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Tutti assieme alla volata finale

Foto TanoPress

Nella Serie A dei falli di mano e dei tantissimi calci di rigore, si è chiusa la 32esima giornata. Il turno con più pareggi da quando si è ripreso a giocare e, ancora una volta, con la soglia dei trenta gol segnati raggiunta. Neppure ventiquattro ore e si ripartirà subito col derby tra Atalanta e Brescia, che potrebbe restituire immediatamente il secondo posto all’Atalanta.

La giornata appena conclusa si era aperta col terzo KO consecutivo della Lazio, ancora all’Olimpico dove aveva già lasciato bottino pieno al Milan. Questa volta è toccato al Sassuolo mettere in luce tutte le difficoltà di Simone Inzaghi nell’avere le giuste alternative dalla panchina e trovare quel gioco verticale che la aveva caratterizzata. Idee di gioco e alternative dalla panchina può permettersele intanto De Zerbi, che inserisce Caputo solo nella ripresa vedendolo prendersi la squadra sulle spalle con un gol e un assist. Lazio che scende al quarto posto, Sassuolo che cerca di tenere accesa una fiammella per il settimo posto valido per i preliminari di Europa League. E se il buongiorno si vede dal mattino, neppure la Juventus avrà vita facile al Mapei Stadium nel prossimo turno.

A senso unico l’altra gara di sabato scorso, quella tra Brescia e Roma, coi giallorossi che condurranno dall’inizio alla fine vincendo per 3-0. Ritorna al gol Zaniolo, prima di lui Fazio e Kalinic. Diego Lopez non bissa la vittoria casalinga con l’Hellas e resta penultimo, atteso ora dal derby di Bergamo, condannato a un calendario difficile da digerire.

Un po’ come il 2-2 tra Juventus e Atalanta è stato difficile da digerire per Gasperini, che vede la sua Dea andare avanti per due volte ed essere recuperata con due calci di rigore, nati da falli di mano. Quei falli di mano su cui ormai VAR e arbitri sono irreprensibili, trovando più di un parere discordante. Il pareggio assicura ai bianconeri un +8 in classifica sulle seconde: Sarri ha in mano la stagione e sei partite per chiuderla, Gasperini ne ha altrettante per cercare una rincorsa che sarebbe sportivamente straordinaria e, soprattutto, contendere all’Inter il secondo posto (da non scordarsi dello scontro diretto scontro diretto al Gewiss Stadium all’ultima giornata).

Vince il Genoa nel calco pomeriggio di domenica, e vince convincendo. Il successo era d’obbligo contro una Spal non arrendevole, ma apparsa in grande affanno mentale, più che fisico. Pandev e Schöne si prendono la squadra sulle spalle e mettono il sigillo sul 2-0 finale, che sarebbe potuto essere più rotondo senza il quinto rigore fallito in stagione dal Genoa dopo quelli in Genoa-Milan, Fiorentina-Genoa, Genoa-Parma, Udinese-Genoa e Genoa-Spal.

Risalito al quartultimo posto, il Grifone vi sarebbe rimasto anche dopo le sfide delle 19,30. Cagliari-Lecce non va oltre lo 0-0: spreca tanto il Lecce nel primo tempo trovando sulla via del gol sia Cragno che la traversa. Meglio il Cagliari nella ripresa, malgrado faccia una collezione di errori sotto misura e non riesca a sbloccare la partita. Partita che passerà agli archivi per gli infortuni occorsi a Nainggolan, Falco e Calderoni. Tutti e tre ancora da valutare come entità.

Non sarà comunque l’unico pari di questa finestra di partite. La Fiorentina, infatti, agguanta l’Hellas Verona al 96′. Juric per la seconda volta dopo Sassuolo perde due punti per strada subendo gol allo scadere, mentre la Fiorentina si conferma in affanno nel tornare quella del primo Iachini. Qualche avvisaglia era arrivata già prima dello stop, ma adesso non è ancora del tutto rassicurante il +7 sul terzultimo posto occupato dal Lecce. E Lecce-Fiorentina è in programma nel prossimo turno.

Finisce in parità anche Parma-Bologna. Crociati caparbi nello sfruttare la dormita di Tomiyasu nel finale e fare tornare al gol Inglese, che completa la rimonta imbastita da Kurtic. Non saranno contento Mihajlovic, che aveva incanalato la gara sul 2-0. Entrambe le formazioni restano a centro classifica e ben presto potrebbero avere poco da chiedere a questa stagione.

L’unico successo delle diciannove e trenta è quello della Sampdoria, che per stessa ammissione di mister Gotti trova una Udinese fisicamente meno brillante, ma comunque capace di andare in vantaggio con Lasagna, al sesto gol da quando è ripreso il campionato. Quagliarella ristabilirà il pari, una rovesciata di Bonazzoli e una conclusione mancina a giro di Gabbiadini garantiranno il successo nella ripresa.

Il 2-2 tra Napoli e Milan nel posticipo serale mantiene a +4 i rossoneri sul Sassuolo. Il Diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, e infatti fa “bollire” la partita passando in vantaggio con Theo Hernandez, salvo poi abbassarsi troppo su una punizione di Insigne costringendo Donnarumma all’uscita e propiziando il tap-in del terzino Di Lorenzo. Nel secondo tempo sarà un calcio di rigore a permettergli di pareggiare e rispondere al gol di Mertens.

Chiudeva ieri sera Inter-Torino. Un’uscita imprecisa di Handanovic regala il vantaggio al Torino con Belotti, un avvoltoio d’area di rigore pronto a ribadire in rete. La ribalteranno nel secondo tempo Young, Godin e Lautaro Martinez, bravi a sfruttare le difficoltà della difesa granata nel difendere sui palloni a scavalcare la difesa e trafiggere Sirigu per ben tre volte. Una traversa, ancora di Belotti, l’unico sussulto del Toro dopo la riscossa nerazzurra.

 

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