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Serie A, l’analisi della 31° giornata

La trentunesima giornata di campionato conferma che il campionato non è un mondo parallelo con il calcio malato e decadente della Nazionale. Non si potrebbe spiegare in altro modo, considerato che il lutto per la Nazionale, morta per la terza volta e lontana da un altro mondiale, visto che il Campionato ha celebrato i suoi riti come se appartenesse a un altro mondo. In nessun campo nessuna contestazione legittima per l’uscita dai mondiali per merito della Bosnia.

Nessun lenzuolo appeso. Si abbandonano gli stadi, si fa sciopero per altri motivi legati alle squadre, nulla per la catastrofe del calcio italiano.

Per cui tutti sembriamo dei “babbei” a credere nelle fantastiche soluzioni della politica, della Lega di Serie A nel fare il toto presidente e allenatori, dimenticandosi la differenza tra allenatore e selezionatore. Per primi la stampa specializzata e quella politica, ripetendo gli errori di tutte le altre eliminazioni dal campionato del mondo.

Occorrono programmi subito pronti per fare le riforme: prima fare le fondamenta della casa del calcio italiano da parte della FIGC e del nuovo Presidente, dopo il tetto ingaggiando il selezionatore che conosce quello che succede fuori dalla Serie A nel mondo giovanile.

Lo scudetto è sempre teorico dopo che l’uomo di Pasqua, Lautaro, ha ripreso le redini dell’Inter. A chi insegue non interessa lo scudetto, solamente gli euro della Champions per non affondare. Como e Atalanta possono rompere i palloni a Napoli, Milan e soprattutto Juventus e Roma.

In fondo alla classifica il cerchio si stringe per la terz’ultima posizione tra Cremonese, Lecce e Cagliari, ma con ancora 21 punti a disposizione nessuno può stare tranquillo fino ai 36 punti: nessuna squadra ha un calendario da affrontare senza la giusta carica.

Sassuolo-Cagliari 2 a 1. Illusione del Cagliari, prima in gol. Il Sassuolo lo ribalta e blinda definitivamente la salvezza, mentre il Cagliari alla quarta sconfitta consecutiva si inguaia pesantemente. Il Cagliari spreca un gol a porta vuota. Pinamonti festeggia la sua centesima gara con gli emiliani con un gol.

Verona-Fiorentina 0 a 1. Mini Viola sottotono vince a Verona giocando male e con solamente due tiri in porta: il primo nei primi 10’ di gioco, il secondo su deviazione avversaria e gol. Verona condannato alla B, ha preso a pallonate la Fiorentina salvata dal portiere De Gea in almeno 4 occasioni. Salvarsi senza un gioco potrebbe essere una novità di questo campionato dove contano più le vittorie sporche.

Lazio-Parma 1 a 1. Sarri un punto e basta dopo aver inseguito la quarta vittoria consecutiva. Sarri gioca una partita seria solo nel secondo tempo dopo essere andato in svantaggio contro i Ducali. Solita tristezza sugli spalti vuoti. Lotito in crisi e gli scioperanti del tifo minacciano, se non esce, di boicottare gli abbonamenti futuri. Tante le assenze laziali, Sarri non rischia nessuno in vista della gara di ritorno di Coppa Italia del 22 aprile. Cuesta lascia da parte il bel gioco e punta alla salvezza chiudendosi in difesa.

Cremonese-Bologna 1 a 2. La Cremonese torna nei bassifondi della classifica, non vince dal mese di dicembre allo Zini. Giampaolo, il nuovo mister, dopo il trillo in casa del Parma prima della sosta, non trova l’assetto giusto per affrontare il Bologna in versione Europa League, pronto per l’Aston Villa. Alla squadra di Italiano è bastato il primo tempo con doppio vantaggio, con demeriti di Audero, per controllare la gara. A Giampaolo, neanche cambiando modulo, è riuscito a impensierire i felsinei fino al 90’ di gioco quando il portiere Ravaglia causa un calcio di rigore. Cinque minuti di recupero di fuoco con due rossi sventolati da Abisso che ha perso le redini della gara.

Pisa-Torino 0 a 1. Nessuna sorpresa nell’uovo pasquale per i tifosi pisani. Solito Pisa: si mangia una rete a porta vuota e viene punito dal Torino all’80 grazie alle sostituzioni del nuovo tecnico D’Aversa. Pisa che ha vinto solamente una gara nel 2026. Tante le parole del tecnico Hiljemark arrivato dal freddo: 6 sconfitte in 7 gare, mai un pareggio.

Inter-Roma 5 a 2. L’Inter non poteva più sbagliare la caccia allo scudetto dopo i soli 2 punti nelle ultime tre gare. Ci voleva Lautaro in campo per non fare più strisciare il biscione, in gol al primo pallone toccato, e Gerovital in particolare per Thuram con assist e gol. Gasperini non riesce a vincere con le cosiddette big e insegue la Champions. L’Inter senza Lautaro non gira e i calciatori interisti usciti dal Mondiale con la Nazionale sono ridestati come il Signore nel giorno di Pasqua. Dopo un primo tempo non da Lupa, il pareggio aveva galvanizzato i giocatori giallorossi. Nella ripresa sono stati presi a pallonate non solo con i gol, tutto inaspettato da Gasperini, messo subito in croce per il suo gioco paragonato a quello di Ranieri dello scorso anno. Sempre l’habitat giallorosso megalomane a galla nella sua autoesaltazione.

Udinese-Como 0 a 0. I friulani hanno fermato il Como rilanciando la corsa alla Champions di Roma e Juventus. Una gara con poche emozioni: ai lariani non sono riuscite le giocate e i gol delle precedenti gare. Hanno gestito la gara ma gli uomini di Runjaic non sono stati a guardare mettendo in difficoltà la difesa avversaria. Il punto accontenta solo l’Udinese che raggiunge 40 punti, la vecchia quota salvezza del passato. Como rallenta, sempre in zona Champions. Solo un italiano in campo su 32 calciatori utilizzati: Zaniolo.

Lecce-Atalanta 0 a 3. Il Lecce è sceso in campo con in braccio i cuccioli di cani per sensibilizzare l’adozione. La Dea non si commuove e infila tre volte la porta di Falcone. Il Lecce alla terza sconfitta consecutiva. Il solito ritornello salentino: giocare e sbagliare troppi passaggi e gol a porta vuota.

Napoli-Milan 1 a 0. Partita per due squadre che si giocavano la possibilità, lontana, di impensierire l’Inter per lo scudetto, povera di emozioni e occasioni. Tanta fatica per entrambi gli allenatori chiusi nel tatticismo ad arrivare a impensierire i due portieri. Festeggia Conte perché indovina le sostituzioni con Politano appena entrato in gol. Non festeggia Allegri che tiene in panchina fino alla fine Leao e Pulisic. Napoli secondo in classifica, Milan terzo.


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