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Il sistema di gioco

In questi 20 giorni di sosta del campionato, anche in precedenza, si è parlato, si è discusso molto dei sistemi di gioco nel calcio e dei numeri dei moduli. Ho tirato fuori gli appunti e i libri di Ferrari Franco, ex calciatore del Genoa negli anni ’80 e storico docente di tecnica e tattica ai corsi per allenatori della FIGC a Coverciano e anche per il patentino UEFA, sempre per allenatori.

“UN SISTEMA DI GIOCO” rappresenta e spiega la dislocazione di base, attraverso i compiti e le funzioni dei giocatori in campo. È un concetto dinamico, non statico.

Esso esprime il modulo di gioco che si realizza sia per mezzo della posizione e dei movimenti preferenziali dei calciatori nelle due fasi di gioco, sia per mezzo degli sviluppi tattici adottati.

Esistono, sono esistiti numerosi svariati sistemi di gioco che numericamente potrebbero essere rappresentati da tutti i numeri di moduli che, in occasione di una partita, vengono sviscerati dai commentatori, dai tifosi.

Ricordiamo sempre che con i numeri rappresentiamo solo una semplificazione statica della fase di non possesso: indichiamo in generale la dislocazione in campo dei giocatori.

In essi, inoltre, si potrebbe ulteriormente evidenziare, per capire meglio, una difesa con 3-4-5 calciatori, ma differenziata con marcamento ad uomo misto, con o senza il libero, ed inoltre un centrocampo in linea, a rombo, a triangolo col vertice alto, a triangolo col vertice basso, quadrilatero; in un settore offensivo ad 1-2-3 punte, 1-2 o tre punte + 1 trequartista.

I tre numeri nel sistema di gioco rappresentano rispettivamente il reparto difensivo, il centrocampo e il reparto attaccante, ossia le tre linee di disposizioni generali in campo.

REPARTO DIFENSIVO.

Zona a quattro. Quattro uomini sono responsabili in ampiezza, disposti su quattro zone di campo verticali e predeterminate. Il loro compito è di marcare o coprire nella zona a seconda della posizione del pallone. Operano con la convinzione che la linea difensiva debba comportarsi sempre col concetto di unità.

Zona a tre calciatori. La linea difensiva è rappresentata da tre uomini a zona che si coprono reciprocamente ed in situazione marcano ad uomo, sempre se coperti da un compagno. Sono generalmente responsabili anche delle fasce laterali, anche se il compito precipuo è nell’imbuto difensivo.

CENTROCAMPO

A quattro in linea. Quattro giocatori disposti in ampiezza: gli esterni più di movimento e gli interni di equilibrio tattico attraverso le coperture e agli interscambi reciproci.

A QUATTRO CALCIATORI A ROMBO.

Quattro giocatori con compiti e funzioni diverse: il numero quattro, con la vecchia numerazione delle maglie, è il classico centromediano metodista che svolge il ruolo di equilibrio difensivo, proteggendo la difesa e agendo da playmaker; i due laterali di grande movimento, che lavorano da stantuffi in verticale e si aprono e chiudono verso le fasce. Il centrocampista trequartista ha i compiti di raccordo con le punte e rappresenta il punto di riferimento avanzato. Ha meno compiti difensivi degli altri tre.

REPARTO ATTACCANTE.

Due punte, due calciatori responsabili dell’ampiezza e profondità: a turno e a situazione arretrano per collegare eventualmente coi calciatori arretrati e per creare spazio in profondità.

Tre calciatori disposti su due linee. Quello arretrato, trequartista, fa da punto di riferimento per i giocatori da dietro, assist per i due attaccanti, sfrutta lo spazio liberato dei due attaccanti e si posiziona, fluttuando, tra la linea difensiva e il centrocampo avversario, con meno compiti difensivi.

Qualsiasi sistema di gioco, ce ne sono altri oltre quelli descritti, un allenatore che desideri attuare, deve tenere conto di alcune sue caratteristiche fondamentali, indispensabili e comuni.

Esse rappresentano i principi generali della progettazione di qualsiasi sistema. Un sistema di gioco deve essere sempre: EQUILIBRATO, ELASTICO, RAZIONALE.

EQUILIBRATO: si devono tenere in considerazione allo stesso modo e nello stesso tempo le due fasi di gioco, possesso e non possesso, in ogni situazione di gioco ed in ogni momento, prevedendo e anticipando sempre l’eventuale passaggio da una fase all’altra con scaglionamenti preordinati; meno tempo si impiega nel passaggio tra le due fasi, è meglio essere veloci quando si passa dal possesso al non possesso.

ELASTICO: il sistema di gioco si deve facilmente adattare ad ogni tipo di atteggiamento avversario, senza squilibri, pur eventualmente cambiando compito, funzione, posizione in campo di qualche calciatore.

RAZIONALE: deve essere formulato in base alle caratteristiche fisico-tecnico-tattiche-di personalità dei calciatori a disposizione. Un sistema può essere oggettivo come idea e struttura, ma poi deve “adattarsi negli equilibri alle capacità, qualità e valori dei singoli calciatori”.

LE LEZIONI A COVERCIANO

Dopo la chiusura dei taccuini, terminavano al di là dei libri e degli appunti con una opinione dei docenti: un efficace gioco di squadra non può basarsi né esclusivamente né prevalentemente sulla particolare distribuzione degli uomini sul terreno di gioco. Questa sì la sua importanza, a condizione ovviamente che corrisponda alle caratteristiche generali tecnico-tattiche dei giocatori a disposizione.

Giocare con una o più punte, con tre o più centrocampisti, con il libero in linea o alle spalle dei difensori, non ha un significato determinante per quanto riguarda lo sviluppo e il perfezionamento delle capacità difensive od offensive di una squadra.

Ciò che invece è più importante e che deve determinare anche la scelta di un particolare schieramento è “il modo di muoversi” della squadra stessa e cioè i rapporti che devono stabilirsi tra i singoli giocatori in relazione all’uomo in possesso del pallone e dal conseguente comportamento degli avversari. 

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