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Lega Serie A orientata a non rinviare le gare dell’Epifania

foto Fabrizio Andrea Bertani / Shutterstock.com

Come riportano fonti vicine alla Lega Serie A rilanciate dall’ANSA, i vertici del massimo campionato italiano non rinvieranno le gare in programma giovedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Tutte le formazioni di Serie A stanno facendo i conti con casi di positività, alcune colpite in maniera massiccia come Salernitana, Udinese, Napoli o Verona, ma ancora in grado di schierare (come da protocollo varato nell’ottobre 2020) “almeno 13 giocatori, compreso un portiere, risultati negativi ai test che precedono la gara in questione in ossequio al Protocollo FIGC“.

Sempre nel mese di ottobre 2020, si scriveva qui su Buoncalcioatutti citando documenti della stessa Lega Serie A che “il rinvio automatico della gara scatterà quando “in un arco temporale di sette giorni consecutivi di calendario, dieci o più calciatori del Club […] dovessero risultare positivi al virus SARS-CoV-2”. Il differimento della partita sarà deciso dallo stesso Presidente della Lega Serie A, così come la gara “sarà riprogrammata in una data stabilita insindacabilmente dal Presidente stesso“.

Intorno a questa condizione ruota l’orientamento della Lega Serie A. Lo scenario è molto diverso da quello di ottobre 2020, con una nuova variante e la ormai acclarata possibilità che calciatori già infettatisi possano nuovamente contrarre il Covid, ma la direzione sembra quella di non accordare alcun rinvio delle gare in programma alla prima giornata del girone di ritorno, neppure di fronte al diniego delle ASL locali, che in questo momento, su scala nazionale, vivono un momento di grande affanno sul fronte tamponi e controllo dei positivi a domicilio. Nel mirino, in particolare, ci sono quattro partite: Salernitana-Venezia, Spezia-Verona, Juventus-Napoli e Fiorentina-Udinese.

Piccola riflessione a margine. Se non saranno accordati i rinvii e le squadre non partiranno, si andrà incontro a 3-0 a tavolino e sicuri ricorsi sullo stile Juventus-Napoli dell’anno scorso? Se c’è un protocollo, però, andrebbe applicato. E forse anche Hellas Verona-Genoa della stagione passata – pur ribadendo che molte cose da quel momento sono cambiate – andrebbe ricordata più spesso su scala nazionale perché esemplare, pur nelle difficoltà, fu il comportamento dello staff tecnico e medico rossoblu, che al Bentegodi si diresse con 14 positivi lasciati in isolamento a Genova dopo essersi giocato il cosiddetto “bonus” col rinvio di Genoa-Torino. Unico recuperato in extremis fu Perin.

Se ogni volta c’è modo di aggirare un protocollo, allora tanto vale decidere o di muoversi sulla falsa riga della Premier League, mai interrotta al netto di decine di gare posticipate casa Covid (con le squadre che si comunicano vicendevolmente la richiesta di differimento), oppure rinviare le prossime due giornate della stagione, come fatto dalla Serie B. In ogni caso, di fronte ad una curva dei contagi in costante rialzo, se si vuole un torneo non falsato, non può esserci chi si attiene al protocollo e chi lo dribbla. Serve coerenza.


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