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Lazio 1-2 Genoa, vittoria Capitale per il Genoa. Che rivincite per Pandev e Ballardini

Il giorno dopo l’Italia del rugby, l’Olimpico apre i battenti per un’altra sfida, questa volta quella che metterà contro il Genoa e la Lazio. Rossoblu ricchi di assenze per squalifiche o infortuni e tuttavia decisi a fare una prestazione positiva in casa di Simone Inzaghi; biancocelesti a loro volta privi di Milinkovic-Savic e Lulic e chiamati dallo stesso Lotito e dai suoi prezzi popolari a continuare la corsa Champions League. Gara che si annuncia combattuta, con la migliore difesa esterna assieme alla Roma che cercherà di arginare quello che, risultati aggiornati, risulta essere il secondo attacco casalingo della Serie A.

NOTIZIARIO

Sono 9 i gradi percepiti all’Olimpico: le previsioni avrebbero prospettato una temperatura diversa, più tendente al basso, ma invece la giornata ha preso un’altra piega. Il terreno di gioco appare in buone condizioni nonostante le sollecitazioni della sfida dell’Italrugby. I tifosi rossoblu entrano nello spicchio a loro riservato alla spicciolata a partire da un quarto d’ora prima del fischio d’inizio. Dalle casse dell’Olimpico risuonano le note di Dolores O’Riordan, cantante dei Cranberries recentemente scomparsa.

Dieci minuti prima dell’inizio della gara, che verrà diretta da Maresca della sezione di Napoli, l’aquila biancoceleste plana dalla tribuna Monte Mario verso il centrocampo tra i cori dei tifosi di casa. Entrano nel frattempo i tifosi rossoblu. Piena soltanto la curva nord destinata ai tifosi laziali. “Up the Scarves”, “5R” e decine di bandiere e sciarpe rossoblu nella parte bassa del settore ospiti dove si trovano un centinaio di tifosi del Grifone.

PRIMO TEMPO

Squadre in campo: tutto pronto per il fischio d’inizio. Il Genoa di mister Ballardini attaccherà da destra verso sinistra in tenuta classica: pantaloncini rossi e maglietta blu. Viene osservato un minuto di silenzio su tutti i campi della Serie A per ricordare Azegio Vicini, ex commissario tecnico della Nazionale Italiana di calcio.

Una piccola curiosità: Bertolacci in campo sfiderà il cognato Murgia, fratello della moglie del calciatore rossoblu. Ma andiamo con la cronaca della sfida, appena cominciata. Parte in avanti il Genoa, che cerca di spingere molto con Biraschi sulla fascia destra. Sorpresa a destra: c’è Pedro Pereira al posto di Rosi, che invece appariva in distinta.

Il Genoa cerca di difendersi con ordine e ci riesce in questi primi minuti di partita. La ricerca del lancio lungo è sempre all’indirizzo di Galabinov, che in velocità può tenere testa a De Vrij.

Al nono minuto ci prova Luis Alberto col destro: pallone altissimo sulla traversa. Il mancino di Lukaku resta comunque, sull’asse di sinistra, un’ottima soluzione per arrivare al cross e scavalcare la retroguardia genoana. Al 10′ ci prova infatti Parolo di testa: pallone ancora sopra la traversa.

Primo fallo della gara fischiato al 12′ a favore della Lazio per una trattenuta di Rossettini su Immobile. Distanza notevole per tentare la conclusione in porta: sul pallone Leiva e Luis Alberto. La difesa rossoblu allontana il pericolo. Passato il quarto d’ora di gioco.

Sono sin qui velleitarie le soluzioni per trovare la via della porta da parte di entrambe le squadre. Intanto è appena scoccato il 20esimo di gioco. Partita estremamente bloccata, con la Lazio un po’ più frequentemente nella metà campo avversaria e un Genoa disponibile alla ripartenza, ma spesso impreciso. Al 25′ ci prova Hiljemark per mettere a referto il primo tiro rossoblu e lo fa dai venti metri non vedendo tutto libero Rigoni: pallone alto e nessun problema per Strakosha. Al 27esimo primo angolo per il Genoa dalla sinistra. Se ne incaricherà Hiljemark, anche se la difesa biancoceleste spazzerà il pericolo. La manovra della Lazio è ostacolata da quella del Genoa, che portando sempre Rigoni e Hiljemark alti costringe Murgia e Parolo ad arretrare e Luis Alberto ad essere impegnato costantemente su Bertolacci, fulcro del gioco. Immobile resta quindi da solo fra tre difensori rossoblu.

Siamo alla mezz’ora di gioco. Il Genoa entra in una fase in cui riesce a penetrare con più facilità nella metà campo laziale, soprattutto sfruttato l’out di sinistra. Sfortunato anche nella circostanza il tandem Galabinov-Hiljemark: per un soffio un rimpallo non avrebbe mandato in porta il calciatore svedese. Al 34′ primo tiro dalla bandierina anche per la Lazio.

Al 37esimo prova a ripetersi Luis Alberto calciando il porta nel tentativo di rientrare: il suo destro sfila di qualche metro largo rispetto all’incrocio dei pali.

