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Calcio o Superbowl?

Iniziato da due settimane, il Mondiale di calcio appartiene poco al mondo del pallone: è stato trasformato in un Superbowl, aggressivo con il marketing negli intervalli.

La versione XXL, con 3 Paesi, 48 nazionali, un calendario ipertrofico di 101 partite in 35 giorni, non pagherà ai fini dello spettacolo calcistico, considerata la classifica FIFA.

Un torneo, anzi un campionato, è un business a spese dei tifosi, con traversate di migliaia di miglia per raggiungere i 18 stadi tra USA, Messico e Canada, con orari che devono fare i conti con il fuso orario, oltre il clima da nord a sud. Una scommessa geografica, logistica, politica, viste le idee sull’immigrazione di Trump, contrario alla mobilità, con genti che superano barriere e frontiere, negate prima del Mondiale.

L’immigrazione per business che riempie strade e stadi adesso non è contrastata.
Un Mondiale di calcio che si gioca con le regole di Trump, vivendo lo show business, trasformando il gioco del calcio in un intrattenimento non secondo le 17 regole del gioco del calcio.

Partite dove impera la scenografia, le troppe pause per idratarsi a fini pubblicitari, con telecamere che inquadrano più persone con il pallone in gioco che ripetono scenografie, con orgie di replay quando sui grandi schermi si vedono i gol.

Per fare digerire la lunga attesa prima del fischio di inizio, molte persone sul campo, in particolare 52 calciatori, anche gli infortunati, 4 arbitri. In Tribuna il Presidente FIFA Infantino, splendente nel suo business alle stelle, ma anche di scogliosi dopo tutti gli inchini a Trump, facendo spallucce a tutte le angherie, ai calciatori, Capitani interrogati al loro arrivo, quello dell’Iraq, regole severe al team iraniano, per tenerlo poco e controllato sul suolo americano.

Il Mondiale in svolgimento non è più un Ristorante da stelle Michelin, ma un Fast Food troppo grasso e dolce, con Messi capocannoniere giocando quasi da fermo.
Anche la TV di Stato italiana partecipa allo show, con giudizi logorroici sui campi delle saccenti voci, considerando che, quando il pallone è in gioco, comanda lui e non le chiacchiere, con personaggi dal vecchio cliché, per la gioia e la fortuna di Dazn che non tutti possono permetterselo.

Klopp, uno libero come Baldini, non si tira indietro: “Una gabbia dorata per gli sponsor, con il pallone che rotola da sottofondo agli spot”.

Il Mondiale di calcio finirà il 19 luglio, con campionati al nord già iniziati e ritiri delle squadre italiane anche, con calciatori che hanno partecipato al Mondiale in ritardo di almeno 15 giorni sulla preparazione.

Al Genoa Lopez lavora per mettere a disposizione di De Rossi una rosa su cui lavorare, dal primo giorno di ritiro. Il lavoro non è mancato per riscatti e controriscatti fino ad ieri. Da domani occorrerà capire chi andrà via.

Frendrup e Norton sembrano la bella di Torriglia, tutti la vogliono, nessuna la piglia. Leali al Verona, la ricerca è per un giovane che possa sostituire il numero uno, stessa operazione per Martin.

Per sostituire Frendrup e Norton, lo scouting avrà proposto dei nomi andandoli a vedere di persona, Lopez e DDR sceglieranno chi sostituirà i partenti, senza dimenticarsi che al Genoa, oltre Baldanzi e Amorim, occorre, come visto la scorsa stagione, una mezzala area to area e anche qualcuno di peso e statura. Per chi gioca con il dribbling creando superiorità numerica, con assist e cross, la risposta, se ci sarà l’occasione, ai saldi di settembre.

Buoncalcioatutti cercherà di stare sempre sul pezzo del calciomercato grazie non alle fonti ma ai colleghi esteri che ci informano e vogliono sapere.

Quando ci comunicano nomi, innanzitutto valutiamo costo del cartellino e dell’ingaggio prima di mettere in giro notizie per un click in più. Quando avremo le ufficializzazioni da parte del Genoa, più probabilmente prima da chi lo vende, pubblicheremo tutto sulla testata e i social.

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