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Cagliari, rimonta spietata: in Sardegna finisce 4-3. La Samp accarezza l’impresa

02-12-19 CAGLIARI-SAMPDORIA CAMPIONATO SERIE A 19-20CLAUDIO RANIERI

LA FORMAZIONE DELLA SAMPDORIA (4-3-1-2) – Audero; Thorsby, Ferrari, Colley, Murru; Ramirez (77′ Caprari), Vieira, Ekdal (67′ Linetty), Jankto; Quagliarella, Gabbiadini (75′ Rigoni). A disposizione: Seculin, Falcone, Augello, Chabot, Regini, Maroni, Murillo, Leris. Allenatore: Claudio Ranieri.

LA PARTITA – Il Monday Night della 14ª giornata di Serie A fra Cagliari e Sampdoria regala un 4-3 senza esclusione di colpi, botti e botte. La partita si surriscalda nel finale di primo tempo per poi esplodere nella ripresa, decisa al 96′ da un colpo di testa scoccato da Cerri. Ma meglio andare con ordine. Nella prima frazione il Cagliari prova a far valere le svariate soluzioni di cui può disporre, creando pericoli dal centro e sulle fasce: Faragò va vicino al gol dalla distanza, Joao Pedro sfrutta un traversone di Pellegrini ma non trova la porta. La Sampdoria risponde con personalità, accetta di soffrire ripartendo con precisione sulle ali di Gaston e Gabbiadini a supporto di Quagliarella. Sarà proprio il capitano blucerchiato a far rizzare sui seggiolini gran parte della Sardegna Arena al 34′ con una rovesciata deviata sopra la traversa da Rafael. È solamente il preludio alla sinfonia sampdoriana – tutta di prima – che terminerà sui piedi di Gabbiadini, steso da Pellegrini, scivolato a propria volta in area di rigore. Il vantaggio dal dischetto porta la firma di Quagliarella, che torna al gol dopo un  lunghissimo digiuno. La Samp va al riposo in vantaggio per 1-0.

L’inizio della ripresa è favorevole alla squadra di Ranieri, che alla prima palla lunga non perdona: Gaston Ramirez marca il territorio, parte sul filo del fuorigioco, controlla con classe, serve Quagliarella ed innesca un uno-due micidiale che porta lo stesso uruguagio davanti al portiere avversario, battuto con un colpo da biliardo. Il Cagliari ha maledettamente bisogno di un acuto e lo vede partire dai piedi di Radja Nainggolan, che si accentra e suona la carica, inventandosi il gol del momentaneo 1-2, annullato da una prodezza di Quagliarella sull’azione immediatamente successiva. Tutto nel giro di un minuto. Ne mancano 20 al termine della partita, la rete blucerchiata può mettere in ginocchio gli avversari, che continuano invece a macinare gioco e vengono ripagati da una doppietta di Joao Pedro entro due giri d’orologio: il numero 10 rossoblu prima scavalca Audero colpo di tacco su un pallone vellutato di Pellegrini (dalla sinistra), poi ringrazia uno spiovente di Nainggolan (da destra) e una marcatura troppo blanda di Thorsby per riacciuffare una partita quasi scappata di mano. “Siamo stati leoni nell’area di rigore nel primo tempo, poi ci siamo persi – racconterà Ranieri ai microfoni di SkySport – Nell’ultimo quarto d’ora loro erano troppo soli, nessuno ha contattato o ostacolato il suo uomo”. Un chiaro riferimento a Cerri, entrato nel recupero al posto del Cholito Simeone e capace di svettare indisturbato, raccogliere il traversone del motorino Pellegrini e beffare il portiere sampdoriano sotto l’incrocio dei pali: 4-3 e Sardegna Arena in visibilio, proprio sul più bello. L’attaccante si toglie persino il sotto-maglia, la Sampdoria getta al vento l’occasione di lanciare un segnale al campionato. Nonostante una prestazione all’altezza e a tratti esaltante, per levarsi dalle sabbie mobili, c’è ancora tanto da fare. Gongolano Giulini e Maran: il Cagliari è quarto. Ci si rivede giovedì in Coppa Italia (calcio d’inizio ore 21): stesso stadio, stessa storia?

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