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Genoa 2-0 Inter, Pandev e un autogol mandano in cielo il Grifone nella notte di De Andrè

Una serata di calcio che si interseca con il ricordo della nascita di Fabrizio De Andrè, che verrà celebrato prima della gara con le sue canzoni cantate da tutto lo stadio “Ferraris”, e con la ricorrenza che vede mister Ballardini festeggiare le 200 panchine in carriera in Serie A. In realtà la partita sarà anche di cartello, col Genoa di Ballardini che vuole proseguire sulla strada dell’umilità, del coraggio e dell’intelligenza per fare risultato ed emozionare il proprio pubblico contro un’avversaria di spessore. Quello fra Genoa ed Inter sarà già il terzo anticipo di giornata dopo le sfide Udinese-Roma e Chievo-Cagliari.

NOTIZIARIO

Partiamo con la temperatura, che si aggira intorno ai 6/7 gradi centigradi. Ci sono sia gli attrezzi forniti da Zentiva per far risuonare ancor di più il tifo dagli spalti, sia uno striscione dedicato a Fabrizio De Andrè (“Ciao Faber” lo striscione esposto in Nord). “Ero e Chri sempre con noi” lo striscione che compare in Nord per ricordare Edoardo Parodi e Christian Lamari, due tifosi rossoblu scomparsi. Verranno depositati dei fiori sotto la Gradinata. Sono 1212 i tifosi nerazzurri nel settore ospiti. Campo in buone condizioni nonostante la pioggia. In tribuna Di Biagio, c.t della Nazionale, e Gabriele Oriale, team manager della Nazionale. Anche Pellegri in tribuna. Da segnalare lo stendardo “Ciao Franco” apparso nei distinti, una novità nel panorama del “Ferraris”. A mezz’ora dal fischio d’inizio “Fiume Sand Creek” risuona nello stadio rossoblu.

PRIMO TEMPO

Squadre in campo: stadio che ribolle di cori e colori rossoblu. Il Grifone attaccherà da sinistra verso destra con la sua prima maglia. Inter in tenuta bianca da trasferta. Da segnalare subito come D’Ambrosio giochi a sinistra, Cancelo a destra nella difesa nerazzurra.

Al 2′ di gioco Genoa che conquista il primo angolo della gara. Dopo una prima discesa di Karamoh scappato a Laxalt, i rossoblu si sono fatti avanti nella metà campo avversaria. Rompe il break un fallo di Spolli in uscita sullo stesso Karamoh.

Al 4′ è già secondo corner per il Grifone, che cerca di giocare molto palla a terra sfruttando corsie e sovrapposizioni. Al secondo ne segue subito un terzo: da destra la battuta è affidata a Bessa, da sinistra ad Hiljemark. Il Genoa su una spizzata di Galabinov chiede il tocco di mano di Skriniar, ma il VAR non ravvisa irregolarità. Scoccato il settimo minuto di gara, si capisce già che per Laxalt sarà una serata difficile con Karamoh e Vecino, da dietro, sempre pronti a puntarlo. Anche su Bertolacci il primo pressing interista è notevole e limita il Grifone nella gestione della partita.

All’ottavo di gioco primo tiro in porta del Genoa con Pandev che anziché premiare un taglio di Hiljemark preferisce portarsi il pallone sul destro: Skriniar lo tiene a dovere e assieme alla parata di piede di Handanovic sventa il pericolo.

E che i pericoli fossero nell’aria per l’Inter lo si capisce un minuto dopo, poco prima del decimo: Bessa scodella di sinistro in area un cross a rientrare. Handanovic e la difesa tentennano e il rimbalzo, su cui Laxalt in inserimento non si avventa, sbatte sulla traversa tornando poi fra i guantoni del portiere nerazzurro. Brivido per la porta dell’Inter.

Scoccato il quarto d’ora di partita: meglio il Genoa in questa prima fase di gara, anche se l’Inter sta cercando di limitare la manovra. E al 18esimo arriva la prima occasione anche per la formazione di Spalletti: il centrocampo del Genoa gestisce male un disimpegno sull’esterno e Candreva si addentra in area ubriacando Rossettini Il pallone scodellato in area lo riceve Karamoh che tenta il destro al volo. Pallone alto sulla traversa.

