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Genoa-Como | Fabregas: “Vittoria importante, una partita come questa si può anche perdere”

Nel dopogara della sfida tra Genoa e Como (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto il tecnico lariano, Cesc Fabregas, direttamente dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Quanto è importante questa vittoria? E l’importanza della porta inviolata?

Abbiamo abituato la gente a non perdere due partite di fila, era la prima volta. Con una squadra giovane dobbiamo lavorare dal punto di vista mentale, dal punto di vista qualitativo l’abbiamo dimostrato anche a partire dalla scorsa stagione. Vincere così è speciale, dobbiamo essere contenti. Non dobbiamo prendere gol, poi dobbiamo vincere e farlo con la nostra identità Il primo gol è un chiaro segnale di chi siamo. Oggi era una partita importante, dopo il colpo subito martedì la cosa più facile è lasciarsi andare. Poi le partite si possono vincere e perdere, questo è il calcio. Anche perché questo è uno stadio speciale e il Genoa era in un bel momento di forma, con grandi giocatori e un grande allenatore. Ma la prestazione della squadra è importante. Nico Paz? Non poteva continuare, non vedeva bene da un lato e ora è in ospedale e lo stanno valutando. Ci siamo dovuti adattare, dobbiamo trovare tanto soluzioni“.

Oggi il Como ha anche saputo soffrire…

Ci abbiamo lavorato questa settimana, abbiamo fatto una cena di squadra per capire dove e come crescere. Era difficile prevedere ad inizio stagione questo nostro rendimento, è stata una cena produttiva anche per noi staff. A volte le partite si preparano tatticamente, a volte mentalmente. Oggi l’età media della squadra era 24 anni, siamo una squadra giovanissima. Questo è speciale. In Europa non si vede tanto. Stiamo costruendo un gruppo importante per il futuro, dobbiamo continuare così“.

Sull’obiettivo: “Non ce ne sono per noi, volevamo fare meglio dell’anno scorso. Abbiamo 61 punti, l’anno scorso abbiamo finito con 49 e quest’anno abbiamo fatto una semifinale di Coppa Italia dove fino all’ultimo minuto tutto poteva succedere. I ragazzi meritano tutto questo, stanno continuando a crescere. Non tutti possono farlo allo stesso modo. Il lavoro dell’allenatore è questo, se come allenatore fai solo una cosa è impossibile farlo bene: devi diventare psicologo, papà, tatticamente bravo. Soprattutto in un gruppo giovane. Sono molto contento. mancano quattro partite“.


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