Al 38′ si scatena un putiferio di fischi per Pandev, che resta a terra per diversi secondi dopo un contatto con Lucas Leiva. Per Maresca non c’è nulla, l’azione prosegue e sul ribaltamento di fronte Pandev scatta nuovamente in piedi per orchestrare la ripartenza, conclusa da Laxalt con un sinistro che finisce fra le mani del portiere avversario.

Al 44′ ultima occasione della prima frazione: Hiljemark scodellerà in area di rigore da circa quaranta metri. Punizione che non frutterà nulla per il Genoa. Maresca intanto non concede recupero: finisce sullo 0-0 il primo tempo qui all’Olimpico.

SECONDO TEMPO

Riparte la seconda frazione di gioco e la Lazio si butta subito all’arrembaggio conquistando alla fine di un giro d’orologio di pressione un angolo, il secondo della gara. Genoa per un minuto in apnea, chiuso a presidiare i pali di Perin. Tre angoli in neppure due minuti per la formazione biancoceleste. A bordo campo nel frattempo si scaldano Bessa, Medeiros e Lapadula. Felipe Anderson e Nani per la Lazio.

Partita in questi primi cinque minuti della ripresa più vivace rispetto alla prima frazione di gioco. Al 52′ la prima, grande occasione della partita: il tiro di Lucas Leiva viene deviato da un difensore rossoblu in angolo, il quinto per la formazione di casa. Che pericolo per la porta di Perin.

E proprio sull’azione che ribalterà il fronte il grande ex della gara, Pandev, rifinendo una ripartenza orchestrata benissimo da Pedro Pereira, Rigoni, Hiljemark e Galabinov, porta avanti il Genoa (secondo gol in stagione, ndr). Siamo al 54esimo di gioco. Partita che si sblocca grazie all’arma della ripartenza genoana.

Dura poco il vantaggio del Genoa: su cross teso di Caceres al 58′ il capitano Parolo tocca quanto basta il pallone per spedirlo alle spalle di Perin. Partita nuovamente in equilibrio. Peccato perché il Genoa in ripartenza poteva subito cercare di raddoppiare dopo la rete del vantaggio.

Passata l’ora di gioco, la partita adesso vive di continui ribaltamenti di fronte e sembra aperta a qualunque risultato. Nel Genoa si prepara Medeiros. Rileva al 64esimo Rigoni. 

Con l’ingreso del numero 45 rossoblu il Genoa non si snatura particolarmente: Medeiros è la mezzala sinistra quando in fase difensiva, il trequartista quando in fase offensiva. La Lazio, quando sta per scoccare il 70esimo, è pronta a cambiare: esce Marusic, entra Felipe Anderson. Fuori anche Murgia, dentro Nani. Diventa una sorta di 4-1-4-1 quello bianceceleste, con Felipe Anderson logo a destra pronto ad accentrarsi però se richiesto in appoggio dai compagni.

Il Genoa si è un po’ chiuso negli ultimi minuti e la Lazio sa sta cercando di approfittarne, ma sinora senza risultati. Manca un quarto d’ora alla fine della gara. La Lazio continua a fare incetta di calci d’angolo, dimostrazione che gli attacchi ci sono ma che il Genoa non lascia passare molti palloni. Ci prova con una soluzione alternativa, di destro al volo, Luis Alberto: Perin è bravo a neutralizzare. Siamo al 78esimo e due minuti più tardi Caceres gestisce malissimo un disimpegno regalando a Laxalt una situazione a tu per tu con Strakosha. Il gol c’è, ma Laxalt ha colpito di mano. Il VAR revisiona la situazione e Maresca annulla il gol ravvisando due tocchi di mano di Laxalt. 

Ballardini allora cambia: Lazovic entra al posto di Pedro Pereira. Sul cronometro mancano cinque giri d’orologio e proprio allo scoccare dell’85esimo è ottima la parata di Perin a chiudere lo specchio su un diagonale destro di Immobile.

Si prepara anche l’ultimo cambio rossoblu: dentro Bessa per Pandev. Mancano tre minuti alla comunicazione del recupero. Il Genoa prova a chiudere in avanti la gara dell’Olimpico.

I minuti di recupero saranno 4′ e vengono inaugurati con una buona discesa di Lazovic sulla destra che tiene lontana la Lazio dalla metà campo rossoblu. Ed è il preludio a una rete, ancora di Laxalt su cross di Hiljemark, che porta il Genoa avanti nel risultato a tre minuti dal termine.

A dieci secondi dal termine primo giallo della partita per Rossettini (era diffidato e salterà la gara contro il Chievo, ndr). Ma per Maresca tempo non ce n’è più: il Genoa sbanca l’Olimpico e risale la china. In trasferta si ritorna a giocare chiusi ermeticamente in difesa, salvo un gol su deviazione, e con due reti si ravviva anche un attacco che latitava. Promosso il Grifone, Lazio presuntuosa con un 4-1-4-1 che difficilmente si vede contro squadre che non combattono come il Genoa formato Olimpico. Vittoria Capitale per il Genoa di mister Ballardini e dal sapore di rivincita. Esce tra gli applausi la Lazio.


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