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Rassegna Stampa del 28 Marzo: il Secolo intervista Ballardini. Da “zio” a “Dalai Balla”?


GLI APPROFONDIMENTI SUL GENOA 

CORRIERE DELLO SPORT – Voto 5 per Scamacca, 5.5 per Rovella, entrambi puniti con il cartellino rosso nel corso della partita giocata dall’Italia Under 21 ieri sera. In vista della partita contro i rossoblu, il quotidiano analizza i problemi in casa della Fiorentina, penalizzata nei minuti finali. Il Grifone, dal canto suo, nei secondi tempi subisce ma sa anche segnare reti importanti.

GAZZETTA DELLO SPORT – La rosea dà un 5.5 a Scamacca e 6.5 a Rovella, fra i migliori nonostante l’espulsione. Mezzo voto in meno al centrocampista, che aveva dominato in mediana contro la Spagna, per la “sceneggiata” che gli è costata il secondo cartellino giallo.

REPUBBLICA GENOVA – Tifosi unanimi: Ballardini ha conquistato ulteriormente il loro cuore. L’unica preoccupazione? Che il rapporto con Preziosi torni ad essere difficile. Dopo aver scongiurato retrocessioni che parevano inevitabili, invocato per mesi come salvatore della patria, il tecnico sta riuscendo nel miracolo anche in questa stagione. Spicca il parere di Maurizio Lastrico: “Mi ricorda Clint Eastwood”.

SECOLO XIX “Una splendida follia, una squadra che ormai fa parte della mia vita”. Descrive così il Genoa, in apertura di intervista al Decimonono, mister Ballardini. “Siamo venuti e tornati tante volte, spesso la parte affettiva ti farebbe dire di no, sarebbe più comodo andare da altre parti dove sentirei meno responsabilità. Ma proprio per questo ho parlato di voglia matta: serve un po’ di follia per venire qui nelle condizioni in cui negli anni abbiamo trovato la squadra. Ma poi viene quella voglia matta e allora tutto diventa più facile”. Si parla non soltanto del recente ritorno sulla panchina rossoblu, ma anche dell’attuale squadra paragonata a quelle avute nelle tre parentesi precedenti, così come dell’assoluta assenza di sconfitte negli scontri diretti salvezza (“viviamo isolati dal mondo, in hotel, concentrati solo sugli allenamenti e sulle gare. Concentriamo tutte le energie sulla partita, non possiamo permetterci di farci distrarre da altro. Viviamo in una sorta di clausura, lo facciamo per il bene del Genoa”). Dopo aver rilanciato un altro soprannome come quello di “Dalai Balla”, proprio in virtù di questa vita “monacale” per preparare al meglio le partite, si parla del rapporto di Ballardini coi suoi collaboratori, delle dimissioni di Prandelli e dei gesti iconici che lo identificano in città, come il suo pugno alzato a rimproverare i suoi calciatori (“è un gesto d’amore, è una carezza col pugno, è l’intimità che c’è con il giocatore che mi consente di farlo”). Si arriva a parlare poi della parte più tecnica: da Scamacca (“è serio, pulito, attento”) ad un Pandev da convincere a continuare passando per Destro, Pjaca e la mossa invernale di Strootman (“si è presentato come se fosse un ragazzino della Primavera, non ha pestato i piedi a nessuno, ha dato calci e si è preso calci, si è messo in evidenza con l’esempio. Uomo e giocatore di grande spessore”). E dopo un quesito su chi fra lui e Gasperini sia più amato a Genova, alcune domande di carattere generale: da cosa pensi della pandemia e del Covid (“l’ho avuto, lo rispetto e cerco di rispettare tutte le regole che ci hanno dato per combatterlo e limitarlo. Mi fanno paura coloro che non hanno questo rispetto”) alla sua Ravenna, custode della tomba di quel Dante recentemente celebrato a 700 anni dalla scomparsa. In fondo anche una domanda sul futuro. “Cosa mi aspetto dal futuro? Non mi aspetto nulla, guardo solo al presente. Il presente è la partita con la Fiorentina, per prepararla serviranno tante energie e la massima concentrazione. Non c’è spazio per pensare ad altro”.


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