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Genoa, accontentiamoci

Se il pezzo di presentazione della gara del Franchi era titolato “Rialziamoci tutti insieme”, copiando le parole di Perin, quella dopo la gara di ieri deve essere “Accontentiamoci” del punto più che buono contro la Viola, annacquato soltanto dagli altri risultati della 17esima giornata, maturati il giorno 17 del calendario, con le vittorie delle dirette concorrenti alla salvezza.

Genoa, Perin e compagni: “Pareggio importante, ma vogliamo di più e lotteremo” – FOTO

Stessa identica situazione quando il Genoa vinse contro l’Hellas e le altre in fondo alla classifica persero. I fiorentini ad inizio partita sognavano l’Europa e pregustavano una vittoria contro il Grifone sicuri della continuità di risultati: risultati che con un’altra vittoria facile avrebbero arriso a Pioli dopo aver battuto nell’ultimo mese il Sassuolo, pareggiato con Lazio e Napoli e passato il turno di Coppa Italia contro la Sampdoria. Tutti convinti di fare un boccone del Grifone dopo aver sempre realizzato gol al “Franchi” in 22 partite di fila.

Non avevano fatto i conti con Ballardini che dopo la fase di rodaggio fisiologica doveva risolvere i problemi dal centrocampo in su e il cui unico obiettivo, come annunciato in pre conferenza stampa della gara, era tassativamente “non perdere punti perché la zona retrocessione è vicina.”

Sotto l’aspetto tecnico l’incontro non è stato gran cosa: ha avuto spunti bellissimi solo da parte di Taarabt, unico tra i 28 schierati a non aver fatto pentire chi aveva pagato il biglietto. Troppe le pause di gioco meno appariscenti con facili errori di transizione da parte di entrambe le squadre.

In cattedra anche Migliore al debutto dal primo minuto. Ancorché fosse stroncato dall’emozione ad inizio fino a rischiare soprese da parte di Chiesa, è migliorato minuto dopo minuto costringendo il figlio d’arte a inseguirlo. Migliore oltre l’umiltà, lo spirito giusto ha la voglia matta di arrivare e potrebbe essere un’altra carta a disposizione del Balla e non solo a sinistra, ma pure a destra, considerato che è un sinistro a cui non dispiace utilizzare anche l’altro piede.

La difesa rossoblu ha dimostrato con Spolli (clicca qui per le ultime sull’infortunio) o Rossettini di saper reggere qualsiasi avversario. Bravo Izzo: una prestazione da regalare al nonno salito in cielo. Anche Omeonga alla lunga sarà utile alla causa del gioco del ravennate tutto corsa, pressing e contropiede. Gli strappi del belga quando saranno indottrinati potranno fare la differenza.

Brlek dal primo minuto ha mostrato solo un inserimento con tiro degno di un ricordo. Bisogna aspettarlo: è condizionato dalla lingua, ma la corsa e il sacrificio ci sono. Sembra di rivedere il Luis Alberto della Lazio che lo scorso per tutti era un “bidone”, adesso è colonna portante dei laziali.

Brlek: “Faremo di tutto per rendere felici i genoani. C’è qualità per migliorare”

A questo punto Ballardini e il suo staff devono trovare la soluzione per fare gol. Ballardini dice:

vicino alla porta non siamo freddi e lucidi come in genere alcuni attaccanti sono. Manchiamo di lucidità perché le occasioni le abbiano create“.

Tutto questo era stato detto dopo la gara con l’Atalanta, al Franchi invece le azioni create non si contano neanche sulle dita di una mano. Nel primo tempo Sportiello numero uno viola, è bravo quando fulminato da Taarabt in un’azione personale e da un tiro dalla lunga distanza di Brlek. Nel secondo tempo fa da spettatore non pagante come Perin, disturbato solo da tiri telefonati da fuori area. Solo un lavoro importante di Perin per un assist fotocopia che costò punti di Rosi a Benassi.

Il Vecchio Balordo faceva fatica in fase di possesso. Ballardini non ha abolito l’istintività di Pandev e Taarabt e i compagni centrocampisti ed esterni devono incominciare a capire cosa fare, come e perché agire quando il pallone è nei piedi della strana coppia d’attacco. Veloso e Bertolacci sono registi di un buon film in fase difensiva: film che diventa brutto quando si gira la fase offensiva.

Realizzare una rete per il Genoa non è cosa facile e la conferma giunge non solo dai numeri delle reti realizzate ma anche dalla fatica di fare risultato dentro il Tempio. Altro capitolo del gol sfruttato dalle altre 18 squadre del campionato con palloni inattivi, corner, calci di punizione diretti e indiretti: si resta sempre al palo.

Ballardini aspettando Lapadula e anche Pepito Rossi, entrambe opzioni non facili da portare in porto, deve studiare qualcosa già in vista della prossima gara contro il Benevento, partita che deve abbattere il tabù delle otto gare su otto del girone di andata senza i tre punti dentro il Tempio. Balla deve capire per quale ragione la maggior parte delle ripartenze finisca in un binario morto e cercare di risolverlo.

Accontentiamoci ad ogni modo degli 8 punti in 4 gare del Balla. Adesso serve coraggio, una delle qualità più cospicue dell’uomo che è al sicuro, in particolare nel calcio.

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