Al 20′ quarto angolo del Genoa: buona l’intesa fra Hiljemark e Laxalt. Dalla battuta non scaturisce nulla. Dopo il sussulto nerazzurro, i rossoblu cercano subito di riportare l’offensiva nella metà campo avversaria. Al 25′ prova Galabinov a ribadire a rete un cross dalla sinistra di Hiljemark, ma è impreciso nel ribadire all’indirizzo di Handanovic. Genoa che però rimane convincente quando Pandev permette di far salire la squadra e aprire il gioco.

Al 26′ giallo per Ranocchia che atterra proprio Pandev in ripartenza. La punizione, battuta da Bessa, può essere lanciata in area di rigore da 40 metri. Così è, ma la difesa nerazzurra spazza il pericolo.

Passata mezz’ora sul cronometro dell’arbitro Fabbri, che sin qui ha arbitrato una gara tranquilla in maniera non impeccabile. A battezzare la mezz’ora di partita un gran destro di Candreva dal vertice sinistro dell’area di rigore rossoblu: Perin è in posizione e si allunga in tuffo per deviare in angolo, il primo di marca nerazzurra. La deviazione di testa all’indietro di Rossettini aveva di fatto servito un assist al numero 87 meneghino.

Al 33′ resta a terra toccandosi la caviglia destra Eder: Rafinha, mandato precauzionalmente a scaldarsi, torna in men che non si dica in panchina. Non sembrano esserci problemi nell’immediato per l’attaccante nerazzurro.

Al 38′ buona opportunità per sfruttare i centimetri dei calciatori rossoblu in area: la punizione frutta soltanto un altro corner. Il “trenino” Spolli-Galabinov-Zukanovic creatosi a centro area si sgancia, ma il traversone di Bessa è troppo corto e la difesa nerazzurra spazza con Borja Valero. Tanti angoli, tanti centimetri, ma poca pericolosità.

Al 40esimo Galabinov lamenta una gomitata in un contrasto aereo con Ranocchia. Fabbri fischia fallo ma non sanziona il difensore nerazzurro, già ammonito. Della stessa opinione il VAR. Il Genoa comunque fa collezione di angoli: al 42′ arriva anche il sesto della sua gara, ancora dalla sinistra. Per la prima volta colpisce un rossoblu (Galabinov, ndr) ma la sfera si dirige in fallo di fondo. Handanovic batterà coi piedi.

Proprio mentre l’attesa era soltanto per il recupero, un cross potente di Zukanovic trova la ribattuta di Skriniar: ma il suo disimpegno sbatte su Ranocchia e la sfera si dirige in fondo al sacco. Genoa in vantaggio allo scadere del primo tempo, che si chiude senza recupero.

SECONDO TEMPO

Le squadre rientrano in campo senza modifiche rispetto al primo tempo. Sul fronte Genoa si sono scaldato però con insistenza Rigoni, Lapadula e Lazovic. Adesso il Grifone attaccherà sotto la Nord.

L’Inter attacca con rigore in questa prima parte di secondo tempo e guadagna, su un ottimo cross di Cancelo, il suo secondo angolo: è il 47esimo. Difesa rossoblu provvidenziale nel liberare dal pericolo.

Nel Genoa si prepara l’ingresso di Omeonga. Ma prima il Genoa va a conquistare il suo settimo angolo con una bella azione in orizzontale con cross finale di Rosi su cui vanno in elevazione Skriniar E Pandev: ha la meglio il difensore ex Samp ma non può fare a meno di concedere angolo. Angolo da cui però non scaturiranno pericoli.

Al 54′ invece l’Inter prova a rispondere con una punizione dai 35 metri di cui si incaricherà Eder, non nuovo a battere da quella distanza anche a rete. La posizione è centrale. Invece è uno schema che innesca una ripartenza rossoblu: Galabinov è però impreciso nel portarla sino in fondo.

