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Genoa, Nicola: “Con l’Atalanta serve una partita gagliarda. Criscito è il nostro capitano” – AUDIO

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L’allenatore del Genoa Davide Nicola, affiancato dal direttore sportivo Francesco Marroccu, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della dura trasferta al Gewiss Stadium contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini.

Ora ci si concentra sul campo. Che gara si aspetta domani? Come si sono integrati i nuovi innesti?

“Finalmente è relativo. Siamo professionisti e sappiamo bene che ci sono due finestre di calciomercato. Noi siamo abituati a lavorare, lavoriamo tutta la settimana lavoriamo tutta la settimana. Vedo in settimana una crescita di dati interessanti nel lavoro impostato in settimana. Dobbiamo pensare che ci aspetta una gara molto dura contro una squadra veramente tosta per il volume di gioco, come qualità di gioco e dei giocatori con un mister che stimo molto. Al contempo è un’opportunità per vedere la nostra crescita dal punto di vista tecnico-tattico”.

“Come si affrontano mentalmente? Non mi sembra che l’Atalanta possa avere cali di tensione per ciò che ha dimostrato in questi anni. Un dato di fatto importante: negli ultimi anni, soprattutto sotto la gestione di Gasperini, si sono consolidati e hanno portato avanti le loro strategie ed il loro modo di giocare. Ha un potenziale offensivo importantissimo sotto il profilo della produzione del gioco, ma questo non deve essere un limite per voler provare a fare una gara gagliarda e la voglia di provare a fare comunque risultato. Che timore ci deve essere? Ci deve essere il timore di non riuscire ad esprimere se stessi. Noi dobbiamo ricercare questo dato di fatto; l’identità è la voglia di poter battagliare su ogni campo. Chiaro che sarà difficile, ma sarà opportunità importante per sentirsi ancora più capace o avere dei riscontri su cosa dobbiamo ancora migliorare”.

Quanto sarà importante mantenere una concentrazione costante contro un’avversaria come l’Atalanta? Si parlava prima dell’abitudine del mercato che si sovrappone alle gare. Come si gestisce una settimana come l’ultima di mercato vissuta a Genova?

“Sarebbe quasi ovvio dire che è fondamentale la concentrazione. Lo è tutto ciò che concerne l’operato di una squadra: organizzazione, momento che stai attraversando, capacità di capire quando dover essere pericoloso o mantenere equilibrio. Dal canto nostro dobbiamo avere la mentalità di voler andare su ogni campo cercando di voler strappare qualcosa, fare punti e fare gioco. La nostra mission passa attraverso qualsiasi tipo di partita su qualsiasi tipo di campo.

Io parlo solo ed esclusivamente dal punto di vista tecnico, si affronta aumentando ancor di più l’attenzione e il coinvolgimento di tutti. Ai ragazzi sin dal primo giorno ho detto che chiunque vesta questa maglia io cerco di allenarlo nello stesso modo e con la stessa passione: li considero tutti parte del gruppo. I ragazzi stanno rispondendo molto da questo punto di vista, dandoci molta attenzione. Sono arrivati tanti giocatori e ne sono andati via altri. L’esigenza mia, nella relazione avuta con la società, era di dare quei giocatori per me importanti rimanessero e quelli che sono arrivati sono arrivati per precisi caratteristiche. Non solo tecnico-tattiche ma anche morali. Noi siamo convinti che questa squadra abbia dei valori.

Il fatto stesso che molti nostri giocatori abbiano avuto richieste da squadre importanti deve rendere tutti noi consapevoli che allora esistono qualità. In questo momento la palla passa al campo: finito il mercato, non esistono individualità. L’ho detto ad ogni giocatore. Esiste solo la mission del Genoa. Ho ricevuto tutte le garanzie necessarie per continuare a fare questo lavoro e soprattutto ho ricevuto l’entusiasmo di gente che vuole rimanere in questo posto. Chi è arrivato siamo convinti possa aumentare il livello tecnico della squadra e creare una sana competizione all’interno del gruppo, anche se bisogna essere coscienti che alcuni di loro dovranno mettersi al passo con altri e in uno stato di forma adeguato. Ma siamo convinti che con il lavoro si sistemerà tutto”.

Il mercato vi lascia con sette difensori e molta più esperienza, specialmente nel reparto arretrato. Si può pensare a un cambio di modulo e una difesa a quattro?

