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Un pesce d’Aprile azzurro

foto Fabrizio Andrea Bertani | Shutterstock

Un pesce d’aprile amaro per l’Italia che ama il calcio e che, per la terza volta consecutiva, guarderà un Mondiale in TV. Dispiace che i giovani non vedano un Mondiale colorato d’azzurro dal 2014 e che la propaganda farà il tifo per altri sport che vincono con singoli atleti.

Un “pescecane” d’aprile quello giocato da Gattuso e i suoi ragazzi nel catino di Zenica, a 50 km da Sarajevo, dove mancavano addirittura le tecnologie volute dalla FIFA come la Goal Line e chissà anche il VAR, visti gli errori del francese Turpin, bravo nel sanzionare Bastoni con il rosso diretto al 40’ del primo tempo e non replicarlo nel primo tempo supplementare a Muharemovic nelle stesse condizioni su Palestra.

Turpin e il VAR sbagliano, come Mancini fuori posizione, come tutta la difesa pur essendo in vantaggio di un gol, tutti in avanti dimenticandosi delle marcature preventive. Le analisi e i processi li lasciamo agli altri, ma Gattuso, Bonucci e Buffon dovranno chiedersi come mai hanno ballato sulle corsie laterali.

Vero, i bosniaci erano più scarsi sulla carta, ma anche in inferiorità numerica l’Italia ha sbagliato tre occasioni per raddoppiare. La lotteria dei calci di rigore, il patatrac azzurro con Pio Esposito e Cristante che sbagliano dagli undici metri: il primo sparando alle stelle, il secondo colpendo la traversa. Gigio miracoloso in almeno due occasioni durante la gara, spiazzato due volte e, nel rigore decisivo, il pallone gli è passato sotto le braccia.

FIFA e UEFA devono vergognarsi di aver permesso di giocare a Zenica dopo le proteste del Portogallo del passato, che pur aveva vinto una qualificazione.

I pesciolini rossi di aprile 2026 sono Gravina e gli altri parrucconi che non fanno nulla per il calcio italiano, per aiutare questo calcio italiano in crisi, facendosi sballottare dentro una boccia di vetro dalla Lega di Serie A. Il calcio italiano si è fatto bistrattare. Ora tutti i processi a Gattuso non sono meritati: in sette mesi ha fatto il possibile e l’impossibile senza l’aiuto di FIGC e Serie A.

Gattuso disse: “Se non ci dovessimo qualificare sarebbe una mazzata per il nostro calcio“. Ha ragione, dispiace solo per lui.


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