Site icon Buon Calcio a Tutti

Serie A, l’analisi della 37° giornata

La trentasettesima giornata di campionato cadeva nel giorno del 17 maggio, quando la Chiesa festeggia l’Ascensione di Gesù Cristo, dopo la discesa ridicola nella programmazione del calendario, permettendo al tennis — non solo grazie a Sinner — di superare, nella centralità mediatica, Lega Serie A, FIGC e quello che un tempo era considerato il gioco più bello del mondo.

Presi in giro anche dallo sconfitto Ruud durante la premiazione al Foro Italico: “Nel tennis siete i più forti, ma al Mondiale di calcio ci vanno i norvegesi, la mia nazione”. Per la lotta alla “Coppa dalle grandi orecchie”, soltanto il Napoli ha raggiunto la certezza matematica della qualificazione. Per Milan e Roma è tutto nelle loro mani, con il Cagliari al Meazza e Gasperini a Verona, dove andrà al Bentegodi con la giusta carica per non rivivere un’altra “fatal Verona” del passato.

Il Como fa visita alla Cremonese all’ultima spiaggia, mentre la Juventus deve sperare nei risultati delle altre e battere il Torino nel derby più caldo degli ultimi anni. Visti i risultati spesso non conformi ai pronostici degli scommettitori, non ci sarebbe da meravigliarsi se alla fine fosse la classifica avulsa a decidere tutto.

In fondo alla classifica, salvo matematicamente il Cagliari, l’ultima giornata sarà una lotta tra Lecce e Cremonese. I salentini, con un punto di vantaggio, ospiteranno il Grifone; la Cremonese dovrà invece trasformarsi in un torrone durissimo contro un Como che crede ancora nella Champions.

Per le gare decisive per Champions e salvezza, la Lega sposta tutto a domenica 24 alle ore 20.45, compresa Lecce-Genoa, in contemporanea con Cremonese-Como.

Como-Parma 1-0. Vincono i lariani, abbattendo il muro parmense dopo 13 calci d’angolo, due pali — uno per tempo — e tre grandi parate di Suzuki. Dopo il siluro di Moreno sotto la traversa, il Parma si è rianimato e ha sfiorato il pareggio, negato per un fuorigioco millimetrico. Il Como ringrazia la Juventus e continua a vedere la Champions.

Juventus-Fiorentina 0-2. Clamoroso allo Stadium, non al Cibali: la Fiorentina ha battuto la Juventus. La Signora crolla, fa gioire Firenze e scende al sesto posto in classifica. Mandragora, come al solito, non ha perdonato la Juve e la Viola, con la mente libera dopo la salvezza conquistata la scorsa settimana, ha messo a nudo tutti i difetti bianconeri.

Partita complicata per Massa di Imperia, con una moviola destinata a far discutere: tre gol annullati e un rigore richiesto dalla Juventus. Brutta prestazione della squadra di Spalletti, che non è riuscito a trasmettere ai suoi il modo giusto per aggredire la Fiorentina. Ora la Signora spera nei passi falsi delle altre, altrimenti si apriranno scenari economici pesanti senza Champions.

Pisa-Napoli 0-3. Solo il Napoli in campo contro un Pisa contestato ferocemente, soprattutto società e allenatore. Agli azzurri bastava una vittoria per la certezza Champions e i tre punti sono arrivati dopo una gara giocata quasi come un’amichevole. Il Pisa è rimasto a guardare.

Roma-Lazio 2-0. Esaltazione totale per Gasperini e tutta la tifoseria giallorossa. Due colpi di testa di Mancini, uno per tempo, hanno fatto la differenza insieme alle motivazioni tra le due squadre.

Gasperini indovina tutte le mosse sul terreno di gioco. È stato un vero derby, soprattutto all’inizio, con tanti colpi proibiti. La Roma ha sofferto, ma Mancini da difensore ha bruciato il giovane portiere Furlanetto sui palloni aerei. Il gioco di Gasperini non funzionava al meglio, ma il gol ha ringalluzzito la Lupa e il suo popolo. Sarri ci ha provato, ma alla fine è festa romanista: il sogno Champions continua.

Inter-Verona 1-1. L’Inter festeggia lo scudetto sul campo e per le strade di Milano, ma il Verona non molla. Gara giocata in un clima allegro, con occasioni da una parte e dall’altra. Buona prova del Verona, che ormai non aveva più nulla da chiedere a questo campionato.

Atalanta-Bologna 0-1. Vince il Bologna, ma la Dea si assicura matematicamente la Conference League grazie ai tre punti di vantaggio mantenuti sui felsinei. Gara senza troppi affanni per entrambe, decisa dalla zampata di Orsolini. Palladino ai saluti?

Cagliari-Torino 2-1. Salvezza matematica per i sardi dopo lo spavento iniziale del vantaggio granata e i risultati favorevoli di Cremonese e Lecce. Il Cagliari ribalta il Torino già nel primo tempo e poi controlla la gara.

Sassuolo-Lecce 2-3. Partita folle. Il Lecce va avanti due volte e si fa raggiungere all’83’ da Pinamonti. Volpato si divora il gol del possibile ko già fatto e, sul ribaltamento di fronte, Di Francesco rivede la Serie A con la difesa del Sassuolo girata come una banderuola, già in precedenza trafitta dalla doppietta di Chedira.

Udinese-Cremonese 0-1 Non è stata una novità vedere l’Udinese perdere l’ottava gara stagionale in casa. Subito avanti con il gol di Vardy, i grigiorossi hanno difeso il risultato con Thorsby in cattedra: la sua assenza per infortunio ha pesato enormemente sul cammino della squadra di Giampaolo.

Adesso, per salvarsi, alla Cremonese servirà battere il Como, ma potrebbe non bastare visto il punto di svantaggio dal Lecce.

Genoa-Milan 1-2. Che triste declino per il “giornalismo dei fatti”. La partita del Genoa contro il Milan, sulla carta stampata, è stata raccontata bene nei pezzi dei cronisti, ma i titoli sembravano quelli di un negozio di vetrinisti.

Ancora peggio le trasmissioni sportive della ex mamma Rai: sabato si è parlato soltanto delle squadre titolate e non degli avversari. La nuova direttrice sportiva, una Treccani saccente, ha confezionato un servizio mostrando soltanto ciò che è successo al Milan, dopo che il Genoa aveva messo in ginocchio il Diavolo di Allegri, non solo nel primo tempo.

Gli errori e il tap-in hanno fatto la differenza per Allegri. Della strategia tattica, del gioco e dell’intensità della squadra di De Rossi, superiore sotto tanti aspetti, neppure un vocabolo.


Serie A | Il 5 giugno sarà presentato calendario della stagione 2026/2027

Exit mobile version