Al 55′ fuori Bessa, dentro il già annunciato Omeonga: agirà da mezzala destro in luogo dell’ex Verona. Al 56′ è brava l’Inter in uscita dalla sua metà campo ad orchestrare un tre contro tre che le permette di guadagnare solo angolo. La chiusura di Zukanovic in scivolata su Karamoh costringe il giovane attaccante nerazzurro a restare fuori dal campo per un minuto abbondante. Si prepara Rafinha per Spalletti.

C’è tempo però per l’ottavo tiro dalla bandierina del Genoa, che porta la formazione rossoblu a spingere così tanto che arriva il secondo gol: premiati gli sforzi della squadra

rossoblu. Su tiro di Laxalt riceve in mezzo all’area Pandev: ancora un gol dell’ex per l’attaccante macedone che spedisce alle spalle di Handanovic un rigore in movimento. Parliamo dell’assoluto valore aggiunto del Genoa ballardiniano. Grifone avanti di due reti a zero. Siamo esattamente all’ora di gioco: terza rete stagionale per l’attaccante rossoblu.

Al 64′ fuori Vecino, dentro Rafinha. Camia poco nell’Inter: Borja Valero si abbassa, Rafinha lo rileva come trequartista. La formazione nerazzurra comunque prova a rientrare subito in partita, ma con alcuni tiri velleitari verso la porta di Perin, sempre sicuro in presa.

Il Genoa gioca sul velluto quando può ripartire: Omeonga in particolare al 65′ porta a spassola difesa avversaria e la costringe a concedere l’ennesimo angolo. La Nord apprezza e intona “Un giorno all’improvviso”.

Al 66′ terzo angolo per l’Inter su chiusura di Laxalt ai danni di Candreva. Battuta radente, ma Zukanovic è autoritario nel liberare l’area. Spalletti ha pure invertito gli esterni Karamoh e Candreva per cercare di creare qualche apprensione in più al Genoa. Ma dalle parti di Perin, in un’ora e oltre di gara, si contano pochissimi interventi coi guantoni.

Il 70esimo minuto di gara lo inaugura una punizione per l’Inter ancora dai 35 metri per un fallo in uscita della difesa rossoblu su Karamoh. La battuta è di Candreva e permette alla formazione nerazzurra di mantenersi per circa un minuto dalle parti di Perin. Alla fine la pressione si esaurisce con un tiro dal limite dell’area di Karamoh alto sulla traversa. È intanto arrivato il momento di Lapadula (che entra al 76′ per Galabinov, ndr). Per Spalletti l’idea è invece quella di buttare dentro Brozovic e Pinamonti, che rilevano Borja Valero e Candreva.

Superata anche la mezz’ora di questo secondo tempo. Impressionante la quantità di palloni ribattuti di testa dalla difesa rossoblu e dal trio Rossettini-Spolli-Zukanovic, anche in questa fase della gara dove l’avversario sta cercando in tutti i modi di riaprire la contesa, sempre ferma sul 2-0.

Al 77′ quarto angolo nerazzurro su disimpegno di Spolli e azione che si ravviva con un destro a giro dal vertice sinistro dell’area di rigore rossoblu da parte di Brozovic: Zukanovic salva a un paio di metri dalla linea. Sul ribaltamento di fronte, Lapadula appena entrato lotta e combatte e guadagna l’ennesimo tiro dalla bandierina. A colpire sul crosso sarà Zukanovic, ma il pallone è alto sulla traversa. All’80esimo standing ovation per Pandev sostituito da Lazovic. 

Mancano cinque minuti alla fine e la spinta nerazzurra non si spegne: il Genoa però ha uno spirito battagliero che da tempo mancava e non lascia passare neppure uno spillo dalle parti di Perin. Mancano due minuti alla comunicazione del recupero, che sarà di quattro minuti.

Finisce qui al “Ferraris”. Il Genoa centra il suo terzo successo di fila e Ballardini, acclamato dal pubblico, festeggia nel migliore dei modi la sua 200esima panchina in Serie A. Rossoblu che, in attesa delle gare della domenica, mettono 13 punti fra sé e la terzultima piazza sino a qualche settimana fa ospite scomoda della sua classifica.

A breve i contribui da sala stampa e zona mista

LA CLASSIFICA AL TERMINE DEL TERZO ANTICIPO DEL 25° TURNO

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