La trentacinquesima giornata di campionato ha emesso le prime sentenze: la vittoria del campionato da parte dell’Inter, la retrocessione di Pisa e Verona e la salvezza matematica del Genoa. Risultati a sorpresa, ma non troppo, viste le precedenti gare con la sconfitta del Milan contro il Sassuolo e il pareggio della Juventus contro il Verona.
Il gioco non si compra e, se oltre a non fare gol si sbaglia in difesa — un cavallo di battaglia di Allegri e Spalletti, “prima non prenderle” — alla lunga la ruota può girare al contrario. Campionato che sarà decisivo nelle ultime 3 giornate per la zona Champions, Europa League e Conference.
Inter e Napoli in Champions; lotta tra Milan, Juventus, Roma e Como. Tre giornate con due derby: Roma-Lazio alla penultima, con Sarri reduce dalla finale di Coppa Italia, e Torino-Juventus al gong finale del campionato. Como, in ritardo di 2 punti rispetto alla Roma, spera in un passo falso della Lupa di Gasperini ed è candidata a giocarsi l’Europa League.
Dal settimo posto in classifica Atalanta, Bologna, Sassuolo e Lazio sperano nel “doblete” dell’Inter per accedere alla Conference, con due intrusi — Sassuolo e Udinese — che non hanno nulla da perdere. La matematica salvezza manca solo alla Fiorentina. Per Cagliari, Lecce e Cremonese, con nove punti in gioco, può succedere di tutto.
Caos arbitri. Manca solamente la buonanima di Biscardi che, dal terzo anello del calcio, fa rivivere i personaggi in cerca di pubblicità senza aver misurato gli avvisi di garanzia per Rocchi e Gervasoni, scatenando la “gogna” calcistica.
Qualcuno dovrebbe spiegare perché Rocchi è stato indagato per presunti favoritismi nelle designazioni per l’Inter. Doveri, per le cronache “sgobb”, non era gradito al biscione ma li ha arbitrati 5 volte in stagione. Perché Rocchi e il suo staff non potevano intervenire, essendo i capi, sul lavoro dei VMO, visti i tanti errori fatti? Gervasoni, interrogato per 4 ore, intervenuto per una gara al VAR di Serie B, ha dimostrato di non essere stato a Lissone, alle vetrate del VAR, essendo altrove.
Vergogna per tutti gli arbitri usciti dai campi per motivi tecnici, in esilio anche della parola e della denuncia, non solo all’AIA ma alla Procura della Repubblica, dei problemi denunciati dopo l’avviso di garanzia a Rocchi. Tutti vergini? No. Esame di coscienza: come sono arrivati ad arbitrare in C, B e A e quanti altri hanno “fregato” meglio di loro. L’ultima del weekend: che l’addetto all’arbitro dell’Inter, un ex arbitro genovese, sarebbe colui che parlava con Rocchi prima di una partita a San Siro. Se con il designatore arbitrale non parlano gli addetti ai lavori delle società, chi deve farlo? Ad oggi tutte le motivazioni degli avvisi di garanzia appaiono scarse. Aspettiamo le motivazioni e poi giudichiamo.
Pisa-Lecce 1 a 2. La corazzata Potemkin: il film è stato un capolavoro ma, dopo averlo visto varie volte “giocato” dal Pisa — avere un gioco e comandarlo senza fare gol neanche con le mani, in casa e fuori — alla fine della stagione, con la retrocessione certificata, i tifosi pisani lo hanno catalogato alla Fantozzi: “una cagata pazzesca”. Colpa di chi ha fatto la squadra e non degli allenatori. Anche il Lecce ne ha approfittato con il primo gol di Khedira.
Udinese-Torino 2 a 0. Quasi meravigliati i tifosi friulani: l’Udinese ha vinto tra le mura amiche la sesta gara dopo due mesi, contro un Torino in versione “replay” delle gare precedenti all’arrivo di D’Aversa. Domato il Toro sul piano del gioco e delle azioni concretizzate. Friulani al decimo posto; per D’Aversa stop dopo 4 risultati positivi.
Como-Napoli 0 a 0. Finisce in parità una gara intensa, con occasioni — più quelle dei lariani — ma senza gol. Punto che per il Ciuccio consolida la seconda posizione con 70 punti, mentre per Fabregas potrebbe allontanarsi la Champions.
Bologna-Cagliari 0 a 0. Risultato utile ai sardi per tenere la zona rossa a distanza. Non al Bologna, che non vince più tra le mura amiche. Il portiere felsineo salva il risultato, mentre il Cagliari spreca. Bologna ottavo posto, ma i cinque punti dalla Dea al settimo (che potrebbe valere la Conference League con la vittoria dell’Inter in Coppa Italia) sono solo speranze per Italiano, con nove punti in palio: difficile, visto il finale di stagione in calo.
Sassuolo-Milan 2 a 0. Berardi, al dodicesimo gol contro il Milan, e il Sassuolo riportano il Diavolo e Allegri alle porte dell’inferno nel momento decisivo per la Champions, giocando la più brutta partita della stagione. La tranquillità del Sassuolo ha messo in evidenza i guai del Milan, mascherati da Allegri in altre gare vinte “sporche”.
Juventus-Verona 1 a 1. Altro che gioco ritrovato: il Verona, retrocesso prima di entrare in campo, ha messo in crisi la Signora e Spalletti, graziata da una punizione dai 25 metri di Vlahovic, rientrato da pochi minuti, con Montipò mal piazzato. La Juventus ha creato tanto, ma troppi errori degli attaccanti pesano, così come quelli difensivi.
Inter-Parma 2 a 0. Scudetto meritato dai nerazzurri, arrivato quasi in ritardo vista la superiorità nel gioco durante tutta la stagione, anche tra cadute e risalite. Bravissimo Chivu, arrivato tra le perplessità, ha dato continuità con lo stesso modulo ma con un gioco più moderno, tradito però in Europa.
Cremonese-Lazio 1 a 2. Cremonese ribaltata dalla Lazio e dai cambi di Sarri nel secondo tempo. Grigiorossi sfortunati: perdono Baschirotto e la difesa a tre subisce due reti, l’ultima quasi in zona Cesarini. Situazione difficile: 4 punti dal Lecce, non possono più sbagliare. Lazio con la quinta vittoria nelle ultime 8 gare, insidia l’Europa a 4 punti dall’Atalanta.
Roma-Fiorentina 4 a 0. Il sogno di Gasperini di arrivare in Champions continua: deve vincere le ultime tre gare. Quattro “sberle” a una Fiorentina apparsa scarica, quasi appagata, ma in realtà irriconoscibile: senza gioco, carattere e grinta.
Atalanta-Genoa 0 a 0. Già detto tutto sulla gara. Resta un dubbio: i giornali nazionali guardano le partite? La Dea, come il Como, non ha dominato il Genoa grazie alla strategia tattica di De Rossi e del suo staff. Palladino ha subito sia all’andata sia al ritorno, anche giocando in superiorità numerica.
Pesate le parole di De Rossi al termine della gara con la Dea, non in conferenza stampa ma a Sky. Buoncalcioatutti, siccome la locuzione latina insegna “Verba volant, scripta manent”, riporta integralmente le parole di dirigenti, allenatori e calciatori. Nel dubbio, meglio leggerle. Keep calm and carry on: mantenere la calma e andare avanti, senza dimenticare di godere per la salvezza inaspettata e anticipata dopo il girone di andata.
Genoa, è salvezza matematica. Ora un obbligo pianificare subito il futuro – PODCAST

