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Vista sulla Serie B: a tu per tu con Andrea Gabrielli, presidente del Cittadella

foto AS Cittadella

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Il nostro percorso alla scoperta della Serie B prosegue oggi con una intervista ad Andrea Gabrielli, dal 2009 presidente del Cittadella, formazione che da un ventennio frequenta il campionato cadetto – non senza stagioni di livello – e che proprio nella stagione 2022/23 compierà cinquant’anni dalla sua fondazione. “Speriamo di fare bene il prossimo campionato, un campionato che sarà difficilissimo con l’approdo di squadre come Genoa, Cagliari o Bari che è tornato su”. 

Ci racconta la Serie B dal suo punto di vista, quello di un presidente che ha messo spesso in piedi squadre competitive?

“Cittadella è ormai una squadra veterana della Serie B perché, più o meno, è una ventina d’anni che bazzichiamo in questa categoria. Diciamo che abbiamo una certa esperienza di cosa avviene in questo campionato cadetto. Possiamo dire che diventa sempre più impegnativo. Anche qui ci sono realtà importanti, capoluoghi di regione, e squadre che hanno un blasone importante nella storia del calcio. Anche noi, un po’ alla volta, ce lo stiamo creando. Da quando c’è stata la separazione della Lega Serie A dalla Lega Serie B, il campionato cadetto ha dovuto fare i conti più sulle proprie tasche. A parte la mutualità che deriva da quella scissione, la Serie B ha sempre cercato di valorizzare la categoria in sé nella vendita dei diritti. E negli ultimi anni c’è stato un buon recupero di finanza, anche se non siamo ancora sicuramente un campionato equilibrato fra entrate e uscite. Si deve lavorare molto sulla specifico, sul ricondurre i costi ad un ordine più logico, e mi auguro che un po’ alla volta ci si riesca”. 

Lei e il suo Cittadella siete stati protagonisti, anche nell’ultimo anno siete stati nella parte sinistra. Il suo lavoro e quello del direttore generale Marchetti è un lavoro importante per questo campionato di Serie B

“Viviamo il calcio con questo genere di logica. Sicuramente merito va dato al ruolo che ha il direttore generale Stefano Marchetti, che c’è da quando io sono presidente, dal 2009, dopo mio fratello Piergiorgio e nostro papà. L’anno prossimo compieremo 50 anni da quando è nata questa società derivante dalla fusione di due formazioni di dilettanti, di Cittadella, guidata sempre dalla famiglia Gabrielli. Nostro padre Angelo ha attaccato un po’ a tutti questa malattia: nel 1973 è riuscito a ricondurre due realtà spesso competitive l’una con l’altra. Con la sua guida, assieme a mio fratello, abbiamo compiuto l’approdo in Serie B. Siamo il paese più piccolo per abitanti in Serie B, abbiamo una forte concorrenza da Vicenza e Padova, e non abbiamo un grande bacino di tifosi. Ma la nostra squadra la reputo simpatica, e tanti a livello nazionale hanno cominciato ad apprezzare considerandola non dico un “miracolo”, ma capace di tenere testa anche a squadre che provengono da categorie superiori, riuscendo per due volte a giocarci la finale playoff per andare in Serie A”. 


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