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Coronavirus, il calcio si ferma anche in Macedonia: ottavo campionato in Europa a dire “stop”

Dopo Italia, Spagna e Olanda, con l’Inghilterra pronta ad allinearsi dopo i tre casi positivi nella rosa del Leicester, anche il campionato macedone è stato sospeso per due settimane. Si tratta dell’ottavo campionato in Europa a fermarsi per contenere e combattere l’emergenza coronavirus insieme a Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Norvegia e Danimarca. A comunicarlo è stata la stessa Federazione del calcio macedone, che ha diffuso una nota contenente anche le richieste inoltrate alla UEFA per rinviare Macedonia-Kosovo, sfida playoff di qualificazione alla competizione europea.

La Federazione calcistica macedone ha formalmente chiesto alla UEFA di rinviare la partita Macedonia-Kosovo, semifinale playoff del campionato europeo in programma il 26 marzo 2020 presso la “Todor Proeski National Arena” di Skopje.

Nella lettera indirizzata alla UEFA, oltre al problema dei tifosi (divieto di presenza pubblica da parte del governo del paese), la Federazione macedone evidenzia il problema dell’arrivo dei giocatori più rappresentativi della squadra nel nostro paese, vale a dire l’eventuale isolamento-quarantena di alcuni alcuni giocatori che verrebbero da paesi con alti livelli di presenza del virus COVID-19″. Riferimento chiaro a Goran Pandev, capitano della nazionale macedone, che due giorni fa aveva richiesto via Instagram di prendere una decisione corretta e rinviare la partita col Kosovo: una sfida che potrebbe rivelarsi storica per la Macedonia e che non sarebbe la stessa in assenza di giocatori chiave e pubblico. 

La nota stampa della Federazione macedone sottolinea anche un altro aspetto, ovvero il fatto che la finale dei playoff di qualificazione agli Europei (31 marzo) si disputerebbe a Tbilisi, in Georgia, dove oggi si è registrata la prima vittima da coronavirus. “Informazioni non ufficiali ci dicono che vi è la possibilità che il Paese che garantirà la finale dovrà affrontare determinate misure sanitarie e di protezione all’entrata in uno dei due paesi”. Tradotto: una squadra che dovesse affrontare la finale non è scontato che possa dover affrotnare un periodo di quarantena entrando in Georgia. Tempi evidentemente non congrui rispetto alle scadenze del calendario UEFA, che il prossimo 17 marzo dovrebbe subire notevoli stravolgimenti.


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