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Genoa, Gilardino: “Dobbiamo provare a vincere anche soffrendo. I ragazzi stanno dando tutto”

L’allenatore del Genoa, Alberto Gilardino, è intervenuto in conferenza stampa per commentare la partita di campionato contro l’Empoli, pareggiata 1-1 (clicca QUI per leggere la cronaca). Ecco, di seguito, le sue dichiarazioni.

Dopo i cambi dell’Empoli è arrivato il gol 

“Le partite sono fatte anche per cambiare i giocatori, a volte li cambi e fanno vincere le partite, altre prendi gol. Credo sia stata una partita equilibrata: a caldo, dico che stiamo andati in vantaggio e abbiamo avuto delle situazioni per andare a raddoppiare. L’Empoli è stato bravo sulle ripartenze, ci ha creato qualche difficoltà: Caputo è molto bravo ad allungare la squadra, le mezzali si inserivano.

Nel secondo tempo siamo calati, abbiamo avuto troppa frenesia nel trovare le giocate e loro hanno trovato il gol del pareggio. Negli ultimi minuti ci sono state alcune situazioni dove, se fossimo stati più concreti e lucidi, avremmo potuto anche vincere la gara. L’Empoli è stato imprevedibile tutta la partita”.

Su Gudmundsson:

“Vedremo questa settimana. Oggi abbiamo giocato con Retegui che non giocava da due mesi, non era nelle condizioni migliori ma ha fatto la sua partita. Messias è stato molto bravo nell’economia della squadra, nel trovarsi spazio necessario per poter prendere palla con il controllo orientato ma anche lui non era al 110%. Malinovskyi ha fatto una buona partita sia da centrocampista sia più avanti.

Credo che l’atteggiamento da parte di tutti sia stato ottimo, dobbiamo avere maggiore attenzione, essere lucidi in alcune situazioni e – come abbiamo abituato nelle passate partite – riuscire a portare a casa alcune gare anche soffrendo: a volte va bene, altre meno. Sono soddisfatto per quello che ha dimostrato la squadra, vogliamo migliorare e curare le imperfezioni”.

Su Fini e Retegui:

“Fini si allena costantemente con noi, è un giocatore della prima squadra e lo tratto come uno di essi. Retegui ha giocato, non è al 100% della condizione fisica e dovrà trovarla giocando, allenandosi. Magari ci vorranno settimane ma era importante per la squadra averlo in campo oggi”.

Su De Winter:

“De Winter sta facendo progressi, così come Dragusin. Indipendentemente dall’imperfezione, la linea difensiva si è comportata bene. Quello che contava era l’atteggiamento, sapevo avremmo incontrato una squadra ostica che è andata a vincere a Napoli e a Firenze, e non è un caso”.

Sulle scelte iniziali (Vasquez più avanti e De Winter centrale) e un giudizio su Kutlu: 

“Vasquez da terzino sinistro si allargava in fase di costruzione, lui da una parte e Sabelli dall’altra. Vasquez mi dà garanzia in fase difensiva, Martin qualcosa in più a livello tecnico negli ultimi trenta metri. Da quelli che entrano ci aspettiamo il massimo, c’è da fare di più e migliorarsi. Chi è in panchina deve vivere la partita, come se la giocasse. Questo diventa fondamentale per l’economia della squadra”.

Su Messias:

“Messias é un ragazzo molto intelligente, riesce ad andarsi a ritrovare quello spazio tra le linee che gli avevo chiesto. È stato molto bravo nel primo tempo, anche in una parte del secondo. Lo vogliamo al 100% della condizione perché è un giocatore troppo importante per noi”.

Messias e Retegui dal primo minuto è una soluzione che nasce dall’assenza di Gudmundsson? 

“In base alla struttura nostra e dell’avversario, ci sono varie situazioni tattiche dove poterli collocare e inserire. Messias può giocare largo e dentro, Gudmundsson anche perché gli piace meno giocare in ampiezza ma secondo me può fare entrambe le fasi in maniera ottima”.

Cosa ci portiamo dietro da questo pareggio?

“L’Empoli farà faticare molte squadre, basti pensare a Fiorentina e Napoli. Prima ho detto ai ragazzi che è normale ci sia l’amarezza e il dispiacere di non aver portato a casa i tre punti perché avevamo abituato tutti, nel nostro stadio, a portare a casa questo tipo di partite. Bisogna essere realisti e onesti: in questo momento i ragazzi stanno dando tutto, li stiamo spremendo. Questo è un punto importante per proseguire nel lavoro, mantenere positività all’interno del gruppo e adesso ci prepariamo per la sfida di martedì (di Coppa Italia contro la Lazio, ndr) e poi per quella di Monza”.

Sul momento legato alla sostituzione di Vasquez:

“L’idea era quella di sostituirlo perché avevo bisogno di altre caratteristiche e proprio in quel momento ha preso questa manata o gomitata in faccia, quindi ho fatto il cambio”.

Qualcuno potrà riposare martedì in Coppa Italia:

“Riposare no, è dura perché siamo contati. Bisogna valutare molte situazioni, vediamo se portare qualche ragazzo della Primavera. Per me e la società è importante e sicuramente ci prepareremo al massimo, vogliamo fare una bella figura e fare la nostra partita come fatto in campionato”.

Bilancio di un anno da allenatore del Genoa:

“Molto positivo, felice di essere seduto su una panchina così prestigiosa. Passo le mie giornate pensando alla squadra, al Genoa. Sono orgoglioso di quello che è stato fatto la scorsa stagione, sono contento dell’empatia che si sta creando. C’è tanta strada da fare, dobbiamo pensare solo al lavoro”.

Stai perseguendo la strada dell’equilibrio?

“È corretto: sicurezza, equilibro, consapevolezza da parte dei ragazzi. Una crescita costante, quotidiana, settimana dopo settimana. Giochiamo con tanti giovani, credo sia qualcosa di incredibile e straordinario che oggi abbia giocato una buona parte di partita un classe 2006 (Fini, ndr). Ci sono tanti giovani bravi che giocano, e se lo sono devono giocare indipendente dall’età. Questo è quello che vuole anche la società per programmare il futuro del Genoa. Se c’è la possibilità di far giocare giovani è importante”.


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