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Spilli

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Uno spillo, anzi 4, nel deretano per chi crede nella Nazionale di calcio, ma non per i dirigenti della FIGC e della Lega: Immobile, Pellegrini, Politano, Tonali. Tutti è quattro hanno saltato gli impegni della Nazionale della scorsa settimana e tutti e quattro hanno giocato l’ottava giornata di Serie A, tutti e quattro schierati dal primo minuto, tutti e quattro in campo almeno due terzi di partita.

La Nazionale e i club sono un film comico. Giocatori convocati che appena denunciano o lamentano un minimo fastidio muscolare, anche se devono affrontare l’unica competizione  decente che è rimasta al povero calcio azzurro internazionale, e non amichevoli, vengono subito rimandati a casa.

La Nazionale da parte dei club non è amata. È amata dai calciatori visti i buoni euro di presenza per ogni convocazione e la partecipazione nella rosa di campionati europei e mondiali con partite di qualificazione. La Nazionale è un fastidio perché Gravina, Presidente Federale, e la FIGC non hanno nessun potere sulle società di calcio in Serie A.

Mancini da ex calciatore probabilmente li avrebbe tenuti tutti e portati solamente in panchina  non rischiandoli neanche negli allenamenti. Il caso clamoroso è stato Immobile fatto scendere dall’aereo che portava gli Azzurri a Budapest da Lotito, fresco senatore della Repubblica Italiana. Sarebbe tornato tardi e stanco al rientro per giocare con il proprio club dopo 5 giorni.

Ai leggendari, fantastici, mitici giocatori della nazionale di calcio ipocondriaci  della maglia azzurra, ma non certo depressi, bisognerebbe ricordare che non ci hanno portato neanche in Qatar.

Ma c’è anche uno spillo colorato di rosa, questa volta portatore di grande positività, ed è quello di Maria Sole Ferrieri Caputi per la sua prima direzione arbitrale femminile in Serie A.

Uno spillo “rosa” per tutti gli scettici: Maria Sole Ferrieri Caputi ha diretto una partita senza essere protagonista, vicina al pallone per giudicare bene e meglio, con lucidità, elegante quando i calciatori – ai quali giustamente non interessa il sesso del direttore o della direttrice di gara – andavano a reclamare “alitandole” in faccia. Anche il VAR di Chiffi ha dovuto inchinarsi alla decisione di Maria Sole quando ha assegnato la massima punizione al Sassuolo, non richiamandola  davanti alla tv come volevano i calciatori salernitani, in particolare il capitano Candreva.

Gli allenatori a fine gara, interpellati sulla direzione in rosa, hanno detto (e in particolare Nicola, lo sconfitto): Non ci siamo accorti di chi fosse l’arbitro. Ha fatto la sua partita meglio della nostra“. Le cronache non riportano insulti e cori beceri, ma solo applausi dal pubblico del Mapei incuriosito dopo aver capito il rispetto di tutti quelli in campo e in panchina per la prima donna con il fischietto in bocca nella massima categoria del campionato italiano.

La Lega calcio di Serie A ha subito fatto un post: “non sarà l’unica a dirigere in Serie A“.  Un post che ha solo confermato che non conoscono la gavetta di Maria Sole. Ci vorrà tempo per vederne un’altra. Ed è un peccato. Anche il Genoa ha mandato un elegante tweet: “Congratulazioni a Maria sole per la prima partita diretta in serie A”.

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