affievolisce, Carletto al 26′ si gioca la carta Rog. Ma pochi minuti dopo è ancora la Sampdoria a colpire, ed è uno di quei gol che restano nella memoria: cross di  Bereszyński verso Quagliarella che, spalle alla porta, trova una straordinaria deviazione di tacco, mandando il pallone per la terza volta a spegnersi in rete. La sfida si conclude di fatto con la gemma del capitano blucerchiato: resta il tempo per un paio di buone occasioni fallite di un soffio da Milik e Mertens, e per alcune ammonizioni rimediate da Allan, Rog e Vieira, per cui all’esordio positivo si è aggiunta la chiamata da parte della selezione inglese Under-20 per le settimane di sosta.https://twitter.com/sampdoria_en/status/1036569538408669184

Al Napoli non riesce la terza rimonta consecutiva, vedendo addensarsi le prime nubi del dopo Sarri – straordinario al Chelsea con quattro vittorie in quattro incontri di campionato. 

In casa blucerchiata, dopo un mercato estivo che ha lasciato alcune perplessità, e un avvio negativo a Udine, un’impresa da ricordare: in attesa di capire il vero valore di questa rosa i tifosi possono godersi una sera da “regina sotto i riflettori”.  E come ha dichiarato lo stesso Giampaolo, “il Frosinone, dopo la sosta, ci misurerà”.

SPEZIA INSIDE – Gli Aquilotti, forti della vittoria in campionato contro il Brescia dell’ex Genoa Leonardo Morosini (autore peraltro di una rete sensazionale), si preparano alle sfide del mese contro Cremonese, Cittadella, Hellas Verona e Carpi con un uomo in più nello staff tecnico: parliamo di Antonio Di Natale, che come collaboratore lavorerà al fianco di Pasquale Marino in prima squadra e Roberto Mazzaferro nel settore giovanile.

SLIDING DOORS – In attesa di un responso dal Collegio di Garanzia dello Sport previsto nella giornata di venerdì, la Virtus annuncia un colpo in entrata e un addio particolarmente doloroso: arriva Martinho, rescinde Troiano. Da segnalare anche una sorprendente convocazione in Nazionale maggiore per Niccolò Zaniolo, ex centrocampista dell’Entella che fece il proprio esordio in Serie B nel marzo del 2017 proprio con la maglia biancoceleste. Anche di questo ha parlato il presidente Gozzi al Secolo XIX: “Sono contento per il ragazzo e per la famiglia, ma è una grande soddisfazione anche per l’Entella.”

BELLE RISPOSTE – Prosegue l’avventura dell’Albissola di Fabio Fossati, ormai ad un passo dall’inizio previsto (salvo slittamenti) per i giorni appena successivi al termine della sosta per le nazionali. Lo 0-3 inflitto ai ragazzi del Genoa Primavera di Carlo Sabatini, ancora in fase di rodaggio visti i tanti volti nuovi approdati in Liguria per la nuova stagione, resta in ogni caso un traguardo da cui ripartire. Vincere convincendo, non è da tutti.

 

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