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Ex Genoa | Perinetti presenta il libro “Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l’anoressia e ciò che resta di bello”

Nella giornata di mercoledì 13 maggio (ore 17.30) si terrà la presentazione del libro “Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l’anoressia e ciò che resta di bello” con l’autore Giorgio Perinetti presso il Salone di Rappresentanza a Palazzo Tursi.

Ad introdurre la presentazione Alessandro Piovesan, Presidente Venezia Academy. Previsti anche gli interventi istituzionali di Chiara Celentano (Rappresentante Aidap Ricerca e prevenzione), Laura Siri (Responsabile Unità operativa Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Istituto G. Gaslini) e Serena Rebora (Psicologa della UOSD Centro di Psicologia dell’Istituto G. Gaslini). A Moderare Massimiliano Lussana.

L’INTERVISTA A GIORGIO PERINETTI IN VISTA DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Partiamo un attimo dal calcio. Cosa ne pensa di questo caos in testa e in fondo alla classifica? Cosa succederà?

“Al di là del verdetto ormai deciso dell’Inter Campione d’Italia e delle retrocessioni matematiche di Pisa e Verona, si determina un quadro dove c’è grande incertezza fino alla fine del campionato e quindi questo dà sempre maggiore interesse e rende tutto meno scontato, con più partecipazione e più interesse”.

Mercoledì 17 Maggio il Direttore Perinetti alle 17.30 sarà con la figlia a presentare un libro nel Salone di Rappresentanza del Comune di Genova dal titolo “Quello che non ho visto arrivare”. Raccontaci di cosa si tratta? 

“Ringrazio intanto il Comune di Genova per l’opportunità che mi ha dato di presentare questo libro, soprattutto in una location così prestigiosa. Il libro, come dice il titolo, si riferisce ai segnali dei problemi che mia figlia Manuela ebbe e che purtroppo, poi, l’hanno portata a un triste epilogo. Non vuole raccontare il dolore di un padre, vuole raccontare l’esperienza di un genitore per trasmetterlo agli altri e dare l’opportunità di riflessione a chi incontra i gravi problemi dell’anoressia. È un libro certamente tosto, triste nell’epilogo, ma si vuole però dare uno segnale di speranza.

Nel senso: mia figlia Manuela non ce l’ha fatta a guarire, ma altre possono guarire rivolgendosi alla medicina, alla scienza, al lavoro dei genitori e di tutti quanti vogliano aiutare una ragazza o un ragazzo colpiti da questo. Vuole essere un’opportunità di riflessione e di sensibilizzazione verso un problema che purtroppo attacca la nostra gioventù con numeri impressionati. Grazie a voi e grazie a chi presenzierà perché potrà essere testimone e veicolo anche di sensibilizzazione sul tema”.


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