“Ci sono tutte le ipotesi possibili in funzione dell’avversario che incontriamo e del tipo di gioco che vogliamo sviluppare. In questo momento ci siamo concentrati sull’avere un’identità precisa. Il campionato italiano ha una varietà di modi di stare in campo e di interpretazioni possibili di una partita: bisogna essere flessbili e pronti a tutto. La mia richiesta aggressivi, è chiaro che la mia richiesta alla società è stato di considerare chi c’è e di aumentare il livello di competizione e livello. Sette difensori sono relativi, per tre posti: con l’arrivo di Soumaro e Masiello secondo me abbiamo centrato quello che era il nostro obiettivo, quinti aumentare competizione e livello. Soumaoro è arrivato stamattina e dovrò valutarlo oggi ed è chiaro che debba essere fatta una valutazione su come sta fisicamente e quant’altro. Zapata sta rientrando in gruppo e penso che nel giro di due settimane saremo in grado di avere a disposizione tutti gli effettivi. Poi la condizione, l’avversario determineranno le scelte, ma io ho avuto garanzie da parte dei giocatori che mi hanno dimostrato di voler credere nella mission, sia chi entra dall’inizio e sia chi subentra dopo”.

Ci chiarite la vicenda Criscito? Ieri sera è arrivato anche un suo post su Instagram per ringraziare il mister

Dal mio punto di vista, mi viene quasi da sorridere. Mi interessa parlare con i miei giocatori e far sapere a loro come la penso. Io a Mimmo avevo parlato già prima che accadessero eventuali offerte. Sa come la penso, quindi basterebbe chiedere a lui: nella mia idea, Mimmo può ricoprire il ruolo che sta ricoprendo più un altro ruolo. Io di lui mi fido, è il nostro capitano e da questo punto di vista non ci sono tipi di problemi. Sono contento che sia rimasto perché costituisce un’alternativa non a un altro giocatore ma ad una maniera e possibilità diversa di stare in campo”.

Mister, è soddisfatto dal calciomercato o manca qualcosa?

“Io sono tranquillamente contento di quel che siamo riusciti a fare. il mercato di gennaio non è mai facile e nella nostra condizione ancora meno. Si trattava tanto di rifiutare offerte per nostri giocatori che noi riteniamo importanti e che possono costituire risorse per le partite che mancano, e in secondo luogo cercare di portare giocatori di livello non solo per le qualità tecniche ma anche per i valori morali. Noi abbiamo bisogno di giocatori che sanno dove vengono: deve diventare quasi una task-force, una missione del Genoa, un obiettivo salvezza. Sono convinto che i giocatori che abbiamo tenuto possano dare un grande contributo per raggiungere l’obiettivo di cui parlavamo. Stiamo recuperando anche Lerager, che rientra da un periodo inatteso. Si tratta di recuperare anche Zapata e la miglior forma di Mattia Destro, da cui ho visto un grande scatto nei test della settimana. C’è sicuramente da valutare anche Iago Falque che per noi è stato un colpo importante per la possibilità che ci darà di sfruttare e di avere idee diverse in campo. Certo che una volta che questi giocatori saranno al top della forma, allora potremo dirci soddisfatti del mercato”.

Pinamonti come esce da questo calciomercato? Favilli?

“Non è mai facile trovare un attaccante che garantisca 25 gol fissi all’anno: se esistono, sono giocatori già consolidati o in altri lidi. Noi siamo convinti di avere dei giocatori che possono dire la loro, sono stati tutti chiamati in causa – questo è il mio obiettivo – e di partita in partita ognuno si dovrà ritagliare uno spazio importante a suon di prestazioni e numeri. Questo è normale, vale per tutti noi. Favilli, che non stava giocando da un periodo importante, si è rivelato importante. Nella mia gestione gli attaccanti stanno facendo gol o creando presupposti per fare gol; bisogna equilibrare quei giocatori che devono essere messi in forma per fare gol come Destro. È inutile in certe situazioni mettere un giocatore che non sia ancora pronto: un giocatore che non è ancora pronto lo si mette solo in una condizione di sfiducia. Io sono convinto che da qui alla fine i nostri attaccanti possono fare la differenza. Quando si riesce a creare feeling e consapevolezza del fatto che ogni gara di qui in poi sarà una battaglia, la cosa più importante è mettersi a disposizione del Genoa con grande impegno come stanno facendo. Senza parlare troppo: il giudice è sempre il campo”.

“Per poter far crescere i giocatori bisogna consentirgli di farli sentire importante e garantirgli fiducia. Non mi interessa l’occasione in sé, io vado a registrare il fatto che Pinamonti ha avuto l’occasione alla fine per portare a casa il risultato. Questo vuol dire che ci sono le qualità: quando ci sono, attraverso la mentalità ed il lavoro riesci ad avere una convinzione nei tuoi mezzi diversa. L’obiettivo ora è di sentirci capaci ed avere l’ambizione di poter fare qualsiasi cosa. Potremo riuscirci oppure no, ma serve la consapevolezza del fatto che questa squadra, con una giusta determinazione e il giusto attaccamento, può dimostrare qualcosa di importante su ogni campo”.


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